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    In Europa l’alternativa c’è 

    Tempo di lettura: 3 minuti

    “Sospensione del patto di stabilità, modifica del fiscal compact, abolizione del frontex e della blindatura delle nostre frontiere, modifica dell’attuale erogazione di prestiti da parte della BCE alle banche private”. Sono queste le parole che abbiamo avuto modo di ascoltare in occasione dell’evento chiaramontano della campagna elettorale nella provincia di Ragusa per la lista L’altra Europa con Tsipras. A presenziare l’incontro due dei candidati per la circoscrizione isole, Olga Nassis e Alfio Foti, c’è la “madrina” dell’evento, come lo stesso Foti l’ha definita, Rita Borsellino. «La lista – come tengono a spiegare i due candidati- è rivoluzionaria sotto più punti di vista:  da un lato ha l’obiettivo di unire le molteplici forze della sinistra, non solamente dal punto di vista partitico, ma anche delle associazioni e dei cittadini della “sinistra diffusa” che negli ultimi anni hanno svolto un importante ruolo politico, senza però avere degli strumenti adeguati per svolgerlo in modo unitario; dall’altro, l’obiettivo è cambiare radicalmente l’Europa. La lista è in Italia il primo esperimento politico transnazionale, presentandosi in vari Paesi europei ed avendo come candidato alla presidenza della Commissione Europea Alexis Tsipras, leader del partito greco Siryza (forte la connotazione internazionale della lista come specifica Olga Nassis ndr) ed è proprio attraverso l’esperienza greca che L’Altra Europa si è formata e va avanti. Essa rappresenta l’unica valida alternativa per il popolo della sinistra, essendo infatti alternativa alle politiche europeiste del Partito Democratico, che facendo capo a Schulz, mira ad un mantenimento dell’Europa così com’è adesso stretta dalla morsa dell’ austerity, ma differisce anche dalle proposte anti europeiste, come quelle avanzate da Grillo e dall’estrema destra, essa mira piuttosto ad una modifica radicale dell’Europa, non però attraverso forme di rabbia, ma attraverso un preciso progetto politico». Il progetto politico è riassumibile nei 10 punti qui di seguito:

    1.      Immediata fine dell’austerità. L’Austerità è una medicina nociva somministrata al momento sbagliato con devastanti conseguenze per la coesione della società, per la democrazia e per il futuro dell’Europa. Una delle cicatrici lasciate dall’austerità che non mostra segni di guarigione è la disoccupazione in particolare tra i giovani.

    2.      Un New Deal europeo. L’economia europea ha sofferto 6 anni di crisi, con disoccupazione media sopra il 12% e il rischio di una depressione pari a quella degli anni 30. l’Europa potrebbe e dovrebbe prendere in prestito denaro a basso interesse per finanziare un programma di ricostruzione economica focalizzato sull’impiego, sulla tecnologia e sull’infrastruttura. Il programma aiuterebbe le economie colpite dalla crisi ad emergere dal circolo vizioso di recessione e incremento del debito, creare posti di lavoro e sostenere il recupero economico.

    3.      L’espansione dei prestiti alla piccola e media impresa. Le condizioni dei prestiti in Europa è nettamente deteriorata. Le piccole e medie imprese sono state colpite ancora più duramente. Migliaia di queste, soprattutto nelle economie in crisi del Sud dell’Europa sono state costrette a chiudere, non perché non erano sostenibili, ma perché il credito era esaurito. Le conseguenze per i posti di lavoro sono state terribili. I tempi straordinari richiedono misure straordinarie: la banca centrale europea dovrebbe seguire l’esempio delle Banche Centrali degli altri paesi e fornire prestiti a basso interesse alle banche se queste accettano di di fare credito a piccole e medie imprese.

    4.      Sconfiggere la disoccupazione. La disoccupazione media europea è la più alta mai registrata. Questo nutre l’estremismo di destra, indebolisce la democrazia e distrugge l’ideale europeo. L’Europa non dovrebbe perdere tempo, dovrebbe mobilitarsi e ridirigere i Fondi Strutturali per creare significative possibilità d’impiego per i cittadini.

    5.      Sospensione del nuovo sistema fiscale europeo: richiede pareggio di bilancio anno per anno, indipendentemente dalle condizioni economiche dello stato membro. Di conseguenza rimuove la possibilità di usare le politiche fiscali come uno strumento di stabilità nei momenti di crisi, quando è più necessario, mettendo in pericolo la stabilità economica.

     

    6.      Una vera e propria banca europea che possa prestare denaro come ultima risorsa per gli stati-membri e non solo per le banche. L’esperienza storica suggerisce che le unioni monetarie di successo necessitano di una banca centrale che adempia a tutte le funzioni di una banca e non serva solo a mantenere la stabilità dei prezzi. Il prestito a uno stato bisognoso dovrebbe essere incondizionato e non dipendente dall’accettazione di un programma di riforme con il Meccanismo di Stabilità Europea. Il fato dell’Euro e la prosperità dell’Europa dipende da questo.

    7.      Aggiustamento macroeconomico: i paesi in surplus dovrebbero lavorare quanto i paesi in deficit per correggere il bilanciamento macroeconomico all’interno dell’Europa. L’Europa dovrebbe monitorare valutare e richiedere azione dai Paesi in surplus sotto forma di stimolo, per alleviare la pressione unilaterale sui Paesi in deficit. L’attuale asimmetria non danneggia solo i paesi in deficit. Danneggia l’intera Europa.

    8.      Una Conferenza del Debito Europeo. La nostra proposta è ispirata all’Accordo di Londra sul Debito del 1953, che alleviò il peso economico della Germania, aiutando a ricostruire la nazione dopo la guerra aprendo la strada per il suo successo economico.

    9.      Un Atto Glass-Steagall Europeo. L’obbiettivo è separare le attività commerciali e gli investimenti bancari per prevenire la loro unificazione in un’entità incontrollabile.

    10.  Una legislazione Europea effettiva per tassare l’economia e le attività imprenditoriali offshore .

     

    Sebastiano Cugnata

    About the author: Sebastiano Cugnata

    Sono nato a Ragusa il 23 Luglio 1992. Studio Filosofia all'Università di Catania. Nel dicembre del 2011 ho avuto l'opportunità di far parte della redazione di Generazione Zero. Curo l'organizzazione di eventi all'interno dell'associazione. Nel 2013 ho dato vita, a Chiaramonte Gulfi, all'associazione culturale l'Eskimo.

    In risposta a In Europa l’alternativa c’è

    1. nicola

      Buona ser a tutti Non devo scherzare suna questione molto importante.Ho anche partecipato in un corteo senza violenza due anni dopo, per la nuovausterita, Pur troppo le condizioni non mi lasciano aver deifigli non solo di sposarmi, Ma mi dicono che ci vuole corragio Ma io non ho aproffittato niente anche perche cosi se mi penso Siamo tutti colpevolo lo stesso? Non lo credo Grazie di gentile ascolto

       

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