Migranti, giovani, precari, ambiente|lunedì, maggio 20, 2019
Ti trovi qui: Home » Ambiente » No Muos – Il paradosso dello “sciopero della protesta”

    No Muos – Il paradosso dello “sciopero della protesta” 

    Tempo di lettura: 2 minuti

    La mancata partecipazione

    “Ci vediamo a Natale, col MUOS probabilmente ultimato”. Si chiude con un tono tragico, quasi profetico, il comunicato emesso dal Comitato No Muos di Niscemi, a pochi giorni dalla partecipata manifestazione di Palermo di fine settembre. Un paradossale “sciopero della protesta” messo in atto dalla cittadinanza attiva di Niscemi, che si è sempre trovata in prima fila a difendere la propria terra dall’eco-mostro statunitense. Il motivo di una scelta così amara è da ricercare nell’indifferenza di quei concittadini che si sono preoccupati soltanto di delegare al comitato No Muos tutti gli oneri della protesta, senza mai scendere fisicamente in piazza. La scintilla che ha fatto esplodere la situazione è stata la mancata partecipazione della cittadinanza niscemese proprio alla fortunata manifestazione di Palermo: gli organizzatori avevano preventivato la partenza di almeno 10 autobus diretti verso il capoluogo siciliano, mentre, in realtà, la partecipazione si è ridotta a poche decine di persone. “Le enormi parabole rimaste incompiute grazie alla nostra azione potrebbero essere issate al prossimo passaggio dell’enorme gru, la cui entrata è prevista nell’arco di qualche giorno” sostiene il Comitato e continua: “finalmente verranno allo scoperto quelle organizzazioni e quei singoli che da sempre si dicono contrari all’installazione del Muos, ma che hanno solo saputo criticare e boicottare ogni iniziativa, ogni linea politica intrapresa”. Insomma, l’aria che si respira a Niscemi non è delle più gioviali, complici anche alcune azioni sospette in sede di Consiglio comunale, attuate tramite l’allontanamento dei più strenui oppositori alla costruzione del Muos, dalla Commissione recentemente creata.

    Un fatto politico?

    Il clima che aleggia tra le file dei No Muos di Niscemi, ma più in generale, sull’intero movimento regionale e nazionale è quello di forte disarmonia tra le varie parti, una disarmonia per certi versi plausibile data l’estrema ramificazione e varietà dei soggetti che compongono il movimento, ma che spesse volte sfocia in una più radicale forma di non-schieramento e indifferenza: il campo sul quale si gioca la partita è, infatti, perlopiù, quello politico, con una parte significativa della rete schierata contro l’accesso in prima linea di partiti politici all’interno del movimento. Ne consegue una radicalizzazione, tra i singoli soggetti, di apatia e menefreghismo. “I movimenti No muos dovrebbero essere apartitici, invece sono tutti comunisti!” commenta qualcuno sulla bacheca Facebook del “Comitato Mamme No-Muos”, sintomo che le parole di Gramsci, proferite quasi cent’anni fa, non hanno sortito alcun effetto.

    Giuseppe Cugnata

     

     

    About the author: Giuseppe Cugnata

    Giuseppe Cugnata, nato a Ragusa nel 1995, ma cresciuto a Chiaramonte Gulfi, studia Scienze politiche e relazioni internazionali presso l'università La Sapienza di Roma. Nell'aprile 2012 comincia la sua attività giornalistica all'interno de “Il Volantino Indipendente”, foglio d'informazione redatto nella cittadina stessa di Chiaramonte. Nell'agosto del 2012 inizia a scrivere per Generazione Zero, curando, in particolare, l'immigrazione e gli esteri. Nel 2013 inizia la sua attività da videomaker amatoriale. Il 29 aprile 2014, Rai 3 trasmette una sua clip sulle agromafie: "Agromafie: dal produttore al consumatore". Dal gennaio 2015 è direttore editoriale di Generazione Zero. I suoi articoli sono apparsi anche su I Siciliani Giovani.

    2 Risposte a No Muos – Il paradosso dello “sciopero della protesta”

    1. Alessandro

      Il dubbio che i niscemesi (e il 99% dei siciliani) ignorino il “movimento NO-MUOS” laddove non gli siano apertamente ostili, non ti fa venir nessun dubbio sul fatto che gli errori siano del movimento stesso?! Sempre e solo il solito “popolo bue”…
      che sia un movimento ideologizzato, settario, chiuso, rintronato dalle canne, che delira sulla “scie chimiche”, con posizioni politiche di ultrasinistra e metodi di lotta ispirati dalla contrapposizione violenta questo non conta.

       
      • Giulio Pitroso

        Le posizioni politiche del Comitato possono essere discutibili, ma sono quelle che lo contraddistinguono, nell’insieme di realtà che ne fanno parte (dagli anarchici alle mamme). Quanto ai metodi, si può discutere benissimo e la tua critica ha un certo fondamento, ma non deve essere la scusa per fare svolte nazifasciste e simili. Non solo perché l’antifascismo è una componente essenziale di qualsiasi movimento politico e un sintomo necessario e sufficiente per il benessere della Salute Pubblica, ma anche per evitare che il movimento- qualsiasi esso sia- prenda dei connotati strategicamente e logicamente più settari di quelli che potrebbero essere riassunti nel “fronte popolare” (anarchici, repubblicani, socialisti, comunisti, democratici, etc) dell’antifascismo. Va così da circa un secolo,nel bene e nel male, per cui è naturale che le cose si settino in questo modo.
        Non penso però che chi abbia commentato volesse prendersela con l’antifascismo. Ho fatto una precisazione necessaria, prima che il dibattito sfociasse laddove germinano solo i nemici della Repubblica.

         

    Aggiungi commento