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    L’altra COSA con Tsipras 

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    C’è chi dice che l’elezione di Alexis Tsipras in Grecia del 25 Gennaio scorso è un evento storico, che cambierà radicalmente il modo di agire di un’Europa troppo spesso espressione dello strapotere delle banche e dei poteri forti, al servizio della Germania, forte con i deboli e debole con i forti. C’è poi chi sostiene che Tsipras ed il suo programma rappresentano un serio rischio per la “stabilità” politico-economica della zona Euro. C’è chi lo appoggia vedendo in lui l’espressione di una nuova Sinistra, profondamente rinnovata ma ancora legata a quei valori sociali che le permettono di definirsi tale e c’è anche chi spegne l’entusiasmo mediatico-sociale di questa elezione sostenendo che sostanzialmente non cambierà nulla in ambito europeo e che Tsipras non è altro che un buon venditore di pentole che tradirà le aspettative dei greci.
    Poi ci sono i politici italiani.
    Ebbene, questi meritano un discorso a parte. Essi appartengono ad una categoria speciale, quella dei paraculo per eccellenza. Così da giorno 25 Gennaio, in Italia abbiamo scoperto di avere tanti comunisti della prima ora, tutti anti-austerity fin da tempi immemori. E pazienza se tanti di questi comunisti 2.0 si chiamano Salvini, Meloni, Toti, Alemanno, che di sinistra hanno solo una mano, pazienza se i tanti del Partito Democratico che fino al giorno prima demonizzavano il leader greco, dipingendolo come un estremista pronto a distruggere l’Europa, oggi si congratulano con lui per la vittoria, offrendo completa disposizione e collaborazione per “cambiare insieme l’Europa”, perché “l’austerità così come è stata imposta non va bene”. Pazienza se questi neo-rivoluzionari italiani siano gli stessi che negli anni hanno sostenuto quelle politiche di austerità che Tsipras contesta, le hanno applicate in Italia votando manovre ‘lacrime e sangue’, hanno sostenuto il governo di Mario Monti, massima espressione di quelle politiche fatte di soli tagli allo Stato Sociale, con un conseguente impoverimento della classe media ed un ulteriore aumento delle diseguaglianze sociali. Sono quelli che appoggiano con una coalizione popolar-socialista Juncker alla Presidenza della Commissione Europea, lo stesso Juncker che da Presidente del Lussemburgo foraggiava l’evasione fiscale delle grandi multinazionali garantendo loro una sostanziale e criminale non tassazione, e che adesso si dicono pronti a trattare proprio con Tsipras, che della lotta all’evasione ha fatto uno dei suoi punti forti del programma. Queste sono solo alcune delle contraddizioni che rendono i nostri “rappresentanti” ed il loro classico salto sul carro del vincitore, francamente ridicoli, come ancora più ridicola è la strategia mediatica di accostare la personalità politica fresca di Alexis Tsipras e di Syriza con Matteo Renzi.
    Toglietevelo dalla testa e dalla bocca, perché non c’entra proprio un tubo! Mi sembra anzi solo un modo per screditare la persona del giovane leader greco.
    Certamente io, da giovane sostenitore di Tsipras fin da tempi non sospetti, in cui ancora era considerato un diavolo, non posso che essere entusiasta dell’ondata di freschezza, pulizia, democrazia e speranza in una nuova vera sinistra sociale che ha portato, e per questo non posso che sperare nel suo rispetto degli impegni, molto, forse troppo ambiziosi presi con il suo popolo. Adesso dovrà dimostrare di non essere il classico incantatore di popoli, bravo a parole ma vuoto nella sostanza, anche perché poi sarei costretto ad ammettere che allora il confronto con il nostro Renzi era azzeccato.
    P.S. Quasi dimenticavo, tanti saluti di cuore ai Compagni Salvini, Meloni, Alemanno, Toti, e Gozi.


    Alberto Lucifora

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