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    Più di 200.000 persone a Praga per manifestare come nel 1989 

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    Alla vigilia del trentesimo anniversario della Rivoluzione di Velluto del 1989 centinaia di migliaia di persone si sono riversate a Praga per una protesta anti-governativa. Si tratta di una campagna avviata nel 2018 dal movimento “Million moments for democracy” (in ceco “Milion chvilek pro demokracii”) con l’obiettivo di raccogliere un milione di firme per chiedere le dimissioni dell’attuale primo ministro Andrej Babiš, leader e fondatore del partito populista di centro.

    Andrej Babiš

    Miloš Zeman

    Babiš è, infatti, protagonista di un complesso conflitto di interessi.  Il primo ministro ceco è uno degli imprenditori più ricchi del Paese operante nel settore agricolo. A partire dal 2013 ha costruito un impero mediatico attraverso l’acquisizione della compagnia Mafra (editrice dei due giornali più letti della Repubblica Ceca), di un canale televisivo e del più popolare canale radiofonico. Espansione che è stata considerata dall’opinione pubblica come un’eccessiva concentrazione di potere. Inoltre, nel 2017 è stato accusato di frode per aver ottenuto illegalmente dei sussidi UE del valore di 2 milioni di euro destinati alle piccole imprese agricole. All’epoca Babiš ricopriva la carica di Ministro delle Finanze del governo Sobotka e, di conseguenza, la polizia ceca aveva chiesto e ottenuto la revoca della sua immunità parlamentare. Ma quest’ultima è stata ripristinata quando, in seguito a una crisi di governo, il presidente della Repubblica Miloš Zeman lo nominò primo ministro nel dicembre del 2017.

    Quando le indagini dell’Ufficio Europeo per la Lotta Antifrode hanno confermato agli uffici ministeriali i risultati a cui erano pervenute quelle della polizia ceca il leader populista ha provveduto a sostituire il ministro della giustizia. Da quel momento le proteste si sono intensificate sempre di più fino ad arrivare all’oceanica manifestazione dello scorso 23 giugno, in cui 250.000 persone si sono radunate nel parco di Letná per dare vita alla più grande protesta del Paese dai tempi della Rivoluzione di Velluto. Proprio in occasione del trentesimo anniversario di quell’evento i manifestanti si sono radunati nuovamente nello stesso luogo sabato 16 novembre e poi hanno sfilato in direzione del centro di Praga ribadendo la loro preoccupazione per la crisi a cui si è esposta la democrazia ceca.

    Gli attivisti del gruppo  “Milion chvilek” ritengono inaccettabile che il primo ministro sia una persona perseguita penalmente e con un passato nei servizi segreti del regime comunista.
    Non digeriscono il fatto che il procedimento a suo carico sia in sospeso dal settembre 2017 e lamentano la connivenza del Presidente della Repubblica. Per questo motivo le loro posizioni sono state ampliate e riassunte in tre punti principali in un manifesto:

    Lettera aperta “Cosa vogliamo” pubblicata dal movimento

     

    “1. Vogliamo avere politici che rispettino le regole e le istituzioni democratiche,
    non mentano, rubino, temano e non abbiano conflitti di interesse. 
    2. Vogliamo essere cittadini che si preoccupano per le altre persone, sono interessati allo stato della società e hanno assunto la loro parte di responsabilità per questo.
    3. Vogliamo vivere in un paese in cui prosperano la libertà e la giustizia, un paesaggio sano e dove tutti possono vivere senza paura, dignità e piacere”

    Gli organizzatori della manifestazione hanno stimato la partecipazione di circa 300.000 persone alle proteste di sabato, ma la polizia ceca ha comunicato una cifra inferiore di circa 100.000 unità. I risultati raggiunti, in ogni caso, confermano che la preoccupazione dei cittadini rimane ancora molto alta e rappresentano dei numeri notevoli per un paese composta da una popolazione totale di circa 10 milioni di abitanti.

    Il Tweet del sabato che mostra la folla:”Ce ne sono 300 000″

     

    Passanti che si dirigono alla manifestazione

    La raccolta firme ha attualmente raggiunto la quota di più di 400.000 adesioni provenienti dagli ambienti più disparati: studenti, associazioni, istituzioni culturali, religiose, politici, personaggi del mondo dello spettacolo, sportivi etc.  e non è ancora terminata: l’appello per difendere la democrazia continua ancora sul sito https://www.milionchvilek.cz/chvilka-pro-rezignaci e invita i propri concittadini a trovare un momento per farlo. Pacificamente e con grande impegno. Come fecero i cecoslovacchi nel 1989.

    Massimo Occhipinti

    About the author: Massimo Occhipinti

    Scrivo per e grazie a Generazione Zero dal 2011 con uno sguardo che non si accontenta delle spiegazioni semplicistiche e rassicuranti.

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