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    Serge Latouche a Ragusa: polemiche e confronti 

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    L’ideologo della decrescita

    Serge Latouche ha tenuto il 7 dicembre una conferenza presso la chiesa di Santa Teresa a Ibla, a Ragusa, insieme a padre Giuseppe Di Rosa. Professore emerito di Scienze economiche all’Università di Parigi XI, Latouche è il principale ideologo della Decrescita, il noto movimento che pone le basi per un mutamento radicale della società di consumi, mescendo giustizia sociale, autogoverno, ecosostenibilità.
    Padre Di Rosa è un anziano prelato di Avola. Immerso nel panorama politico locale, è stato considerato un padre spirituale di Territorio, ma anche uno dei possibili collanti fra lo stesso, Zamparini e i Forconi. Sostenne, infatti, il movimento nelle fasi di mobilitazione dell’inverno scorso, rilasciando una dura dichiarazione al Fatto, nella quale accusava di collusione i poteri politici, ammettendo anche che vi potessero essere infiltrazioni mafiose nei Forconi. “Il binomio ‘mafia-Sicilia’ è uno stereotipo facile da usare. Ma ormai anche il più stupido si è accorto che la mafia è dentro il Palazzo” avrebbe dichiarato.

    Le contraddizioni con Territorio


    L’iniziativa, prevista per le 16,30, aveva già messo in subbuglio i politici locali e la fetta di cittadinanza che si oppone a Territorio. Il marchio del partito sull’iniziativa ha generato non pochi dissapori negli ambientalisti locali, che hanno ritenuto di difficile accostamento della Decrescita con l’idea di sviluppo di Dipasquale, neodeputato all’Ars per la lista Crocetta, ex sindaco di Ragusa e leader della fazione.
    Durante gli anni della sindacatura (l’ultimo e secondo mandato ottenuto nel 2011), Dipasquale ha permesso e avvallato progetti edilizi che hanno fatto della città un cantiere, con tutte le implicazioni del caso. Su un terreno analogo, ha perso uno scontro con gli ambientalisti per ciò che concerneva il piano paesistico. Sempre sullo stesso fronte, ha avuto un confronto esacerbato con il comitato No Muos.
    Sembra che Latouche fosse ignaro delle discrepanze e che abbia anzi risposto a una domanda in materia di compatibilità tra una serie di scelte edilizie- ironicamente simili a quelle che hanno caratterizzato la sindacatura di Dipasquale- e il pensiero della Decrescita con ovvio esito. In generale, questa dissonanza ha rischiato di avvelenare le possibilità di godere di quest’occasione di confronto, anche per via di un approccio provinciale alla questione. 

     

    Giulio Pitroso

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