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    Sequestrato il Muos 

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    Il sequestro

    Stamattina, in prossimità della manifestazione delle 14,30 contro il Muos, i carabinieri hanno sequestrato la base di Niscemi. La manifestazione, di caratura nazionale, coinvolge in primo luogo i comitati di base, attivi principalmente nel settore occidentale dell’isola.
    L’accusa mossa contro la struttura è quella di violazione delle leggi sull’ambiente. Il provvedimento è stato emesso dal Gip su richiesta della Procura di Caltagirone, a conclusione delle indagini avviate nel luglio 2011. La struttura sarebbe incompatibile con la sughereta di Niscemi, Sito di Interesse Comunitario. L’esecuzione del sequestro è stata eseguita dai Carabinieri e dalla Polizia Municipale, assieme ai carabinieri di Sigonella e del comandante del 41esimo stormo dell’Aeronautica Militare.
    Questa operazione fa venire in mente l’Ilva di Taranto e molte altre storie italiane, in cui la magistratura sopperisce alla mancanza di zelo del ceto politico.

    Il No Muos

    In periodo segnato dal malfunzionamento delle classi dirigenti e dall’arroganza del ceto politico, i comitati No Muos si sono battuti su una linea autonoma e partecipativa, costruendo iniziative dal basso. Anche se segnate dalla presenza di aderenti a gruppi politici di governo, lo zoccolo duro del No Muos ha mal sopportato le ingerenze di chi si voleva ammantare da benefattore del movimento.
    Oltre ad aver subito il generale ostracismo dell’indifferenza siciliana, gli attivisti hanno subito l’avvio di un procedimento giudiziario- ben 17 indagati per la protesta tra il 7 e l’8 ottobre- e si sono dovuti confrontare con interessi legati alla criminalità organizzata mafiosa. 

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