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    Diritti d’Europa in finale al premio Sperduti. Parla Marco Occhipinti 

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    I nostri amici e sodali di Diritti d’Europa approdano a Roma, per la fase finale del concorso intitolato a Giuseppe Sperduti. Un momento importante, che riconosce merito e capacità ai piacentini di Generazione Zero. Abbiamo fatto qualche domanda al Direttore Editoriale Marco Occhipinti, in rappresentanza della sua squadra al concorso. La finale si svolgerà a Roma, in Piazza San Marco, 51, sede principale della SIOI, alle 15.30.

    Che cos’è il concorso Giuseppe Sperduti?
    Il Premio Giuseppe Sperduti è un concorso organizzato annualmente dal Comitato per i Diritti Umani della Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI). È dedicato al ricordo del Prof. Giuseppe Sperduti, insigne docente di Diritto Internazionale presso le accademie di Sassari, Pisa e infine Roma, scomparso nel 1993.
    Il concorso consiste né più né meno nella simulazione di un processo davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, con sede a Strasburgo, giudice europeo che giudica gli Stati e ne mette a nudo le responsabilità  circa la protezione (o la violazione) dei diritti umani. Sotto al suo sindacato ricade l’opera degli amministratori della cosa pubblica, degli agenti che esercitano la forza pubblica, dei giudici e anche dei legislatori, quando all’esame della Corte ricadono leggi contrarie alle garanzie dell’individuo; di esse risponde lo Stato tutto, nella sua totalità, inviando dei propri avvocati (gli agenti dello Stato) perché facciano valere le sue ragioni; dall’altra parte, il procuratore del soggetto ricorrente il quale, attraverso l’opera del giudice europeo, ambisce al riconoscimento delle violenze subite nonché alla equa riparazione del danno subito.
    A noi l’arduo (e abbastanza scomodo) compito di difendere lo Stato in questa edizione del 2013 del premio Sperduti. O meglio, di difendere gli Stati: infatti la traccia non risparmia di chiamare in causa tre diversi paesi quali Alfaland, Gammaland e Deltaland. Se gli autori, ancorché presunti (ce lo si conceda: siamo entrati nel personaggio!) di queste violazioni dei diritti fondamentali sono inventati, piuttosto i fatti riportati sono la rassegna di una triste sequela di soprusi che conosciamo bene: come abbiamo modo di constatare settimanalmente all’interno del nostro webmagazine Diritti d’Europa, gli episodi di violenze sui detenuti, le iniquità processuali, l’omertà tra gli agenti della forza pubblica e i provvedimenti illegittimi sono all’ordine del giorno in questa nostra grande Europa, e fra questi soltanto una minima parte emergono e sono sottoposti alla giustizia europea; infatti, portare le proprie ragioni davanti al giudice di Strasburgo non è cosa affatto facile! Esiste un filtro, quello della ricevibilità, che fa una vera e propria strage di ricorsi.
    Quindi siamo stati costretti a passare dall’altra parte della barricata e per gioco fingere che dietro questa traccia non ci siano tragedie e drammi umani: così, e con una buona dose di bipensiero orwelliano, da critici inquisitori delle colpe degli Stati siamo divenuti machiavellici avvocati che in formalismo e cavilli giocano le sorti del contenzioso.

    Ma da chi è composta la vostra squadra?
    La nostra squadra è composta da Aurora Licci, Elsa Pisanu e Marco Occhipinti; si è formata sotto la supervisione del Prof. Dino Guido Rinoldi e rappresenta al Premio Sperduti come Università Cattolica di Piacenza. Ci tengo a precisare che tutti e tre siamo, al contempo, studenti della sede piacentina della Cattolica, giornalisti del webmagazine Diritti d’Europa e soci dell’Associazione Generazione Zero.

    Il vostro gruppo si è classificato in finale. Come funziona?
    Esatto: siamo in finale! Abbiamo vinto una fase scritta, nella quale abbiamo realizzato una memoria difensiva di 37 pagine e più di 100 citazioni in nota: una memoria monumentale e scritta in stretto giuridichese, che spaventa noi e le persone a cui la riproponiamo!
    Nella edizione 2013 siamo la squadra vincitrice fra tutte quelle che sono state sorteggiate per prendere le parti degli Stati convenuti: ora dovremo scontrarci contro la migliore squadra fra quelle che erano chiamate a sostenere le ragioni del ricorrente.
    La finale si svolgerà a Roma, in Piazza San Marco, 51, sede principale della SIOI, alle 15.30. Tra l’altro a finale è aperta al pubblico, per chiunque volesse assistere.
    In questa ultima fase, la nostra squadra – rappresentativa dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza – si confronterà nell’agone processuale contro la squadra dell’Università Bicocca di Milano. Esporremo ciascuno le nostre argomentazioni, in round di 10 minuti per singolo membro della squadra, davanti ad una commissione di 5 esperti di diritto internazionale: a loro il potere di interromperci, fare domande e chiederci approfondimenti sull’esposizione. Al termine delle prime esposizioni, seguiranno le repliche: un unico intervento per squadra, di 10 minuti, finalizzato a vincere l’esposizione della squadra avversaria e convincere i nostri giudici a riscattare lo Stato dalle sue colpe o a declararne la responsabilità internazionale.

    Ed il premio?
    Sul Premio c’è poco da dire. Tanto noi quanto gli studenti della Bicocca siamo vincitori: la finale stabilità soltanto l’entità del premio. Alla squadra prima classificata nella fase orale andrà infatti un premio di 1000 € e una segnalazione per un tirocinio presso la Corte Europea dei diritti dell’uomo; alla seconda classificata invece un premio di 500 €.
    Da parte nostra, abbiamo deciso di comune accordo di dividere il premio come se fossimo quattro finalisti: accanto ai tre membri della squadra, abbiamo sempre immaginato un quarto compagno, ossia Generazione Zero, editrice del nostro webmagazine e anima di questa e altre iniziative (come il nostro progetto europeo “La dignità della persona come valore per la giustizia europea”). Quindi un collaboratore fidato, un coach carismatico e fonte inestimabile di occasioni ed opportunità per la nostra squadra! Posto che senza di essa nulla avremmo fatto, allora ad essa spetta un quota dei risultati!
    Per questo devolveremo il 25% del premio in danaro alla nostra associazione, Generazione Zero.

    Pubblicherete qualcosa su Diritti d’Europa riguardo alla finale?
    Certamente! Il nostro proposito è quello di realizzare una ripresa dell’intera finale, che è pubblica, per poi pubblicare il video, debitamente montato, su youtube e quindi sul nostro sito. In ogni caso, già dal 10 Dicembre sarà disponibile sul sito e sulla pagina facebook il risultato del Concorso!

    Allora in bocca al lupo!
    Crepi!

    Intervista di Giulio Pitroso

    About the author: Giulio Pitroso

    Giulio Pitroso, nato nel 1989 a Ragusa. Laureato in Lettere Moderne a Catania, in Culture Moderne Comparate a Torino. Ha collaborato con Il Clandestino con Permesso di soggiorno, Sciclipress, IlMegafono.org. Ha diretto dalla sua fondazione Generazione Zero Sicilia fino al luglio 2012. Dallo stesso anno è presidente di Generazione Zero. I suoi articoli sono stati ripresi su Liberainformazione e i Siciliani giovani.

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