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    Case, occupazioni e violenze: intervista a Stefano Fassina sulle periferie romane 

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    A margine della conferenza sulle politiche per la casa, svoltasi sabato 9 aprile scorso presso l’occupazione virtuosa di via Tor de schiavi 101 a Roma, abbiamo intervistato l’On. Stefano Fassina, candidato di Sinistra Italiana per le elezioni comunali 2016. 

    Dato che ci troviamo nel contesto di un’occupazione abitativa, la prima domanda è su questo tema: se venisse eletto, quali politiche porterebbe avanti in merito al tema delle occupazioni? E mi riferisco sia alle occupazioni abusive, ma anche ai palazzi legittimamente autorecuperati.

    Vanno affrontate nel contesto di una politica per la casa che risponda alle esigenze che ci sono. Perché le occupazioni abusive non avvengono per capriccio o per moda, avvengono perché vi sono persone in condizioni disperate. Quindi credo che il rispetto della legalità vada coniugato e affrontato in un contesto in cui l’amministrazione si fa carico delle soluzioni. Il caso della signora che adesso era qua (alla conferenza, ndr), ottantenne che martedì dovrebbe essere sfrattata, credo che sia complicato accettare che possa stare per strada. Quindi il rispetto della legalità va coniugato con un’amministrazione che si fa carico dei problemi.

    Sempre per restare in tema, nell’ambito dello scandalo Affittopoli, il commissario Tronca sta applicando una politica ferma, eseguendo diversi sfratti e rimettendo in ordine le graduatorie per le case popolari: lei condivide questa linea? Che misure prenderebbe per risolvere sia il problema dell’occupazione abusiva delle case popolari, che quello della morosità degli inquilini? 

    Sono problemi molto diversi. Affittopoli è una conseguenza di mala amministrazione e credo che ci debba essere innanzitutto trasparenza. Il Comune deve sapere qual è il suo patrimonio immobiliare, chi lo occupa, quanto paga, in che condizioni di reddito è, e fare politiche differenziate. È chiaro che se hai un negozio a Fontana di Trevi e lo fai pagare trecento euro al mese di affitto è inaccettabile. Se invece stiamo parlando di un edificio in periferia in cui vive una famiglia il canone sociale mi sembra assolutamente giustificato. Quindi va differenziato sulla base di informazioni chiare. Dopodiché, questa sarebbe la scelta che farebbe la nostra amministrazione: utilizzare tutto il patrimonio capitolino, quindi non venderlo, non affittarlo attraverso bandi a canoni di mercato, ma utilizzarlo per fini sociali, tra i quali il reperimento di quelle diecimila abitazioni in più che servono a risolvere la sofferenza abitativa, che appunto non è un’emergenza ma è strutturale.

    Per chiudere su questo tema, è attualmente in corso presso il Tribunale di Roma un processo per violenza privata aggravata da parte di alcuni membri del Coordinamento Lotta per la Casa verso alcune donne sudamericane occupanti dello stabile di via del Casale de Merode. Un processo che lascia sconcertati perché gli imputati fanno parte di quella galassia che si rifà alla sinistra, ai diritti e in particolare a quelli delle donne e dei migranti. Lei come ha intenzione di agire in merito a questo caso, isolerete chi ha commesso queste violenze?

    Non ne ero a conoscenza. È un fatto inaccettabile. Su queste cose deve intervenire la magistratura, se è stato compiuto il reato va perseguito. Mi rattrista il fatto, se verranno confermate le accuse, che venga da un mondo che dovrebbe essere ispirato al rispetto di tutte le persone. Spero che la magistratura faccia il più in fretta possibile e colpisca, se vi sono reati compiuti.

    Ma lei non ritiene che anche all’interno della sinistra vada fatto un dibattito morale, anche volendo riprendere Berlinguer, su temi del genere?

    Non ho mai creduto nella superiorità antropologica della sinistra. Quindi il rispetto della legge, della trasparenza e dei principi di moralità debbano valere in assoluto. Non penso che la sinistra sia immune, non lo è stata, non lo è e quindi va affrontato questo problema con la radicalità necessaria. Purtroppo dai tempi di Berlinguer è passato molto tempo e non credo che possiamo far finta che vi sia ancora un’area protetta rispetto alla Questione morale.

    Cambiamo argomento e passiamo ad un altro tema sensibile: l’immigrazione. Che misure prendereste sia per rendere più trasparente la cessione di fondi SPRAR alle cooperative, sia per evitare la ghettizzazione e il ripresentarsi di casi come quelli di Tor Sapienza del 2014

    Ma penso che anche là ci sia un primato di legalità da affrontare. Bisogna, come abbiamo detto prima, chiudere con le politiche per l’emergenza. Tutta una serie di fenomeni, compreso questo, non sono emergenziali, sono fenomeni assolutamente prevedibili e oramai diventati quasi ordinari, quindi non vanno gestiti attraverso procedure emergenziali. Le procedure emergenziali portano poi a discrezionalità, a opacità e sono più esposti ai rischi di illegalità. Quindi anche qua, prima ho insistito sulla programmazione che deve essere un metodo di governo, non confinato ad un aspetto. E poi, tutto questo capitolo a mio avviso necessita di strumenti che consentano ai cittadini di effettuare controlli ex ante, durante, ex post. Il decentramento amministrativo, cioè la trasformazione dei municipi in comuni metropolitani, quindi con chi gestisce le politiche più vicino al territorio, è una condizione per favorire il controllo, per favorire la partecipazione, per favorire la trasparenza.

    In conclusione una domanda di respiro nazionale: a novembre scorso, mentre voi presentavate al teatro Quirino “Sinistra Italiana”, Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista, lamentava la nascita di una frattura nel processo di ricostruzione unitaria della sinistra. Ora, a distanza di mesi, qual è lo stato di quella frattura?

    La situazione è che in tantissime città siamo tutti insieme. Quindi quando si è più a contatto col terreno sociale, con le persone in carne ed ossa, con i problemi, con le persone, si riesce a trovare convergenza. Quando ci allontaniamo dalla dimensione reale della politica, che non è quella dei palazzi, ma è quella come stasera di situazioni vere, la convergenza diventa praticabile. Quindi auspico che questo passaggio che facciamo nelle elezioni amministrative in tante città possa farci fare un salto di qualità anche sul progetto nazionale.

    Intervista di Giuseppe Cugnata

    About the author: Giuseppe Cugnata

    Giuseppe Cugnata, nato a Ragusa nel 1995, ma cresciuto a Chiaramonte Gulfi, studia Scienze politiche e relazioni internazionali presso l'università La Sapienza di Roma. Nell'aprile 2012 comincia la sua attività giornalistica all'interno de “Il Volantino Indipendente”, foglio d'informazione redatto nella cittadina stessa di Chiaramonte. Nell'agosto del 2012 inizia a scrivere per Generazione Zero, curando, in particolare, l'immigrazione e gli esteri. Nel 2013 inizia la sua attività da videomaker amatoriale. Il 29 aprile 2014, Rai 3 trasmette una sua clip sulle agromafie: "Agromafie: dal produttore al consumatore". Dal gennaio 2015 è direttore editoriale di Generazione Zero. I suoi articoli sono apparsi anche su I Siciliani Giovani.

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