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    Primo marzo 2014: la Resistenza continua 

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    Primo marzo 2014, ore 15:00: “il tempo è uno schifo, ma lo spirito è quello giusto”.
    Messina, Palermo, Catania, Ragusa, Modica, tutte queste città, oggi, hanno una destinazione comune, Niscemi, per un obbiettivo altrettanto comune, la lotta contro il Muos.
    Tutti presenti, adulti, bambini, studenti, lavoratori, pacifisti, ambientalisti, centri sociali, NoTav, NoTriv, NoPonte, NoSigonella, Mamme NoMuos, gente comune di diversi orientamenti politici, uniti contro la militarizzazione della Sicilia, per la tutela e la salvaguardia della salute, dell’ambiente, e del nostro bellissimo e martoriato territorio. E, intanto, il sole inizia a farsi vedere tra le nuvole.10009555_675478175846513_760632119_n
    Un corteo che si estende per tutto il percorso previsto, migliaia di persone dirette al cancello uno, il punto fino a dove la manifestazione, dopo una lunga trattativa tra Comitati NoMuos e Questura, è autorizzata ad arrivare, e dove la Polizia sarà pronta a caricare nonostante le braccia alzate dei primi manifestanti arrivati. Il punto fino a dove, quindi, dovevano essere garantiti i soccorsi, e dove, invece, una manifestante colpita da un fantomatico “oggetto non identificato”, è rimasta a terra sanguinante per circa mezz’ora, in attesa dell’ambulanza, proveniente dal paese, costretta ad attraversare il percorso del corteo, arrivando con un notevole ritardo.

    Le tre parabole

    A prima vista, potrebbe sembrare una manifestazione come le precedenti (ad esempio quella del 9 agosto 2013), ma in realtà una “piccola” differenza c’è: le tre parabole sono state definitivamente costruite.
    Quello che prima poteva sembrare allarmismo, adesso è realtà. Le parabole sono lì, in “territorio americano”, in mezzo alle 46 antenne già presenti, pronte a dar vita alle guerre del terzo millennio, quelle alla Star Wars, telecomandate, dove i militari non rischiano più la vita, ma a rimetterci la vita sono sempre i civili innocenti.
    Molti si dirigono al cancello quattro, appena 800 metri sotto il cancello uno, da dove è possibile “ammirare” l’eco-MUOStro, e dove, chissà perché, il corteo non è più autorizzato.
    1616717_675477815846549_1548930397_nLa differenza tra questa manifestazione e le altre è tutta qui. Il Muos è montato, ma a Niscemi arrivano ancora migliaia di persone a manifestare, e migliaia ne arriveranno ancora. Il Movimento di protesta, nonostante sembra essere tutto finito, continua ad espandersi, a collaborare con altre associazioni, accomunati dalla lotta dei popoli per i popoli, contro ogni forma di oppressione, a sporgere denunce, interrogazioni parlamentari, ricorsi al TAR (di cui sapremo l’esito a fine marzo), a dimostrazione che quella che sembra essere una questione chiusa, una sconfitta, è in realtà una partita ancora apertissima. Perché la Resistenza continua come prima e più di prima, perché, come diceva Che Guevara, “chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso”.

    Ore 18:00, il buio cala su Niscemi, resta solo la base illuminata con le tre parabole imponenti, ed i manifestanti fuori dai cancelli a guardare la maestosità impressionante e, allo stesso tempo, raccapricciante, del potere americano.
    Cala il buio su Niscemi, si spengono le luci, ma una luce resta accesa, ad illuminare e guidare i manifestanti. E’ la luce della fiaccola della rivolta.

    Alberto Lucifora

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