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    Quer pasticciaccio brutto de via Landolina 

    Tempo di lettura: 3 minutiLa nostra redazione ha ricevuto delle segnalazioni riguardo alla gestione delle iscrizioni all’Ateneo di Catania. Sono migliaia gli studenti che hanno avuto difficoltà ad iscriversi: i disservizi hanno destato l’interesse di Telecolor e de La Sicilia e noi abbiamo ascoltato e intervistato un esponente del gruppo O.R.A.S.

     

    Puoi dirci che cosa è successo quella mattina davanti alla segreteria in via Landolina? (7.10.11)
    Era uno degli ultimi giorni utili per la consegna dei moduli di iscrizione al nuovo anno accademico.
    Come ogni anno per ciascuna facoltà è un vero tour de force, ma quest’anno l’Ateneo catanese ha optato per una soluzione davvero opinabile..
    Ha deciso di ubicare un bel numero di segreterie (di facoltà differenti) sotto lo stesso tetto.

    Quello che è successo era prevedibile: mille e più studenti ammassati e costretti a spingere per accedere agli uffici.

    Nessun elimina code, nessuna serpentina per disciplinare l’affluenza.

    C’è da dire che la comunità studentesca memore delle situazioni analoghe che si erano presentate nei giorni precedenti, aveva deciso autonomamente di organizzarsi per venire incontro al personale dell’università, ma è stata del tutto ignorata.

     

    In che modo vi eravate organizzati?

    Alle sette eravamo già una trentina e abbiamo deciso di organizzarci per facoltà stilando delle liste.

    Per ciascuna di queste si sono autonominati dei  responsabili che appuntavano  i nomi e le custodivano.

    L’idea era che all’apertura della segreteria i responsabili avrebbero avuto il compito (secondo le liste) di chiamare gli studenti a gruppi.

    Questi avrebbero avuto accesso ordinatamente e soprattutto nel rispetto dell’altro.

     

    La vostra soluzione non è stata presa in considerazione, in che modo allora è stato gestito il flusso di studenti?

    La segreteria ha aperto circa un’ora prima dell’orario vigente e non prestando alcuna attenzione all’iniziativa degli studenti si è organizzata nel seguente modo: un segretario stava sull’uscio della porta d’ingresso ed un’altro su quello di uscita. Si dava accesso ad un numero limitato di persone che venivano scelte casualmente di volta in volta in ordine di vicinanza alla porta e di appartenenza ad una facoltà piuttosto che ad un’altra.

    Quella mattina è stato detto a gran voce dal dirigente della segreteria che le liste non erano necessarie e che si sarebbe risolto tutto in mezz’ora.

    Per circa due ore un migliaio di persone si sono fuse in una amalgama di colori, grida e braccia alzate che si agitavano.

    Alla fine tutti i presenti che hanno avuto pazienza hanno consegnato il modulo di iscrizione.

    MA  A CHE PREZZO?

    Che cos’è O.R.A.S. ?

    E’ una  Organizzazione Responsabile Autogestita Studenti  che opera a tutti i livelli della vita sociale e si pone come una realtà sussistente, che non prevede capi o fondatori.

    Tutti gli studenti, universitari e non, appartengono a questa Organizzazione che non prevede tesseramenti o particolari inclinazioni politiche.

    O.R.A.S. è la coscienza della comunità studentesca che sente il bisogno di avere un nome.

    Questo nome segna la consapevolezza di essere un gruppo che sa organizzarsi con responsabilità per il bene comune, senza mai cadere nella trappola dei partiti politici.

    Al centro degli argomenti di O.R.A.S. è quindi lo studente, sia come elemento di un sistema che come individuo.

    E’ chiaro che questa Organizzazione è una consapevolezza che deve crescere.

    Ed il primo passo per accedervi è vedere nell’altro un aiuto, un esempio, piuttosto che una competizione o un ostacolo.

    In una comunità le buone intenzioni sono il primo passo verso una crescita solidale.

    <<per vivere soli bisogna essere o un animale o un dio>> Aristotele.

     

    Qual è la tua opinione da studente e, soprattutto, quali possono essere le soluzioni?

    La mia opinione da studente è che la segreteria della mia facoltà, insieme con le altre adesso ridotte ad uno sportello non possono in queste condizioni lavorare serenamente.
    Il Dirigente della Segreteria, intervistato su Telecolor il 6.10.11 ha detto chiaramente che questa confusione sarebbe evitabile perchè è possibile fare tutto online con la firma digitale, ed ha aggiunto che ogni anno lo fanno solo in quindici.  Fortunatamente Il Tg ha messo in evidenza il punto N.B. a fondo pagina scritto in neretto per cui è assolutamente indispensabile  consegnare o spedire la documentazione necessaria alla iscrizione […]

    In effetti esiste l’opzione “firma digitale”  per fare tutto online, ma è riservata ai clienti Mps (Monte dei Paschi di Siena) o comunque ai possessori di una Carta Spider.

     

    Per tutti coloro che non avessero visto il Tg Prima linea di Telecolor basterà cliccare questo link  http://video.telecolor.it/?m=video&a=TG&id=9749 e portare la barra di scorrimento intorno ai 2/3 per seguire il servizio sulle “difficoltà di studenti e famiglie per le iscrizioni”

     

    Su questo argomento in data 7.10.11 ha scritto anche il quotidiano La Sicilia.

    Detto questo ecco alcune soluzioni che ci suggerisce la logica:

     

    – Nei periodi di massima affluenza (vedi iscrizioni) si potrebbero stabilire delle giornate diverse per ciascuna facoltà, in modo da non raggiungere questi numeri insostenibili.

    – Sempre nei periodi in rosso, mettere fuori dagli uffici prima possibile gli elimina code, come si è sempre fatto nelle segreterie di molte facoltà.

    – Prevedere delle serpentine (come quelle dell’aeroporto) e del personale addetto al rispetto dei turni

    – Oppure permettere agli studenti di collaborare con liste, turni, responsabili, e tutto ciò che si richieda necessario.

     

    Infine vorremmo ringraziare le persone che danno voce ad altre attraverso questi meravigliosi strumenti di comunicazione e nella fattispecie coloro che hanno previsto questa intervista.

    O.R.A.S. parla attraverso gli studenti che intendono unirsi per crescere e questo è certamente uno di quei momenti.

     

    Di Attilio Occhipinti

     

     

    About the author: attilio occhipinti

    Nato a Ragusa nel 1989, sono laureto in Filosofia presso la Facoltà degli studi di Catania e in Comunicazione e Cultura dei Media all'Università degli studi di Torino. Dall’aprile 2011 scrivo su Generazione Zero, all’interno del quale ho ricoperto la carica di direttore editoriale dall'agosto 2013 fino a settembre 2014. Per circa un anno sono stato il responsabile delle risorse umane, ruolo che mi ha permesso di coordinare i rapporti tra gli autori e i collaboratori. Mi sono occupato di diversi temi curato nei miei articoli, dall'ambiente, alla politica, passando per i tanti problemi che affliggono gli studenti, i precari e gli immigrati. I miei articoli sono apparsi su I Siciliani giovani, rivista mensile di antimafia, mentre in passato ho collaborato con il mensile d’inchiesta Il Clandestino con permesso di soggiorno. Dal 2016 coordino le attività di ufficio stampa dell'Associazione Generazione Zero.

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