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    Jai Jagat 2020 : Marcia Internazionale per la pace e la giustizia 

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    “One planet all people”

    Il 2 ottobre il Dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Roma Tre ha ospitato in esclusiva il lancio nazionale della marcia globale per la pace e la giustizia, la “Jai Jagat 2020”. In collaborazione con l’International Land Coalitation (ILC), l’Università RomaTre ha sostenuto l’evento attraverso un gruppo di otto studenti di Sociologia delle Comunicazione, guidati dal professore Domenico Fiormonte, che si occupano della campagna social “Jai Jagat Italia”. L’incontro si è centrato sul far conoscere e comprendere il messaggio della Jai Jagat attraverso l’intervento di rappresentanti di associazioni e organizzazioni mondiali come International Land Coalition, La Tavola della Pace e Ekta Parishad, il movimento che ha avviato la campagna per la nonviolenza alla base della marcia.

    Jai Jagat (“Vittoria del mondo”) è una marcia mondiale di 10.000 chilometri partita da Nuova Delhi il 2 Ottobre 2019, giorno del 150esimo anniversario della nascita del Mahatma Gandhi. Attraverserà 16 paesi per poi concludersi a Ginevra (Svizzera) il 25 settembre 2020, giornata mondiale della pace internazionale, dove si terranno sette giorni di incontri per affrontare i problemi mondiali e locali emersi durante la marcia, come la povertà, la disuguaglianza, il degrado ambientale e il concetto di giustizia. Infine, la Jai Jagat arriverà in Italia il 25 luglio 2020, passando attraverso varie città e paesi, fra cui Assisi, Bologna, Firenze, Milano, Roma.

    Il movimento Ekta Parishad e il suo portavoce, Rajagopal PV, sono i promotori di questo grande evento mondiale che si basa sull’himsa (nonviolenza). La Jai Jagat cerca di dare coraggio offrendo una visione che consiste nel far comprendere, soprattutto ai giovani, che hanno il potere di condurre il mondo verso un cambiamento.

    La frase “act locally to change globally” presente nel manifesto di Jai Jagat, racchiude lo scopo della campagna che, come ha affermato Aveni Kumar, rappresentante del movimento Ekta Parishad, “è quello di favorire il dialogo per affrontare i problemi locali che, a loro volta, influenzano quelli globali”. In particolare, la Jai Jagat si basa su quattro obiettivi principali: sradicare la povertà, eliminare l’esclusione sociale, affrontare la crisi climatica e arrestare i conflitti e la violenza. Questo è un progetto ambizioso, ma come ha affermato Sabine Pallas, dell’International Land Coalition: “non dobbiamo essere cinici e pensare che non possiamo fare nulla, abbiamo il potere  di far cambiare le cose partecipando ai vari movimenti, come la Jai Jagat”.

    La marcia consiste in 360 giorni di cammino dove si cercherà di “dare voce ai senza voce”, come ha affermato Avani Kumar. Alla domanda “A cosa serve camminare?” Flavio Lotti, coordinatore Nazionale della Tavola della Pace, risponde sostenendo che: “Serve per mettersi in gioco in prima persona. Camminare vuol dire smettere di parlare dei temi e cominciare a fare qualche cosa.[…] Lo slogan centrale di Jai Jagat a Ginevra sarà ‘Be the change’ […] dobbiamo fare un lavoro di ricerca, trovare il modo per affrontare questa situazione e questi problemi. Bisogna fare un sacrificio, anche fisico, per essere parte del cambiamento che si vuole veder essere raggiunto”.

    Il 2020 sarà un anno pieno di opportunità in cui è possibile attivarsi per fare la differenza partecipando a varie manifestazioni come la Jai Jagat 2020, la Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza e The Economy of Francesco.

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