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    La grande discarica 

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    Breve storia della discarica di Tiritì

    La discarica di c.da Tiritì, situata nel comune di Motta S. Anastasia (CT), nasce alla fine degli anni Settanta. Nel 1992 viene chiusa a causa dei fetori che emanava, ma nel 1997 viene riaperta. Nel 1999 il prefetto di Catania dichiara che la discarica sarebbe stata chiusa a breve, poiché priva dei requisiti previsti dalla legge. In seguito viene costituita una società pubblica formata da otto comuni con lo scopo di gestire una nuova discarica, collocata ad una distanza tale da non causare problemi respiratori alla popolazione. Alla fine non se ne fece niente. La discarica di Tiritì resta attiva, ricevendo più di 1000 tonnellate di rifiuti al giorno. Siamo nel 2000 e l’accumulo di biogas prodotto dal sito provoca un’esplosione: i comuni di Misterbianco e Motta S.A. soffocano per le esalazioni. Nel 2002 si registra un finanziamento di dodici miliardi e mezzo di lire per la nuova discarica. La gara d’appalto non si fa, Tiritì continua a funzionare e nel 2005 Totò Cuffaro, commissario delegato per l’emergenza rifiuti in Sicilia, dichiara che la discarica può accogliere rifiuti per i prossimi dieci anni, nonostante i prefetti dicano il contrario. Nel 2009, di fronte al forte allarme per frequenza di morti di tumore, la consigliera provinciale Fina Abbadessa fa approvare un progetto pilota per monitorare la patologia oncologica e cronica invalidante nel territorio di Misterbianco. Passano gli anni, diversi esponenti della politica locale si battono per la chiusura della discarica, mentre dinanzi al crescere dei fetori e alla notizia del decreto di ampliamento, nel 2010 nasce un Comitato “No Discarica”, composto da cittadini di Misterbianco e Motta S.A. che organizzano diversi iniziative pubbliche, raccolte firme e tanto altro. Nel marzo del 2012 sembra proprio che il popolo di Misterbianco e Motta S.A. abbia vinto e infatti la discarica si prepara alla chiusura entro il mese di giugno, ma non è così.

     

    La discarica è ancora viva

    Oggi la discarica di Tiritì è ancora attiva, autorizzata a restare così dal presidente della Regione dimissionario Raffaele Lombardo, nonostante le pressioni esercitate dal comune di Misterbianco. Collocata tra i comuni di Misterbianco e Motta San Anastasia, la discarica è altamente inquinante, con una capienza di due milioni e mezzo di metri cubi. Si tratta di una delle più grandi discariche in Europa.
    Duemila persone oggi, molte delle quali munite di mascherine per coprire naso e bocca, hanno sfilato in corteo partendo dai rispettivi comuni e, dopo essersi fusi all’interno di un’unica grande manifestazione, hanno bloccato per ore la strada a scorrimento veloce Catania – Paternò. Un fiume di gente che ha manifestato con striscioni e rabbia in questa giornata di metà settembre, presenti pure Claudio Fava e Giancarlo Cancelleri.

     

    Attilio Occhipinti

    About the author: attilio occhipinti

    Nato a Ragusa nel 1989, sono laureto in Filosofia presso la Facoltà degli studi di Catania e in Comunicazione e Cultura dei Media all'Università degli studi di Torino. Dall’aprile 2011 scrivo su Generazione Zero, all’interno del quale ho ricoperto la carica di direttore editoriale dall'agosto 2013 fino a settembre 2014. Per circa un anno sono stato il responsabile delle risorse umane, ruolo che mi ha permesso di coordinare i rapporti tra gli autori e i collaboratori. Mi sono occupato di diversi temi curato nei miei articoli, dall'ambiente, alla politica, passando per i tanti problemi che affliggono gli studenti, i precari e gli immigrati. I miei articoli sono apparsi su I Siciliani giovani, rivista mensile di antimafia, mentre in passato ho collaborato con il mensile d’inchiesta Il Clandestino con permesso di soggiorno. Dal 2016 coordino le attività di ufficio stampa dell'Associazione Generazione Zero.

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