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    La lunga lotta per i diritti dei braccianti 

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    Centinaia di lavoratrici e lavoratori agricoli hanno scioperato a Latina per denunciare il sistema di violenza e sfruttamento nelle campagne pontine

    Il 25 Settembre 1898, in località Foro Appio, oggi Borgo Faiti, a Latina, centinaia di contadini occupano delle terre, ricominciando, come titolerà l’edizione romana de L’Avanti, la lotta per la terra nell’agro.
    In quelle stesse campagne, oltre 120 anni dopo, i braccianti si organizzano contro la condizione di sfruttamento che si ripete come allora. “Dove c’è sfruttamento c’è da combattere, in ogni azienda, tutti insieme” grida dal palco Gurmukh Singh, presidente della comunità indiana pontina.

    Credit Photo: Eleonora De Giovanni

    Dopo l’ennesimo episodio di violenza nelle serre, la comunità indiana insieme a CGIL, CISL e UIL è tornata in Piazza della Libertà a Latina per pretendere legalità e giustizia. L’ultima notizia di cronaca è quella di un lavoratore che lo scorso 23 settembre è stato picchiato da un caporale per averlo minacciato di denuncia a causa del mancato pagamento del compenso stabilito. Nella stessa piazza che il 18 Aprile 2016 ospitò la prima grande manifestazione dei braccianti, lunedì si sono riunite altre organizzazioni da Amnesty International all’ANPI della provincia di Latina.

    La giornata di sciopero è iniziata con un incontro tra i rappresentati sindacali e il prefetto di Latina Mauro Falco per costruire un coordinamento tra lavoratori, imprese e istituzioni, volto ad applicare in maniera più efficace la legge 199/16 e contrastare i fenomeni di sfruttamento.

    “Il prefetto si è impegnato a dare forza alle nostre proposte e a far in modo di intensificare i controlli nelle aziende agricole” annuncia dal palco Stefano Mentegazza, segretario nazionale UILA-UIL.

    Credit photo: Luca Santangelo

    In una nota l’assessore al lavoro della Regione Lazio, Claudio Di Berardino, ha dichiarato di aver incontrato il Prefetto per continuare a lavorare “alle iniziative avviate con il protocollo ‘Per un lavoro di qualità in agricoltura’ per portare a compimento l’importante fase di sperimentazione avviata sulla Provincia di Latina e per continuare a estendere principi e obiettivi condivisi sull’intera Regione con l’attuazione della legge regionale”.
    Lo sciopero di lunedì ha voluto denunciare  anche chi, ancora una volta, prova a reprimere la lotta per la conquista dei diritti. Lunedì mattina, infatti, alcuni caporali in località Bella Farnia, nel comune di Sabaudia, hanno tentato di bloccare l’adesione dei lavoratori allo sciopero. “Siamo convinti che serve affermare giustizia e legalità” ribadisce Roberto Iovino, segretario della FLAI-CGIL “e ogni volta che un lavoratore denuncia deve avere una risposta efficace” conclude il sindacalista.

    “Voglio ricordare tutti quei lavoratori e lavoratrici che nel corso degli anni, e soprattutto negli ultimi mesi sono morti o hanno subito incidenti, a volte anche gravi” afferma dal palco Marco Omizzolo, sociologo e ricercatore Eurispes, da anni in prima linea nella lotta per i diritti dei braccianti dell’Agro Pontino.
    “È anche per loro che noi siamo qui, per dire alle loro famiglie che continueremo questa battaglia iniziata molti anni fa”. Sotto la pioggia e il primo freddo autunnale riprende la lotta centenaria per il rispetto dei diritti umani e dei lavoratori. Una lunga battaglia che ad ogni passo si dirige verso un futuro di giustizia sociale.

    Luca Santangelo

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