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Contrabbandieri di sementi 

Tempo di lettura: 2 minutiogm_grenadeMultinazionali, OGM, monopolio delle sementi e burocrazia. Fino a qualche anno fa erano solo termini asettici che, rimbombando nella mente, non facevano altro che rimandare a qualche racconto distopico di Dick, o a qualche film di fantascienza anni ’90. Ora dovremo abituarci a vederle al centro della scena.
Appena il 6 Maggio scorso, è, infatti, stato depositato a Bruxelles il testo di una proposta per il “Regolamento relativo alla produzione e alla messa a disposizione sul mercato di materiale riproduttivo vegetale”. La Commissione Europea ha, praticamente, cercato di fissare sotto forma di legge, ciò che la Corte di Giustizia europea aveva già fatto intendere con una sentenza risalente all’anno passato. Ma di cosa parla questa nuova proposta? Adottando le giuste misure per poter intendere il significato vero e proprio del testo, distinguendolo dall’inconsistente patina di burocratese che lo avvolge, si capisce come, almeno formalmente, la proposta voglia regolarizzare il commercio agricolo all’interno dei confini europei, sostituendo i vecchi ordinamenti. Ma in realtà, ciò a cui la proposta sembra mirare è imporre agli agricoltori che vendono i propri prodotti, i cosiddetti “operatori professionali”, soltanto le sementi certificate dall’Unione Europea. Come si legge, appunto, all’articolo 14 a pagina 33 della proposta: “Il materiale riproduttivo vegetale può essere prodotto e messo a disposizione sul mercato solo se appartiene a una varietà iscritta in un registro nazionale delle varietà”, registro nazionale che dovrà sottostare all’autorità dell’Agenzia delle Varietà vegetali europee, la nuova trovata tecnocratica che potrebbe servire a mantenere sotto lo scacco delle grandi multinazionali delle coltivazioni (Monsanto in primis) anche i piccoli coltivatori. Unica nota positiva è che alla proposta di legge non dovranno sottostare, almeno fino a questo momento, i coltivatori privati, coloro cioè che non mettono in vendita i propri prodotti; ma è facile ipotizzare come una proposta del genere non faccia altro che spianare la strada per un controllo delle coltivazioni anche al di fuori del commercio agricolo.

 

Altra parentesi che vale la pena aprire è il metodo di stesura del testo, definito dal sito di informazione indipendente NaturalNews come esempio di “orwelliana dialettica burocratese”. Il testo della proposta sembra, infatti, essere stato scritto proprio per demoralizzare l’ipotetico lettore: gli articoli veri e propri vengono dopo un’introduzione di circa 25 pagine, nella quale vengono ripetute ossessivamente parole come “produttività, qualità, sanità, sicurezza”, quasi a voler rassicurare a tutti i costi chi legge circa i buoni propositi contenuti nelle oltre 150 pagine di stesura. A tal proposito, scrive bene il Real Seed Catalogue, affermando come “il problema di questa legge sia, soprattutto, il Sommario che dice un mucchio di dolci parole come ‘preservazione della biodiversità’ o ‘semplificazione della legislazione’, cose che tutti amiamo. Ma il Sommario non diventerà legge e gli Articoli veri e propri non causeranno gli effetti promessi”.

Alle critiche espresse sui vari siti d’informazione si sono accostate, seppur debolmente, anche le repliche mosse da membri degli ambienti istituzionali come la Fao o il Parlamento italiano; ma se la partita sulle regolamentazioni è ancora aperta, il grande merito va alle associazioni ecologiste e dei coltivatori promotrici di numerosi appelli e petizioni sul web. Inseriamo i link a margine:

https://www.change.org/it/petizioni/diritto-a-coltivare-il-proprio-cibo?utm_source=action_alert&utm_medium=email&utm_campaign=25765&alert_id=OOCzNvkHvX_tCOLwHLyOT

http://seedpolicy.arche-noah.at/en/eu-seed-law/take-action/unterschreiben

https://www.openpetition.de/petition/online/seed-diversity-under-threat-no-european-seed-regulations-for-the-benefit-of-the-seed-industry#googtrans(de|en)

http://translate.googleusercontent.com/translate_c?depth=1&hl=en&ie=UTF8&prev=_t&rurl=translate.google.co.uk&sl=auto&tl=en&u=http://helfen.global2000.at/node/19&usg=ALkJrhgsaxzCo78YxyW7ukGANGkGLN-3yA#

 

Giuseppe Cugnata

About the author: Giuseppe Cugnata

Giuseppe Cugnata, nato a Ragusa nel 1995, ma cresciuto a Chiaramonte Gulfi, studia Scienze politiche e relazioni internazionali presso l'università La Sapienza di Roma. Nell'aprile 2012 comincia la sua attività giornalistica all'interno de “Il Volantino Indipendente”, foglio d'informazione redatto nella cittadina stessa di Chiaramonte. Nell'agosto del 2012 inizia a scrivere per Generazione Zero, curando, in particolare, l'immigrazione e gli esteri. Nel 2013 inizia la sua attività da videomaker amatoriale. Il 29 aprile 2014, Rai 3 trasmette una sua clip sulle agromafie: "Agromafie: dal produttore al consumatore". Dal gennaio 2015 è direttore editoriale di Generazione Zero. I suoi articoli sono apparsi anche su I Siciliani Giovani.

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