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    Ecce MUOS: di che cosa parliamo? 

    Tempo di lettura: 3 minutiMUOS è una parola che da parecchio tempo ormai ha occupato un ruolo ben preciso nelle nostre vite. Lo si sente alla televisione, lo si legge sui giornali, sui blog, su Facebook, dappertutto. La potenza di questa parola è cresciuta mese dopo mese, facendosi largo nella cronaca e trovando un degno avversario nella sua nemesi per eccellenza: NoMUOS. Quel “No” privativo si spiega da solo, ma ne parleremo più avanti.

     

    Che cos’è il MUOS?

    MUOS è l’acronimo di Mobile User Objective System.
    Di che cosa stiamo parlando? Per chi ancora non lo sapesse il MUOS è un impianto composto di tre antenne satellitari di circa 18 metri di altezza e due torri radio che raggiungono i 150 metri di altezza. Questa mega apparecchiatura, situata nella base militare di contrada Ulmo, a circa 2 km dal comune di Niscemi (CL), voluta e gestita dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, è in fase di realizzazione e dovrebbe vedere la sua messa in funzione entro il 2013.
    Questo progetto fu approvato dal governo degli Stati Uniti nel 2001, mentre fu ratificato dal nostro governo nel 2006.
    Si tratta, nello specifico, di un sistema di comunicazioni satellitare a scopo militare e, sul nostro pianeta, sono presenti altri tre impianti dello stesso tipo, rispettivamente nelle isole Hawaii, nel sud-est dello stato della Virginia e nell’Australia dell’ovest. Nelle guerre del nuovo millennio il sistema MUOS sembra svolgere un ruolo determinante, dato che è in grado di velocizzare fortemente la trasmissione delle informazioni militari, oltre ad essere incisivo per la guida dei droni, i nuovissimi aerei senza pilota.
    Da tenere in considerazione che a Niscemi, circa vent’anni fa, gli Americani, al fine di combattere la minaccia terroristica all’indomani della guerra del Golfo, costruirono e installarono quarantuno antenne che trasmettono onde ad alta e bassa frequenza. Quanta fortuna è capitata a Niscemi!

     

    Il no dei NoMUOS: i motivi e le proteste

    Una vera e propria mobilitazione contro la realizzazione del MUOS ha interessato gran parte della Sicilia grazie alla nascita dei tanti comitati NoMUOS. Il NoMUOS di Niscemi che ha raccolto in questi mesi migliaia di firme e ha formato diversi banchetti di sensibilizzazione, rappresenta l’epicentro della campagna antiamericana.
    Alla base della protesta stanno i motivi legati alla questione ambientale e soprattutto quelli che riguardano la salute dei cittadini non solo di Niscemi, ma di parecchi altri comuni, poiché il raggio di azione delle antenne è di circa 100 km. La possibilità di contrarre gravi malattie come tumori e leucemia sembra davvero così elevato da aver spinto il prof. Massimo Zucchetti e il dott. Massimo Coraddu, entrambi del Politecnico di Torino, a scrivere una relazione nel 2011 che ha in oggetto l’analisi dei danni alla salute e all’ambiente provocati dal MUOS.
    A muoversi contro questo MUOStro, come l’ha definito il giornalista Antonio Mazzeo, non c’è solo la gente di Niscemi, bensì i tantissimi movimenti che hanno raccolto l’appello del paese nisseno. Il grido del NoMUOS si è diffuso in poco tempo dando alla luce parecchie manifestazioni ambientaliste, numerose conferenze e, soprattutto, un importante impatto sul web.
    Inoltre un danno di non poco conto potrebbe essere arrecato al traffico aereo, a causa del malfunzionamento che gli aerei potrebbero subire per via delle interferenze generate dalle maxi antenne.
    La protesta e la lotta contro il “nemico americano” si sono intensificate raccogliendo grande partecipazione e sfociando nella grande manifestazione del 6 ottobre scorso. Proprio in questa giornata arrivò la notizia del sequestro del MUOS da parte dei Carabinieri e dalla Polizia di Stato, coadiuvati dai Carabinieri di Sigonella e dal comandante del 41esimo stormo dell’Aeronautica militare. Circa tre settimane dopo il sequestro sarà revocato.
    L’azione dei gruppi ambientalisti e dei comitati NoMUOS alla notizia della revoca del sequestro non si è però arrestata: Legambiente ha chiesto al neopresidente Crocetta la revoca delle autorizzazioni per la costruzione della mega apparecchiatura, mentre il consiglio comunale di Caltagirone ha recentemente votato il divieto al passaggio dei mezzi di trasporto americani per attrezzature, armi, accessori, parabole.
    Sono infatti attesi i tir della ditta COMINA srl che trasportano le gru, fondamentali per l’installazione delle parabole. L’obiettivo dei NoMUOS è bloccare in tutti i modi il trasporto di queste gru. Diversi blocchi sono previsti sulle strade principali.
    In queste ore, intanto, davanti al Palazzo dei Normanni, è in atto un presidio di protesta volto a sensibilizzare i nuovi deputati regionali che proprio oggi si insediano ufficialmente all’ARS.

     

    Attilio Occhipinti

     

    About the author: attilio occhipinti

    Nato a Ragusa nel 1989, sono laureto in Filosofia presso la Facoltà degli studi di Catania e in Comunicazione e Cultura dei Media all'Università degli studi di Torino. Dall’aprile 2011 scrivo su Generazione Zero, all’interno del quale ho ricoperto la carica di direttore editoriale dall'agosto 2013 fino a settembre 2014. Per circa un anno sono stato il responsabile delle risorse umane, ruolo che mi ha permesso di coordinare i rapporti tra gli autori e i collaboratori. Mi sono occupato di diversi temi curato nei miei articoli, dall'ambiente, alla politica, passando per i tanti problemi che affliggono gli studenti, i precari e gli immigrati. I miei articoli sono apparsi su I Siciliani giovani, rivista mensile di antimafia, mentre in passato ho collaborato con il mensile d’inchiesta Il Clandestino con permesso di soggiorno. Dal 2016 coordino le attività di ufficio stampa dell'Associazione Generazione Zero.

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