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    Da Vendola a Cremaschi per rifondare la sinistra 

    Tempo di lettura: 2 minutiL’11 Maggio è stata una data da definirsi quantomeno particolare nel calendario della sinistra italiana. A Roma e a Bologna si sono tenute due manifestazioni dai lineamenti vagamente similari, ma, al tempo stesso, profondamente diverse nei mezzi e nei contenuti, con un unico, grande comune denominatore: rifondare la sinistra, escludendo categoricamente qualsiasi appoggio al Governo Letta ed emanciparsi dall’incombente ombra del PD.

    La sinistra romana

    Partiamo dalla manifestazione organizzata da SEL a Roma. In una piazza Santi Apostoli gremita, hanno parlato i rappresentanti principali del partito, da Zedda a Vendola, passando per alcune tra le personalità di spicco come Gad Lerner e Rodotà, il quale ha affermato come il progetto promosso da SEL non voglia creare altre spaccature all’interno della sinistra, o altri micropartiti, ma dare un’alternativa agli elettori dell’area politica. Anche Vendola afferma di non voler “scorticare qualche pezzo del PD”, ma “allargare le contraddizioni interne” per far nascere “un governo di cambiamento con le forze che sono nel campo della sinistra”. Ad Epifani, il leader di SEL rivolge i propri auguri, malcelando un senso di rottura con il partito di centro-sinistra, marcato ancora di più dalla non-partecipazione (o perlomeno dalla mancata adesione formale) alla manifestazione del 18 Maggio organizzata dalla FIOM di Landini, sempre a Roma.

    La sinistra bolognese

    A Bologna, invece, si riunisce una buona fetta del mondo partitico e sindacale legato all’area di Rifondazione Comunista, con l’intento di dar vita ad un nuovo movimento “anticapitalista e libertario”. Ad introdurre la presentazione Giorgio Cremaschi, il quale ha parlato, citando Rosa Luxembourg, degli effetti dello sfruttamento del lavoro e dell’educazione al capitale imposta ai cittadini italiani ed europei, per poi passare ai 7 punti provvisori del progetto, tra cui: la rottura completa dei trattati sanciti dall’Unione Europea e dei conseguenti “ricatti” derivanti dal debito pubblico; la riconquista della sovranità nazionale sulla moneta e sulla spesa pubblica; l’introduzione di una politica volta alla giustizia sociale; la salvaguardia dell’ambiente e del patrimonio culturale; la fine immediata delle missioni militari e il conseguente disarmo. “Ross@” il nome del nuovo progetto, con la chiocciola al posto della ‘a’ quasi a voler trasmettere chiaramente il messaggio innovativo che il movimento vuole proporre. Ma se dovesse risultare l’ennesimo buco nell’acqua della sinistra italiana, non ce ne stupiremmo.

     

    Giuseppe Cugnata

     

    About the author: Giuseppe Cugnata

    Giuseppe Cugnata, nato a Ragusa nel 1995, ma cresciuto a Chiaramonte Gulfi, studia Scienze politiche e relazioni internazionali presso l'università La Sapienza di Roma. Nell'aprile 2012 comincia la sua attività giornalistica all'interno de “Il Volantino Indipendente”, foglio d'informazione redatto nella cittadina stessa di Chiaramonte. Nell'agosto del 2012 inizia a scrivere per Generazione Zero, curando, in particolare, l'immigrazione e gli esteri. Nel 2013 inizia la sua attività da videomaker amatoriale. Il 29 aprile 2014, Rai 3 trasmette una sua clip sulle agromafie: "Agromafie: dal produttore al consumatore". Dal gennaio 2015 è direttore editoriale di Generazione Zero. I suoi articoli sono apparsi anche su I Siciliani Giovani.

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