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    “Palagonia ha chiuso con il passato”. Parla Nicola Giaquinta (Dossier “Qualcosa è cambiato?”) 

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    Dopo le elezioni che in primavera hanno decretato il successo di Valerio Marletta, candidato sindaco per la lista Palagonia Bene Comune, abbiamo ascoltato Nicola Giaquinta, assessore alle Attività culturali e ricreative, dell’IdV di Palagonia.

    Puoi raccontarci l’esperienza che hai vissuto a Palagonia in primavera?

    Quello che è successo non ha nulla a che vedere con la “normale” politica, si è semplicemente riscritta la storia di questo paese e non esagero se dico che il risultato di Palagonia influirà anche sui prossimi appuntamenti elettorali provinciali. Quella che era cominciata come una campagna elettorale di rottura con quell’area del centro-sinistra che, negli ultimi 20 anni, aveva imposto scelte politiche (nel nome del cambiamento) poco condivisibili e che nel maggiore parte dei casi si erano risolte in semplici partecipazioni senza nessuna progettualità politica, per noi ha rappresentato la possibilità di scegliere noi la linea da tracciare, noi chi avrebbe dovuto rappresentarci, era arrivato il momento in cui i Carusi erano cresciuti. Proprio questo modo d’interpretare la politica in maniera diretta, senza condizionamenti esterni nella scelta dei candidati, instaurando fin da subito un rapporto diretto e senza barriere culturali con la gente. La stessa gente ha subito capito che nei nostri modi semplici di spiegare la politica, nel nostro modo sfrontato di abbattere quei muri che per tanti anni hanno impedito la normale amministrazione del nostro ente, stava il cambiamento. Un misto di emozioni e fatica che alla fine ci ha premiato.

    In Sicilia i riscontri elettorali hanno dato ragione allo schieramento rappresentato da Prc, Sel e IdV. Squadra che vince non si cambia?

    I risultati dicono che la gente non ha più fiducia nella sinistra tradizionale borghese che sostiene i vari governi regionali e nazionali, che il cambiamento proposto dai vari progetti “Bene Comune“, rappresentano l’alternativa politica del paese. Il discorso cambia se si parla invece dei risultati e della gestione dell’IDV Sicilia, trionfale a Palermo e a Palagonia, disastroso in tutto il resto. Direi che per Catania si può tranquillamente epilogare con un “non pervenuto”.

    Che progetti ha l’IdV per le regionali di ottobre?

    Attualmente mi trovo in aperto contrasto sia con le scelte della segreteria provinciale, che nei confronti del coordinatore regionale, reo di aver volutamente sostenuto le scelte paradossali della segreteria provinciale senza mai intervenire. Nei fatti il Senatore Giambrona ha ritenuto opportuno non evidenziare il risultato politico di Palagonia, che nel deserto catanese, doveva rappresentare un motivo di vanto per la segreteria regionale, soprattutto perché era arrivato nel Paese che aveva dato i natali all’operazione Iblis. Invece no, ha preferito rincarare la dose, dichiarando recentemente al giornale di Sicilia che per quanto ne sa il gruppo di Palagonia non è nemmeno tesserato!
    Ad oggi per questa frase non ho ricevuto nessuna scusa ufficiale. Se il partito anziché valorizzare il buon gruppo che a Catania, se messo in condizione di lavorare, può dare tanto, decide di dare asilo politico a gente fuoriuscita da realtà politiche regionali che oggi si trovano allo sfracello, e che intendono utilizzare il partito per ottenere un posto al parlamento siciliano. Allora si commette lo sbaglio più grande.

    Qualcosa è cambiato a Palagonia? Che cosa potrà cambiare in Sicilia?

    In questo primo mese di lavoro della nuova amministrazione a Palagonia si respira ancora la stessa aria di cambiamento che avete potuto respirare nel giorno del ballottaggio, la gente ha fiducia. Non mancano le difficoltà (che già conoscevamo), ma poterle affrontare alla guida del paese ci permette di avere lucida cognizione che per ogni problema esiste una soluzione. La gente continua a seguirci e a dimostrarci il proprio affetto. La linea che intendiamo tracciare è senza dubbio quella della legalità e della trasparenza. Abbiamo fin da subito lanciato il messaggio forte e chiaro: “Palagonia ha chiuso con il passato, da ora niente più favori, ma solo diritti e servizi”.

     

    Intervista di Attilio Occhipinti

    About the author: attilio occhipinti

    Nato a Ragusa nel 1989, sono laureto in Filosofia presso la Facoltà degli studi di Catania e in Comunicazione e Cultura dei Media all'Università degli studi di Torino. Dall’aprile 2011 scrivo su Generazione Zero, all’interno del quale ho ricoperto la carica di direttore editoriale dall'agosto 2013 fino a settembre 2014. Per circa un anno sono stato il responsabile delle risorse umane, ruolo che mi ha permesso di coordinare i rapporti tra gli autori e i collaboratori. Mi sono occupato di diversi temi curato nei miei articoli, dall'ambiente, alla politica, passando per i tanti problemi che affliggono gli studenti, i precari e gli immigrati. I miei articoli sono apparsi su I Siciliani giovani, rivista mensile di antimafia, mentre in passato ho collaborato con il mensile d’inchiesta Il Clandestino con permesso di soggiorno. Dal 2016 coordino le attività di ufficio stampa dell'Associazione Generazione Zero.

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