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Gigi D’Amico: musica e moda tra Londra e Barcellona 

Tempo di lettura: 3 minutiGigi D’Amico è un catanese, un musicista e si occupa anche di moda. È uno di quei tanti ragazzi promettenti che ha lasciato l’Italia per altri lidi e lo ha fatto ben dieci anni fa. La molla che fa scattare la sua partenza è la voglia di ampliare i suoi orizzonti musicali, soprattutto dal punto di vista tecnico. Gigi si era formato musicalmente in varie band, studiando anche privatamente, gestendo una sala prove e lavorando come tecnico del suono. Poi sceglie di lasciare l’Italia alla ricerca di un corso di studi consono ai suoi interessi che avrebbe messo nero su bianco la sua dedizione alla musica. Decide, così, di andare a Londra alla Westminster University per frequentare un corso di studi Commercial Music, studiando nello specifico Music Bussiness, Music Production e Music Sociology. Duro lavoro e impegno gli hanno permesso di entrare nel corso di studi e portarlo a termine nonostante l’iniziale conoscenza basica della lingua inglese. Finiti gli studi, si è inserito nel mondo del Music Business, collaborando con artisti e imprese della musica, in ambito di produzione, performance, discografia e produzione. Adesso Gigi vive a Barcellona dove si occupa di musica e moda. Per la prima produce e suona,  per la seconda disegna scarpe e si occupa di stilismo. Il suo lavoro in ambito musicale si basa sull’appoggio ad artisti locali curando la produzione, il management e gli eventi a loro collegati. A Barcellona si è anche inserito nel settore della moda, per seguire una sua passione e quello che lui definisce il suo alter ego. L’amore per la moda, ci racconta, nasce già a Catania, quando da bambino girava per la “fera o lune” (fiera-simbolo di Catania, ndr) e per i negozietti vintage dell’epoca. Un po’ per gioco, ma anche per necessità, è nato il suo progetto, far realizzare scarpe disegnate da lui da artigiani catanesi. Ma è proprio nella metropoli spagnola che le sue creazioni hanno ricevuto grossi consensi, trasformando quello che era inizialmente un gioco, in un vero e proprio business. Fondamentale è la collaborazione con lo stilista Alexis Reyna, insieme al quale ha portato le sue creazioni, per ben due volte, alla 080 Barcelona Fashion Week; seguono le pubblicazioni su diverse riviste come Vogue e un testimonial d’eccezione per la sua collezione come Tony Ward, modello per i brand più rinomati. Il progetto di Gigi cresce per fama e da qui è nata la necessità di evolvere il marchio con una nuova collezione che porta il suo nome e che uscirà a breve. Importante nel progetto di Gigi è la voglia di far rinascere un lavoro oramai accantonato, quello dell’artigiano. Un lavoro certosino e di qualità che oggi è sostituito dalla produzione industriale. La produzione delle scarpe avviene proprio nella sua città, Catania, per mano di Oreste Valenti, artigiano da ben 40 anni. Questo rappresenta un ritorno alla propria terra anche se abbandonata per portare avanti i propri progetti. Al lavoro di designer di scarpe Gigi affianca anche quello di personal shopper-styler, con un attenzione particolare alla sua passione per il vintage. In terra spagnola non ha accantonato la musica, infatti cura un progetto indie elettronico, “Gigi and The Clouds”.

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Musica, moda, creatività, passione questo e molto altro è la vita di Gigi. La sua vita avrebbe preso la stessa piega anche in Italia? Questo non possiamo saperlo, ma lui rappresenta uno dei tanti ragazzi emigrati per inseguire i propri sogni e concretizzarli.
“Se devi appendere un quadro alla parete ti serve un chiodo ed un martello, puoi averli li accanto a te, puoi averli giù in garage, o te li devi far prestare o andare a comprarli…. l’obiettivo comunque e avere quel bel quadro attaccato alla parete”.

 

Thanks to Gigi D’Amico

 Federica Monello

 

About the author: Federica Monello

Sono una studentessa di Lettere Moderne con la passione per la scrittura. I primi articoli li ho pubblicati su un sito d'informazione locale www.i4canti.it. Nell'aprile 2012 inizio la collaborazione con GZ che mi ha permesso di poter esplorare i vari campi del giornalismo, dal dossier storico, a uno tutto mio sulla street art e la cultura underground. Mi sono anche cimentata in articoli dal carattere prettamente politico e la cosa mi entusiasma. Base del mio agire è la volontà di raccontare a quante più persone possibili ciò che succede intorno a noi nel modo più chiaro e veritiero. "Io ho un concetto etico del giornalismo. Ritengo infatti che in una società democratica e libera quale dovrebbe essere quella italiana, il giornalismo rappresenti la forza essenziale della società". Federica Monello

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