Migranti, giovani, precari, ambiente|martedì, ottobre 16, 2018
Ti trovi qui: Home » Lavoro » Portatori di handicap e lavoro: analisi di un’ingiustizia

    Portatori di handicap e lavoro: analisi di un’ingiustizia 

    Tempo di lettura: 3 minuti

    Un’intervista a Giorgio Iemmolo, disabile ragusano, mostra come sono veramente trattate sul lavoro le categorie protette.
    Quante volte si legge su un annuncio di lavoro “riservato alle categorie protette”? La legge infatti tutela i portatori di handicap e fa in modo che questi possano inserirsi nel mondo del lavoro il quale tenderebbe ad escludere senza se e senza ma queste categorie.

    Questo in teoria. La pratica invece ci viene svelata da questa intervista a Giorgio Iemmolo.

     

     

     

     

    Ester Nobile: Potrebbe intanto spiegarci come funziona la legge sull’assunzione dei diversamente abili?

    Giorgio Iemmolo: La legge 68 del 12 marzo 1999,dovrebbe sancire l’abbattimento delle barriere sui disabili, in ambito lavorativo, e in teoria questa legge prevede per i datori di lavoro pubblici e privati, l’obbligo di assumere disabili secondo le seguenti modalità:
    da 15 a 35 dipendenti 1 disabile chiamata nominativa
    da 36 a 50 dipendenti 2 disabili 1 chiamata nominativa, 1 chiamata numerica.

    Oltre 51 dipendenti, 7% del totale, 60% chiamata nominativa
    40% chiamata numerica… Ma in realtà tutto questo non avviene, molto spesso.
    EN Che cosa avviene in realtà? Come viene aggirata?
    GI La legge avviene girata in due modi: i disabili assunti spesso nelle aziende private prestano il servizio solo per 30 giorni lavorativi, e  poi vengono considerati non idonei alle caratteristiche delle aziende,e ne è prova che negli uffici competenti per anni, e sempre figurano le stesse aziende che richiedono personale disabile… I disabili allora non sono in grado di lavorare? Oppure pagano una semplice multa  annua pur di non avere personale disabile… Nel pubblico spesso per essere a norma con questa legge, o dichiarano dipendenti preesistenti disabili,visto che è assodato che in ogni ente pubblico,vi sia sempre qualche impiegato che ha problemi di salute di lieve identità. Poi forse non si fanno i dovuti controlli per vedere se la legge 68 viene applicata.

    EN Perché i portatori di handicap sono esclusi dal mondo del lavoro?
    GI I portatori di handicap sono esclusi dal lavoro,perché è evidente che rispetto a un individuo sano  le capacità sono ridotte, e questo causa un problema, ma il mio pensiero è più una questione di ignoranza. Del resto la classe politica ha trasmesso tale astio nei riguardi dei disabili con le stesse leggi a sfavore: basti guardare la finanziaria di Prodi in ambito scolastico che per risparmiare diminuì i professori di sostegno, basti guardare nella finanziaria di Tremonti che nella sua finanziaria ha alzato il livello di invalidità, secondo lui per combattere i falsi invalidi, ma a togliendo spazio a veri disabili come down, ciechi. Quindi se la società che ci rappresenta trasmettono queste cose, credo che nessuno mai avrà rispetto per i disabili. La stessa legge 68 è facilmente raggirabile quindi.
    EN Oltre al vantaggio psicologico per un portatore di handicap di potersi inserire nel lavoro, lo stato ci guadagnerebbe?
    GI Rispondo a questa domanda: lo Stato ci ha guadagnato con i dipendenti pubblici, che nelle televisioni si scovano timbrare i cartellini e non sono a lavoro? Ci ha guadagnato lo Stato nello sperpero di denaro in infrastrutture  accantonate? Penso che da un punto di vista di risorsa noi disabili siamo considerati un peso, ma ci guadagnerebbe dal punto di vista costituzionale dove tutti siamo uguali.

    EN Ci può fare degli esempi di soprusi subiti?
    GI Ma sono stato chiamato da due aziende: dove tra l’altro erano gli stessi i titolari, nel primo caso dopo 30 giorni lavorativi mi hanno mandato a casa,dicendomi non adatto. Mentre nel secondo caso,non mi hanno fatto neppure iniziare. E la beffa sta che nei 5 anni successivi figuravano allo sportello dei disabili ancora queste aziende che cercavano personale disabile (in 5 anni nessuno disabile era in grado di far quel lavoro?), non penso proprio… Poi da 10anni non sono mai stato chiamato, anzi etichettando il fatto che le graduatorie scelte da me: come ragioniere, operatore informatico,e adesso osa, non hanno considerazione. Parlando con altri disabili hanno ribadito che avere solo la licenza media non va bene, bisogna avere il diploma,oppure dicono che ci vuole la laurea in certi ambti… Insomma raggirano la frittata a seconda di chi si presenta.

    Ester Nobile

    Aggiungi commento