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    Violenza fascista a Bari, parla l’eurodeputata Eleonora Forenza 

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    La violenza di gruppi estremisti contro i manifestanti

    Venerdì 21 settembre è stato un giorno nero per la nostra democrazia, un giorno in cui la violenza fascista è ricomparsa, per l’ennesima volta negli ultimi anni, nel panorama politico nazionale. A Bari, tra il centro città e il quartiere Libertà, alcuni militanti di Casapound hanno aggredito alcuni militanti dopo la fine della manifestazione antirazzista alla quale avevano appena partecipato. Ci racconta meglio cosa è accaduto l’europarlamentare Eleonora Forenza (GUE), tra le vittime dell’attacco.

    Può raccontarci brevemente cosa è accaduto a Bari la settimana scorsa durante l’attacco fascista di Casapound?
    Noi stavamo tornando dalla manifestazione che era già terminata quando sono avvenuti i fatti. Stavamo camminando lungo via Crisanza, la via che congiunge la Piazza Redentore con il centro della città, punto da dove la manifestazione era partita e dove avevamo le nostre macchine e biciclette. Lungo questa strada incontriamo una ragazza etiope, che benché fosse cittadina italiana era terrorizzata dalla presenza di Casapound perché era di colore. Aveva paura ad attraversare la strada, nonostante quella fosse la strada di casa sua e di una sua amica che stava aspettando. Ci siamo offerti di aspettare che si calmasse la situazione, quando ho visto distintamente alcuni di questi membri di Casapound che in cordone si staccavano da questo assembramento di e venivano nella nostra direzione. A quel punto ho detto agli altri di riprendere il cammino perché non era assolutamente opportuno rimanere lì, sia per la nostra incolumità e sia considerato che c’erano con noi bambini, passeggini etc.
    Queste persone però ci hanno inseguiti, noi gli abbiamo detto di stare calmi perché c’erano con noi anche dei bambini e per tutta risposta hanno incominciato a minacciarci, mostrando appunto queste catene, mazze e guanti tirapugni. Hanno iniziato a dirci che dovevamo andarcene dal loro territorio, che lì comandavano loro e pochi secondi dopo hanno iniziato a colpire in maniera violentissima e il risultato è che ci sono stati dei feriti, colpiti alla testa dalle loro armi. Uno di loro, il mio assistente al Parlamento Europeo, Antonio Perillo, ha ora nove punti di sutura in testa.

    In tutto ciò, qual è stata la risposta da parte delle forze dell’ordine?
    Questo è un punto molto importante, perché una delle cose che abbiamo denunciato è stato di fatto che mentre il corteo antirazzista era totalmente presidiato dalle forze dell’ordine, davanti alla sede di Casapound non c’era alcuna presenza delle forze dell’ordine, le quali sono sopraggiunte successivamente quando, dopo l’aggressione, abbiamo incominciato a chiamare ambulanze e polizia. Perché chiaramente quello che era successo era di una gravità assoluta.

    Non abbiamo letto o sentito condanne esaustive da parte dei leader delle attuali forze politiche che sono al Governo. Come giudica questo loro atteggiamento?
    Non le ho sentite neanche io e penso che sia molto grave che il Governo non abbia stigmatizzato e condannato il fatto che ci sia stata un’aggressione fascista a danni di militanti antirazzisti, nel pieno centro di una città. Ma trovo ancora più grave che il ministro dell’interno si faccia fotografare a cena con il fondatore e il Segretario di Casapound.

    La cosa che fa più paura è che qualche settimana fa Casapound è diventato un partito politico a tutti gli effetti. Dal momento che la nostra Costituzione vieta la formazione di partiti fascisti, come è possibile invece che si sia creato un partito di estrema destra che richiama esplicitamente al Ventennio?
    Guarda, me lo chiedo anche io, penso che la nostra Costituzione dica molto chiaramente che è vietata la ricostituzione del partito fascista in ogni sua forma. Trovo scandaloso che siano riconosciuti e abbiano le sedi aperte partiti e forze di ispirazione fascista o dichiaratamente neofasciste come Casapound. Ovviamente, noi pretendiamo che queste sedi vengano chiuse e che queste organizzazioni vengano sciolte.

    Secondo lei adesso, qual è il miglior antidoto a questo odio violento che si sta diffondendo nel paese?
    Beh, la prima è appunto la chiusura delle sedi e lo scioglimento delle forze neofasciste. La secondo per me è iniziata da Bari già martedì scorso con una grandissima manifestazione antifascista di solidarietà con le persone aggredite ma anche di condanna per quanto è accaduto. Io credo che noi ci ritroviamo in una situazione storica molto complicata in questo Paese in cui provvedimenti esplicitamente razzisti e xenofobi vengono spacciati come provvedimenti di buon senso. Dobbiamo tornare a far sì che l’antifascismo ritorni ad essere in questo Paese senso comune diffuso.

    A maggio ci saranno le prossime elezioni europee. Secondo lei rischiano di rafforzare il peso politico delle estreme destre europee oppure lo ridimensioneranno?
    Beh ovviamente io sto lavorando per la seconda ipotesi e mi auguro che prevalga. La presenza ormai in Europa di un’internazionale nera, connessa anche con la destra degli Stati Uniti è un fatto reale e bisognerà lavorare molto in questi mesi per provare ad arginarla quanto più possibile.

    Youssef Hassan Holgado

    About the author: Youssef Hassan Holgado

    Nato il 2 settembre del 1995 a Salamanca, una piccola cittadina spagnola situata nella regione della Castilla y León. Laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, redattore di Generazione Zero da settembre 2016. Da gennaio 2018 occupo la posizione di Direttore Editoriale, continuando a fare del giornalismo la mia passione.

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