Migranti, giovani, precari, ambiente|venerdì, dicembre 13, 2019
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    CIAO GIANCARLO 

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    Salve Prof., sono passate oramai quasi due settimane da quando ho ricevuto la tragica quanto sconvolgente notizia della sua scomparsa, e da allora non ho avuto né la forza né le parole adatte per scrivere questa lettera. Magari semplicemente mancava ancora la consapevolezza di non poterla vedere più.

    Adesso che l’ho acquisita, volevo dirle quello che un qualunque alunno, magari non il migliore, vorrebbe dirle se un giorno potesse incontrarlo in giro.

    Voglio ringraziarla immensamente, perché se oggi sono il ragazzo che sono, lo devo anche a lei.

    Lei non è mai stato un Prof. di religione “normale”, ma un maestro di vita che non ha insegnato ai suoi alunni la materia semplicemente leggendo un passo della Bibbia o del Vangelo, ma insegnando loro ad essere prima di tutto dei buoni Cittadini, con rispetto per la collettività, il bene comune, la giustizia, la legalità. Ed è per questo che ha attirato a sé l’affetto di tanti, compreso me.

    Lei che credeva che la Scuola non è soltanto un luogo dove tenere dei ragazzi per ore e spiegare loro una lezione monotona e senza anima, ma un luogo dove si passa metà della giornata per anni e quindi con l’importante funzione di educare alla vita, oltre che ad insegnare.

    Abbiamo passato cinque anni insieme, molti dei quali passati a portare avanti dei progetti volti alla sensibilizzazione dei ragazzi a temi importantissimi, in primis la lotta contro la mafia che martoria la nostra amata Sicilia. Lo ha fatto partendo da noi ragazzi, che credeva essere un terreno fertile dove coltivare l’idea di legalità e giustizia, un immenso campo da dove respirare quel fresco profumo di libertà di cui parlava Paolo Borsellino.

    Indimenticabile è stato il nostro viaggio a Palermo, passando per Cinisi, Piana degli Albanesi, Portella della Ginestra, Partinico, che ci ha cambiato veramente e spinto ad andare avanti nel nostro impegno.

    Indimenticabile inoltre è stata la gita in crociera l’ultimo anno, dove lei ha dimostrato per l’ennesima volta di volere e di saper restare a fianco dei ragazzi sempre, divertendosi con noi.

    Quindi se oggi sono un ragazzo che si informa, attivo politicamente e nella società, sensibile ai temi di legalità e bene comune, lo devo soprattutto a lei, che tanto ha dato per noi, sempre attento ascoltatore e disponibile portavoce delle nostre istanze.

    Per questo io voglio ringraziarla, perché so che anche se lei non è più tra noi, rivivrà in ogni mia lotta, in ogni mio impegno, e camminerà insieme a me.

    Nonostante in questi anni siamo stati in stretti rapporti, tra noi è rimasto sempre quel rispetto formale, per questo le ho sempre dato del Lei, anche fino a questo punto della lettera. Ma adesso mi sento di volerti dare del TU, perché più che un Prof. per me eri un amico, e da amico voglio salutarti.

    CIAO GIANCARLO.

    Alberto Lucifora

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