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    SOS Siria: Europe Act Now 

    Tempo di lettura: 2 minuti

    Ore davanti al nostro pc, seduti su una comoda sedia al sicuro nella nostra casa e, nel frattempo, moriamo di indifferenza, schiacciati dal peso dell’ignoranza e della falsa conoscenza di tutto ciò che accade al di fuori di noi, a migliaia di chilometri. Ecco, ci troviamo nel bel mezzo della peggiore crisi umanitaria del nostro tempo e quasi non sappiamo cosa significhi e quali ne siano le disastrose conseguenze.
    Tra le numerose campagne umanitarie nei confronti dei bambini siriani, delle madri siriane, delle famiglie siriane, Europe Act Now – Give your voice (www.helpsyriasrefugees.euè un’iniziativa che ha già ottenuto il supporto di Martin Schulz, presidente del Parlamento Europeo e Nils Muižnieks, commissario per i Diritti Umani presso il Consiglio d’Europa, ed è rivolta a chi volesse prestare la propria voce ai rifugiati siriani. Una campagna degna di nota seppur all’apparenza inutile, perché creata per essere attuale, rivolta al vasto e variegato pubblico dei social network e facilmente accessibile. È possibile firmare una petizione per chiedere ai leader europei di agire nell’immediato per proteggere i rifugiati siriani, condividere post e prestare il proprio feed a una persona selezionata per un periodo di tempo prestabilito, attraverso una procedura assolutamente sicura e conforme alle norme sulla privacy.
    Oggi al centro di questa crisi è la Siria, culla della civiltà e del Cristianesimo. Laggiù tre anni fa, sull’onda del fenomeno delle Primavere Arabe, ha avuto inizio una rivoluzione sotto forma di rivolta popolare, con le prime dimostrazioni pubbliche contro il regime autocratico di Bashar Al Assad (“the Syrian Killer” secondo la stampa internazionale), per poi espandersi su scala nazionale dopo la violenta repressione attuata dalle forze di sicurezza e trasformarsi infine in quella che è attualmente: una feroce e sanguinosa guerra civile. Un confitto alimentato anche dall’azione di gruppi fondamentalisti islamici, una guerra particolarmente scellerata che vede l’utilizzo di metodi banditi dalle convenzioni internazionali. Si parla di civili utilizzati come scudi umani, esecuzioni sommarie di soldati e civili, abusi, torture e ricorsi ad armi chimiche; la situazione è ulteriormente complicata dagli importanti interessi geopolitici in gioco. Ad oggi si contano più di 125.000 vittime di cui circa la metà civili; 4 milioni di siriani sfollati all’interno del Paese e circa 3 milioni fuggiti in altri Paesi in cerca di asilo. E si tratta di stime per difetto.
    Chi può fugge, chi rimane è allo stremo: Tariq e Ahmad muoiono di fame; Fiha è costretta ad “allattare” il suo bambino con l’acqua; a Samir non arrivano le medicine per curarsi. La Siria è sotto assedio ma, nonostante gli accordi internazionali raggiunti, non si riesce a ottenere un cessate il fuoco anche parziale. Migliaia di famiglie dilaniate, smembrate da questa catastrofe umanitaria, famiglie perlopiù appartenenti alla classe media, ora cercano rifugio e aiuto in Europa, premendo anche sulle nostre coste. Tuttavia, ci limitiamo a guardare con distacco, ingannati dalla sensazione che se qualcosa succede così lontano da noi, è come se non stesse accadendo affatto.
    Ad essere colpita è l’umanità tutta, per cui siate umani e prestate la vostra voce.

    Chiara Bitetti

     

    6 Risposte a SOS Siria: Europe Act Now

    1. Gianni Sartori
       
    2. Kaylee

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