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    N.Y.SCEMI 09.08.14 

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    9 Agosto 2014. Quarta manifestazione nazionale No Muos. La terza per me.

    Ma che siano tre, quattro o dieci le volte in cui ho partecipato a queste mobilitazioni, è oramai sempre uguale l’emozione che si prova quando si arriva davanti al potere imperialista americano, materializzato lì,  in un base di 286 ettari, 46 antenne e tre parabole Muos. Un misto di sdegno, rabbia, impotenza, e speranza.

    Quella che è venuta meno, però, questa volta, è stata un po’ la speranza: mai come ieri, infatti, si è notata ed è pesata la mancanza delle istituzioni. Ovviamente non quelle ai piani alti della politica, che conosciamo già essere artefici di questa “strage di Stato”, ma quanto meno di quelle locali, dei sindaci (a parte quello di Niscemi, presente, e forse di pochi altri), di alcuni parlamentari regionali, nazionali, ed europei, che almeno, chi a parole in campagna elettorale, chi in pratica con mozioni in Parlamento, avevano dimostrato un interesse per la questione. Anche alla luce dell’ultima votazione di Camera e Senato sull’argomento. Invece niente, deserto, unica voce quella dei militanti No Muos, resistenti ed instancabili come sempre.

    A questa mia sensazione mi si risponde che è Agosto, e la gente è in ferie. Capisco. Ma anche io sarei in ferie, anche i miei compagni sono in ferie, anche i militanti No Muos sono in ferie, tutti quelli che ieri eravamo là, sotto il sole a manifestare, eravamo in ferie. O ancora peggio, nonostante molti lavoravano, hanno fatto di tutto per venire.

    Perché la questione Muos purtroppo non va mai in ferie, ma continua imperterrita a minacciare, giorno e notte, Agosto e Dicembre, il popolo siciliano, per la maggior parte ancora ignaro del pericolo.

    Però, visto che spesso si parla di influenze politiche nei movimenti, di essere appoggiati da una parte politica, di remare per o contro qualcuno per ricevere qualcosa in cambio, quello che di certo mi ha insegnato quest’ultima mobilitazione, e che mi fa sperare più di qualsiasi altra cosa, è che se il Movimento No Muos va avanti, lo fa solo grazie ai Militanti No Muos, che dalla Politica sono stati invece abbandonati. E ieri ne è stata la dimostrazione visiva. Il No Muos è quindi un Movimento del Popolo, tale dovrà restare, e così continuerà a lottare, fino alla fine.

    Ovviamente il discorso non vale solo per le istituzioni, ma anche per i Siciliani, specialmente quelli “impossibilitati” ad uscire dall’acqua o ad alzarsi dal loro comodo divano di casa. Antonio Gramsci diceva: “Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, il possibile bene che un atto eroico può generare non è tanto dovuto all’iniziativa dei pochi che operano, quanto all’indifferenza, all’assenteismo dei molti. Ciò che avviene, non avviene tanto perchè alcuni vogliono che avvenga, quanto perchè la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare”.

    Sicilia, svegliati!

    Alberto Lucifora

    About the author: Sebastiano Cugnata

    Sono nato a Ragusa il 23 Luglio 1992. Studio Filosofia all'Università di Catania. Nel dicembre del 2011 ho avuto l'opportunità di far parte della redazione di Generazione Zero. Curo l'organizzazione di eventi all'interno dell'associazione. Nel 2013 ho dato vita, a Chiaramonte Gulfi, all'associazione culturale l'Eskimo.

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