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La legge non è eguale per tutti

La manifestazione del Coisp

«I poliziotti in carcere, i criminali a casa»,  è con questo slogan che alcuni poliziotti, una ventina, tutti sotto il sindacato Coisp, hanno manifestato mercoledì scorso  a Ferrara, proprio sotto gli uffici del Comune, in difesa dei diritti dei quattro poliziotti condannati a tre anni e sei mesi (pena scesa ora a soli sei mesi a causa dell’indulto ) per l’omicidio, avvenuto nel 2005, del diciottenne Aldrovandi. Non a caso, il gruppo ha tenuto la manifestazione proprio sotto gli uffici nei quali lavora Patrizia, la mamma del ragazzo. A presidio dell’autorevolezza della manifestazione, anche una figura istituzionale, l’onorevole Potito Salatto (Fli), che, a Tagliani, primo cittadino di Ferrara- intervenuto sul posto-, ha detto non si sarebbe fatto mettere i “piedi addosso da un semplice sindaco”.

I precedenti

Molte forze, dalle istituzioni, ai familiari di altre vittime delle forze dell’ordine hanno espresso il loro sostegno nei confronti della mamma di Federico, costretta peraltro, al fine di far valere le proprie ragioni, a scendere in strada durante l’aberrante manifestazione, con la foto che ritraeva il figlio, in un bagno di sangue, durante gli accertamenti in obitorio. «Siamo oltre  ogni limite. Si tratta di un femminicidio morale. A questo punto i poliziotti che hanno manifestato sono come chi ha ucciso Federico», queste sono le parole usate da Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, ucciso di botte in carcere. Solidarietà anche, oltre che dal neo-presidente della Camera, Laura Boldrini, che ha personalmente telefonato alla donna, anche dalle aule di Camera e Senato. Prende le distanze, ma non intende sanzionare i responsabili del gesto il ministro Cancellieri, che condanna con queste parole il gesto: «È un episodio grave da stigmatizzare assolutamente che non rappresenta il sentire della maggioranza dei poliziotti e della polizia». Netto il distacco dalla faccenda dell’ ex Capo della polizia De Gennaro e degli altri sindacati della Polizia di Stato: «Il SILP per la CGIL continua a mantenere la posizione già espressa in passato ossia di fare chiarezza sui fatti, all’epoca ci dichiarammo vicini alla famiglia», queste le parole di Daniele Tissone, segretario della Silp Cgil. Mentre interviene anche il segretario del sindacato Coisp, Maccari: «Non sapevamo neanche che la signora lavorasse in Comune».

Sebastiano Cugnata

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