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    Tutti a casa (con la pancia piena) 

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    La corsa del ballottaggio siciliano è giunta al capolinea, portando dei risultati inaspettati: a Modica ha vinto Ignazio Abbate, espressione del centrismo modicano; a Comiso non è servita la nuova inaugurazione dell’aeroporto per confermare il sindaco uscente, Peppe Alfano, sconfitto dal candidato del PD, Filippo Spataro; a Messina ha vinto Renato Accorinti, professore di educazione fisica, attivista della difesa dei diritti civili, dell’ambiente e della lotta alla mafia, il cui soggetto politico “No Ponte” è riuscito a scardinare l’esercito dei partiti guidato da Felice Calabrò; a Ragusa il Movimento 5 Stelle ha, infine, calato l’asso: Federico Piccitto ha vinto con un divario immenso sul candidato del centrosinistra, Giovanni Cosentini. Fatti, quelli di Messina e Ragusa, che sconvolgono il panorama politico dell’isola, definendo un taglio netto  con la politica clientelare, padrona della Sicilia.
    Federico Piccitto si aggiunge, dunque, agli altri due sindaci a 5 stelle eletti in questa tornata elettorale, mentre insieme al parmigiano Pizzarotti (sindaco di Parma eletto nel 2012), condivide la sindacatura di un capoluogo di provincia. La vittoria ragusana è stata schiacciante con circa il 70% dei voti, “un referendum – come lo ha definito lo stesso Piccitto – che ha segnato una svolta epocale”. Infatti, a Ragusa, a vincere non è solo il Movimento 5 Stelle, ma l’onestà, anche intellettuale, di altri due soggetti politici: Movimento Città e Partecipiamo Ragusa, che al primo turno avevano presentato, rispettivamente, Enrico Platania e Giovanni Iacono, come candidati a sindaco. Tuttavia, la voglia di tagliare di netto con la malapolitica e la “sete di poltrone” degli avversari, ha contribuito ad avallare una “triplice alleanza”. “E’ un modo identico di sentire la cosa pubblica che ci accomuna. – afferma Enrico Platania – Soltanto partecipando tutti potremo governare questa città”.

    L’emozione del neo sindaco si palesa anche nella sorpresa del plebiscito a suo favore, “mi sento di aver affrontato Golia con una fionda. Questo ci ripaga di tutta la fatica, del lavoro a 360° che abbiamo fatto, senza dimenticare la grande mano d’aiuto di Movimento Città e di Partecipiamo. La città ci ha chiesto di fare uno sforzo comune, al di là delle spese economiche: abbiamo fatto una campagna elettorale con quello che avevamo, spendendo poco, a differenza dei nostri avversari”. Ottima vittoria sottolineata anche da Giovanni Iacono, ex consigliere provinciale di Italia dei Valori, il quale riconosce in questo progetto “il valore di anni e anni di battaglie. Il comune si apre con una veste più trasparente, ma ora inizia la parte difficile: riallacciare il rapporto tra le istituzioni e la cittadinanza con un percorso di speranza e di concreta realizzazione dei sogni dei cittadini. Sarà un cammino impegnativo e denso di aspettative, ma io credo che il Movimento 5 Stelle sarà all’altezza della situazione”. E’ stata una festa colorata quella del Movimento 5 Stelle, sulle scale della Villa Margherita (alla presenza anche di SeL): non è mancata la torta (in foto, ndr) e lo spumante, il tutto sotto l’occhio spento del PD, affacciato al balcone della propria sede. Il candidato Cosentini, sempiterno sconfitto, ha voluto comunque fare i complimenti a Federico Piccitto per la vittoria, sottolineando che, forse, “abbiamo sbagliato il progetto politico”.

    Molti attori delle passate amministrazioni stavolta rimarranno a casa, con la lingua tra i denti e la pancia piena (di rabbia).

     

    Simone Lo Presti

    About the author: Simone Lo Presti

    Ho iniziato a scrivere per Generazione Zero nell'aprile del 2011 spinto dal bisogno e dal coraggio di guardare il mio territorio con occhi curiosi mai paghi delle belle parole, ma desiderosi di osservare i fatti. Ho imparato, così, che un buon giornalista deve stare dentro la notizia e raccontare i fatti da quella prospettiva.

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