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    Campo Selvaggio 

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    Il rugby è il miglior modo per tenere trenta energumeni lontani dal centro della città durante il fine settimana” (Oscar Wilde).

    A Ragusa però non c’è un centro città attivo, e forse allora sarebbe inutile la pratica del rugby, dato che trenta energumeni nel centro città sarebbe una notizia da prima pagina. Tuttavia, negli ultimi dieci anni, la pratica di questo sport ha conosciuto una crescita esponenziale che conta oggi più di 500 tesserati (dagli under 8 agli over 60) divisi in tre società: Ragusa Rugby Club “S.Padua”, Over Ragusa Rugby Clan, Rugby Audax Clan. La pratica di questo sport, però, è profondamente minata da problemi strutturali della città di Ragusa, la quale, oltre a tenere chiuso il cantiere dello stadio rugbistico di via Forlanini (che sarebbe dovuto essere pronto entro Settembre 2012), convoglia tutta l’attività legata a questo sport nell’impianto d’atletica di C/da Petrulli, il cui manto erboso (che qualche anno fa produceva anche piante orticanti) risulta poco adatto a sopportare gli allenamenti quotidiani e le partite domenicali delle tre squadre cittadine e delle rispettive giovanili. “Il Petrulli rimane un campo di patate- afferma il medico Vittorio Vindigni- in una sola partita (Ragusa Rugby Club “S.Padua” under 20 – Amatori Messina under 20) ho dovuto soccorrere dieci atleti per distorsioni alle caviglie e alle ginocchia. Nonostante il rugby sia uno sport di scontro prettamente fisico nessuno dei ragazzi ha subito ferite o acciacchi da gioco puro, mentre posso confermare che il terreno è riuscito ad abbattere dieci atleti”. Stesso campo che, una settimana dopo, durante il derby cittadino Ragusa Rugby Club “S.Padua” – Ragusa Rugby Clan, ha provocato due distorsioni alle caviglie e una lussazione di rotula (fortunatamente rientrata in maniera spontanea).

     

    Che si fa allora?

    Pare evidente, dunque, che bisognerebbe trovare una soluzione alternativa momentanea. Ha, infatti, data 25 Ottobre 2012 una missiva, firmata dai presidenti delle tre società, al commissario, Dott.ssa Margherita Rizza, all’Ufficio Tecnico e all’Ufficio Sport del Comune di Ragusa, in cui, evidenziati questi fatti, si propone di usufruire del polisportivo “Aldo Campo” (volgarmente detto Selvaggio). La partita qui si complica: il polisportivo è, come negli ultimi anni (nonostante le lamentele delle società rugbistiche), ad appannaggio del Ragusa Calcio che ne rivendica l’esclusivo utilizzo, e il Comune di Ragusa rimane sordo alle richieste avanzate dalle tre società della palla ovale. Sottolinea, infatti, Ciccio Schininà, team manager del Ragusa Rugby Club “S. Padua” che “il Comune non ha mai risposto alle nostre puntuali richieste di giocare all’Aldo Campo le partite in casa, né ci ha dato la possibilità di allenarci in un posto diverso dal campo in C/da Petrulli. Inoltre, dopo la missiva, la cui risposta del Comune non ha chiarito la situazione, abbiamo, la settimana prima di ogni partita in casa, avanzato la richiesta di utilizzare un altro campo per giocare, nella fattispecie il Selvaggio. Ma non c’è mai pervenuta alcuna risposta. Credo che la situazione sia piuttosto grave, perché apparentemente non c’è alcun motivo per non darci la possibilità di giocare le nostre partite al polisportivo in c/da Selvaggio”.
    Nella speranza di una risposta adeguata dell’amministrazione comunale, anche noi di Generazione Zero attendiamo.

     

    Simone Lo Presti

    About the author: Simone Lo Presti

    Ho iniziato a scrivere per Generazione Zero nell'aprile del 2011 spinto dal bisogno e dal coraggio di guardare il mio territorio con occhi curiosi mai paghi delle belle parole, ma desiderosi di osservare i fatti. Ho imparato, così, che un buon giornalista deve stare dentro la notizia e raccontare i fatti da quella prospettiva.

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