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    Morti sospette nella torrida estate ragusana 

    Tempo di lettura: 2 minuti

    Di Marta Cafiso

    “La morte di Orazio Giunta rappresenta l’ultima, tragica tappa di una stagione di decessi apparentemente inspiegabili che ha interessato le nostre strutture ospedaliere nel corso dell’estate. Forte è l’allarme sociale e viva la preoccupazione dei cittadini che si interrogano, assieme alle autorità preposte, sulla sussistenza di eventuali casi di malasanità, dai quali peraltro finora il nostro territorio mi pare sia stato sotto questo profilo esente”. Così interviene il sindaco di Ragusa Nello Dipasquale, coordinatore dei sindaci della Provincia iblea, parlando delle recenti morti cosiddette “sospette” verificatesi nel mese che dal più caldo si è trasformato nel più triste dell’estate ragusana. Tali avvenimenti hanno visto coinvolte le strutture sanitarie provinciali, le quali richiedono un’accorata partecipazione dell’Azienda sanitaria al dolore dei parenti, ed inducono, in quanto dubbie, a fare alcune chiarificazioni, sollevate in primis dalla famiglia del defunto bancario Orazio Giunta, morto nell’ospedale civile di Ragusa dopo l’iniezione di una flebo per curare un versamento pleurico, precedentemente diagnosticato. Ulteriori tappe della macabra e rapida successione di morti sono rappresentate dai decessi di un pensionato di 80 anni, anemico, per una trasfusione effettuata in ritardo(almeno secondo la denuncia dei familiari) e, nell’Ospedale ‘Guzzardi’ di Vittoria, di una donna di 59 anni, morta per una rickettsiosi trasmessa per una pulce di topo, inizialmente presentata come una puntura di zecca.

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    Sui fatti oggettivi non resta che attendere, con la dovuta cautela, l’esito delle indagini giudiziarie e sanitarie.  Nel contempo l’Azienda ospedaliera si difende ribadendo la fiducia e l’apprezzamento nei confronti di tutto il personale, impegnato con spirito di sacrificio e abnegazione nell’espletamento delle proprie mansioni. Sottolinea inoltre che durante il periodo estivo non sono state modificate le procedure né è stata depotenziata la dotazione organica delle strutture ospedaliere.

    Si invita, infine, a voler mantenere un atteggiamento di cautela verso le note vicende in oggetto e su presunti rapporti di causa-effetto, tutti da accertare, date le gravi implicazioni culturali e sociali che possono avere nell’ambito della domanda di cura della cittadinanza.

    Nella speranza di una pronta ed esauriente risposta da parte della Procura, e quindi della conclusione in tempi brevi dell’indagine giudiziaria e sanitaria, non ci resta che…rinviare ai vari ed eventuali posteri l’ardua sentenza.

    […]“Chi vuol esser lieto sia, di doman non c’è certezza” – Lorenzo Il Magnifico

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