Migranti, giovani, precari, ambiente|sabato, novembre 17, 2018
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    La giustizia di un atto di carità 

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    “Caritas, caritatis” in latino “stima, affetto, amore”, a Ragusa “carità, solidarietà, giustizia”.

    Fondata nel 1972 su mandato specifico di papa Paolo VI, la Caritas di Ragusaè un organismo della Chiesa cattolica, spesso definito “agenzia umanitaria”. Tale agenzia si volge alla solidarietà e all’attenzione degli ultimi ma non solo, la sua più importante funzione è quella pedagogica, che si riflette nello scopo di stimolare tutti gli individui della comunità, credenti e non credenti, cattolici e non, a preoccuparsi di chi soffre. Aiutare per aiutarsi.

    Come agenzia umanitaria la Caritas conduce e porta a terminericerche, studi e rapporti basati su dati oggettivi totalmente liberi da pregiudizi e luoghi comuni, che negli ultimi anni hanno evidenziato un aumento del disagio sanitario, di casi di instabilità mentale e di maltrattamenti domestici che donne subiscono dai propri mariti o compagni. In particolare dai rapporti degli ultimi due anni, emerge anche un aumento delle dipendenze da sostanze stupefacenti e delle dipendenze da fumo, alcol e gioco d’azzardo.

    Da una analisi più approfondita del territorio, le ricerche condotte dalla Caritas hanno sottolineato anche un aumento del numero di immigrati nella provincia, che ha raggiunto una percentuale dell’8% della popolazione (27000 individui), di cui 5000 immigrati a Ragusa. Di quest’ultimi, circa il 40-45% risiede nel centro storico. Un aumento che però, il direttore Leggio tiene a precisare non essere una “invasione”, come invece molti tenderebbero a pensare.
    Il direttore aggiunge anche, che dietro a questi numeri e al fenomeno dell’immigrazione si celano anche molti fattori positivi, tra i quali: l’aumento degli oneri contributivi e l’elevazione del dato sulla natalità che ha visto, nel 2017, 400 nuove nascite nelle famiglie immigrate far fronte alle 2000 nascite iblee in netto calo.

    È una battaglia, quella della Caritas, contro pregiudizi ed ogni sorta di muri e barriere nei confronti non soltanto dell’immigrato ma anche del “diverso” e queste battaglie le combatte con un’arma molto spesso sottovalutata: l’integrazione. Incontrare le persone e i loro vissuti, conoscere realmente chi si ha davanti, essere aperti ad un confronto e incontrare i ragazzi nelle scuole,per educarli a tali valori, ecco cosa la Caritas intende per integrazione.
    Vitali in questa battaglia non possono che essere i centri d’ascoltoche divengono anche centri di aggregazione in cui le persone si sentono accolte e trovano un posto che offre largo spazio ai giovani che svolgono il servizio civile nazionale, e che provvede ai loro bisogni più essenziali: dai libri scolastici al disbrigo di pratiche burocratiche. Sempre più numerosi sono poi i progetti che vengono intrapresi, come il Progetto Policoroed il Presidio Acate.

    Infine, come lo stesso direttore della Caritas di Ragusa, Domenico Leggio, afferma: “Garantiamo carità, solidarietà e giustizia a tutti perché è a tutti che, questi valori, appartengono. È giusto però ricordare il fondamento su cui la stessa Caritas si regge: non dare per carità ciò che è dovuto per giustizia.”

    Ausilia Gurrieri

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