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    Misure anti-ludopatia 

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    Il gioco d’azzardo compulsivo è considerato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità una vera e propria dipendenza, come l’alcoolismo o la tossicodipendenza. Una malattia sociale diffusa in modo capillare in tutto il territorio nazionale, spesso causa di fenomeni di disgregazione familiare e di impoverimento, a causa dell’indebitamento contratto, con un conseguente rischio di cadere nel gravissimo circolo “virtuoso” dell’usura.
    Questa malattia, in quanto tale, è difficile da estirpare, senza idonee misure d’informazione e prevenzione.images Lo scopo della seguente proposta è quindi quello di limitare i danni sociali provocati da questo fenomeno gravissimo, ed emarginarlo.
    Una panoramica sulle politiche comunali del nostro paese, nei confronti della lotta alla ludopatia, ci porta a prendere in esame certe proposte.
    Il primo passo da fare, a carattere preventivo, è sicuramente quello di avviare una massiccia campagna di sensibilizzazione rivolta alla popolazione, nessuno escluso. Incontri presso le scuole, gli oratori e i centri sociali per anziani, che vedano la partecipazione delle associazioni e, in accordo con il Comune, di psicologi ed esperti che operano nel settore della lotta alla ludopatia.
    Oltre all’importantissima attività di informazione, vanno integrate altre misure, mirate direttamente al contrasto simbolico e reale al gioco d’azzardo, sia individuali, che in accordo con altri Comuni.
    È possibile rintracciare, in alcune leggi regionali, i primi interventi comunali nella lotta alla ludopatia.

    Eccone alcune:

    –   Costituzione di un osservatorio sul gioco in Provincia, in modo da avere una visione completa della situazione nel territorio, attraverso la collaborazione economica tra Enti preposti e Regione.

    –  Vietare l’apertura di sale da gioco in un raggio da determinare da scuole, luoghi di culto, centri giovanili, centri sociali per anziani, strutture medico-sanitarie.

    –  Aprire un tavolo tra i Comuni interessati, allo scopo di aderire al Manifesto dei Sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo, al quale hanno già aderito 184 Comuni italiani.

    Per quanto riguarda, invece, le misure individuali:

    –  Supporto alle famiglie e creazione di un numero verde per i “ludopatici”

    –   Apertura di uno “sportello di ascolto” per la popolazione.

    –   Costituzione del marchio “xxx”, una sorta di bollino che premia i titolari di esercizi pubblici che scelgono di non installare apparecchiature per il gioco d’azzardo, o che decidono di rimuoverle. Per questi titolari, l’amministrazione dovrà definire criteri e modalità di possibili agevolazioni, ad esempio, fiscali.

    –   Obbligo per i gestori delle sale da gioco e tabaccai di esporre avvisi con i rischi connessi alla dipendenza da gioco.

    –   Corsi di formazione per personale e titolari di sale da gioco, finalizzati alla prevenzione e alla riduzione degli eccessi del gioco patologico.

    –   Funzione di controllo demandata alla Polizia Locale, per cui viene prevista una formazione ad hoc, con sanzioni per chi non rispetterà le regole.

    Si tratta solo di alcuni spunti, estrapolati dalle politiche locali, di cui forniamo le fonti:

    http://www.lungotevere.org/index.php/urbe/cronaca/20240-municipio-i-ludopatia

    http://www.lanazione.it/firenze/cronaca/2013/10/03/959905-ludopatia-legge-contributi-irap-regione.shtml

    http://www.lungotevere.org/index.php/municipi/xi/16801-il-municipio-xv-approva-misure-anti-ludopatia-

    http://www.regione.lombardia.it/cs/Satellite?c=News&cid=1213635269726&childpagename=Regione%2FDetail&pagename=RGNWrapper

    http://www.rivieraoggi.it/2013/07/11/168801/ludopatia-misure-restrittive-contro-il-gioco-dazzardo/

     

    Alberto Lucifora

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