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    Neomelodici, Briganti e… Siciliani 

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    Catania, gennaio 2018. La città si avvicina lentamente al giorno che tutti i catanesi attendono con impazienza e trepidazione. Il 5 febbraio è il giorno di Sant’Agata, una delle sante più amate e celebrate di tutta Italia, tanto da essere considerata una vera a propria icona folkloristica oltreché religiosa. Una festa che a Catania sembra essere più importante di Natale e Capodanno e che magicamente riesce a riunire tutti gli abitanti del capoluogo etneo al grido di “Semo tutti devoti, tutti”. Ciò che però in queste settimane ha trovato spazio nella cronaca locale, e non solo, non ha molto a che fare con la celebrazione di Sant’Agata. Anzi, si potrebbe dire che la Santa non c’entra proprio nulla, più che altro si parla di neomelodici, briganti e siciliani.

    Neomelodici

    Recentemente la redazione di MeridioNews e la giornalista Luisa Santangelo hanno subito intimidazioni e minacce a causa di un servizio sul rapporto tra musica neomelodica-business-malavita. A Catania gli artisti neomelodici godono di una certa importanza e nel servizio si fa riferimento ai testi che spesso parlano della malavita e, nella fattispecie, sono citati i nomi di due artisti che hanno parentele con la criminalità organizzata. Quando i due cantanti scoprono che i loro nomi e le loro parentele sono citati nel servizio, tempestano di messaggi la redazione del giornale. Andrea Zuccaro, uno dei due cantanti, contatta il giornale: “Pezzi di merda, avete usato il mio nome senza alcun diritto, vi farò passare i guai”. MeridioNews va avanti per la sua strada, continuando a raccontare la realtà di Catania.

    Briganti

    La notte tra il 10 e l’11 gennaio, verso mezzanotte, un grave incendio distrugge completamente la Club House della squadra catanese di rugby I Briganti di Librino. Un evento drammatico e un duro colpo per la squadra catanese che da sempre è schierata dalla parte della legalità e dell’antimafia, attraverso le tante iniziative che hanno coinvolto la difficile realtà del quartiere Librino.Subito dopo l’incendio i vigili del fuoco specificano che potrebbe trattarsi di un’azione volontaria esterna. Questo il post pubblicato sulla pagina ufficiale della squadra la mattina successiva all’accaduto: “La nostra Club House non esiste più. Un incendio doloso appiccato stanotte ce l’ha completamente distrutta. Sono andati perduti dieci anni di ricordi, trofei, l’intero patrimonio della Librineria, tantissimi cimeli accumulati in questi anni, il materiale tecnico e medicale, la cucina, tutto, tutto distrutto dall’incendio”.
    Un’ondata di solidarietà da tutta Italia sta sostenendo la causa dei Briganti, intenti più che mai a ricostruire ciò che le fiamme hanno ridotto in cenere.

    Siciliani

    La scorsa estate  viene recapitata presso la sede della redazione de I Siciliani giovani una busta contenente una copia della rivista diretta da Riccardo Orioles e minacce di morte.
    Le minacce sono specificamente destinate al responsabile della redazione catanese, Giovanni Caruso, che pochi giorni prima, presentando il giornale, parla dell’acquisizione di beni confiscati alle famiglie mafiose catanesi. In seguito Caruso annuncia la prossima apertura al pubblico di un bene confiscato, assegnato ai Siciliani, chiamato Il Giardino di Scidà, dedicato alla memoria del magistrato Giambattista Scidà, una delle figure più importanti dell’antimafia catanese, morto nel 2011. Il Giardino, che raccoglie al suo interno tante associazioni – tra cui I Siciliani Giovani, l’Arci, il GAPA, la Fondazione Fava, il circolo Melquiades, il Collettivo Scatto sociale, il MAD, l’Anpi – è diventato in pochi mesi un luogo simbolo per la lotta alla mafia, ospitando diverse iniziative ed eventi.  

    Le minacce e le intimidazioni mostrano una faccia complessa della medaglia, quella di una città ancora vittima di un sistema violento e vigliacco. Eppure nonostante alcuni “incidenti di percorso” i protagonisti di queste storie balzate agli onori della cronaca tirano dritto, a testa alta, senza voltarsi indietro. E così i giornalisti continuano a scrivere, i Briganti a placcare e i Siciliani a lottare, in attesa del 5 febbraio e della festa di Sant’Agata. “Semu tutti devoti, tutti”.

     

    Attilio Occhipinti

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