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    I faraoni e le rotatorie-piramidi ad Avola 

    Tempo di lettura: 6 minuti

    “Iu vogghiu sempri a strata libera. Iu chissu vogghiu. L’aria apètta”

    [frase di Corrado il Signorino, in Danny, di Salvo Campisi]

    Ecco la nostra inchiesta sulle condizioni delle strade e delle fantomatiche rotatorie presenti nel nostro paese. Ma intanto, cos’è una rotatoria?

     

    “La rotatoria o rotonda o rondò alla francese (scrittura corretta in lingua francese “rondeau”), è un tipo di intersezione a raso (cioè le strade che afferiscono ad essa sono poste sullo stesso piano senza intersecarsi) fra due o più strade. Assolve alla funzione di moderazione e snellimento del traffico.”

    [Wikipedia, http://it.wikipedia.org/wiki/Rotatorie]

    E ancora: “Tecnicamente si tratta di un normale incrocio, ma é così definita per la sua forma circolare; é dotata di un’isola centrale dalle cui estremità partono e arrivano ramificazioni stradali che non necessariamente debbono essere geometricamente sistemate ed opposte fra loro. In alcuni casi, inoltre, le rotatorie vengono realizzate a forma ovale o a doppia circonferenza (cioè a forma di 8), ciò a seconda della tipologia delle strade che vi convergono e dello spazio a disposizione.

    L’obiettivo prefisso è quello di migliorare la fluidità del traffico, ridurre i sinistri stradali, rallentare la velocità delle automobili e, non da ultimo, abbattere le emissioni nocive e l’intensità del rumore prodotto dai veicoli circolanti in quel determinato tratto di strada. Non a caso le rotonde non prevedono tempi morti e lo spazio stradale è continuamente impegnato da veicoli in movimento”.

    [http://www.municipio.re.it/retecivica/urp/retecivi.nsf/PESDocumentID/9759BE575E44E9D2C12577A1003CB50E/$FILE/Rotatorie.pdf]

    Ma prima un brevissimo accenno alla storia delle rotatorie che l’uomo comune sconosce.

    La più antica rotatoria fu certamente quella ideata dai Romani di fronte alle terme di Diocleziano a Roma [http://it.wikipedia.org/wiki/Terme_di_Diocleziano]. Molti secoli dopo in Inghilterra fu realizzata la grande rotatoria di Piccadilly Circus nel 1819. L’ideatore che “ripropose” le rotatorie alla modernità fu Eugène Hénard (1849-1923), famoso urbanista, architetto e teorico conosciuto per i suoi progetti di trasformazione di Parigi. Hénard fu il primo, in piena seconda rivoluzione industriale, a capire (purtroppo) che l’automobile avrebbe riscosso un enorme successo su tutti gli altri mezzi di trasporto e che l’evolversi della metropolitana (in servizio nel 1900) non avrebbe diminuito la circolazione di automezzi in superficie. Quindi concepì un modo semplice per far intersecare vari assi stradali convogliandoli in quello che chiamò incrocio a rotazione.

    A partire dall’amministrazione DI GIOVANNI (2002-2007 e se non sbagliamo negli ultimi anni, intorno al 2005!!!) sono cominciati i faraonici lavori delle rotatorie per mettere la nostra cittadina a livello metropolitano (31.695 abitanti, dati Istat al 31 gennaio 2009).

    Adesso come sono andati questi lavori? Qualcuno direbbe ” a fischi e pirita”, noi possiamo solo osservare e riportare ciò che ci sembra più veritiero. Ecco a voi i risultati della nostra inchiesta:

     

     

    Ecco come si presenta la nostra città venendo da Siracusa verso Avola.  Benvenuti ad Avola, città dei paninari, della mandorla e… delle rotatorie incomplete!!!

     

    Ma vogliamo continuare a censire le nostre belle “piramidi” sparse per la città, magari inserendole in un percorso turistico organizzato (chiederemo a qualche tour operator!).Ci spostiamo in una zona dove la concentrazione di neo-piramidi è abbastanza elevato (zona ex “24 metri”, attuale Viale P. S. Mattarella- Viale M. Polo e via G. La Pira e Via A. Segni).

     

     

     

     

     

     

     

     

    Questa la situazione di alcune faraoniche opere.

    Ma la cosa che ci lascia senza parole è quest’ultima:

     

     

    Come é stato possibile che sia stata data l’autorizzazione (nel caso in cui sia stata data!) per collocare dei tavolini, ombrelloni e gabbie di metallo (recinzioni da bar) per il consumo di bevande e prodotti vari?! Dov’è la sicurezza? E l’estetica?

    Sicuramente Eugène Hénard si sta rivoltando nella tomba… “Egli affermava che, per sopprimere i punti di conflitto di un incrocio fosse sufficiente impedire ai veicoli il transito in questi punti, inserendo un ostacolo sull’area centrale dello stesso, in quanto zona di maggior pericolo. Essendo obbligate ad aggirare l’ostacolo, le vetture seguivano dei percorsi che seguivano delle traiettorie quasi concentriche e si intersecano in angoli molto piccoli”.

     [www.darioflaccovio.it/pdfdescr/621-DF0004.pdf]

    Se lungo un braccio di intersezione c’è un bar, ci immaginiamo che si possa creare una zona “vip” proprio al centro della rotatoria (Largo Sicilia) con naturalmente il servizio maggiorato ( 2,20 euro per un caffé!).

     

    Naturalmente se tutto ciò è legale, noi del Collettivo Sigona Scibilia presenteremo un progetto per l’installazione di un bar in qualche rotatoria!

    Come nostro stile, vogliamo anche segnalare le faraoniche rotatorie portate a compimento:

     

     

     

     

     

    Ci siamo accorti che le uniche rotatorie sfarzose (per fortuna) consegnate alla città di Avola sono inutilizzate perché utilizzate a metà (non hanno senso!) perché l’altra metà è impegnata dalla zona ciclabile e zona pedonale… Ci domandiamo se per caso per fare quelle 3 rotatorie sfarzose in zona “ex 24 metri” non hanno finito tutti i soldi lasciandoci in questo bel disagio anche di immagine (vedi  anche in via Siracusa!).

    Proposte:

    1) Iniziare e possibilmente finire le rotatorie incompiute o non iniziate;

    2) Togliere i segnali di lavori in corso ovvero quella segnaletica di plastica bianca o rossa (in via Labriola – Viale M. Polo ce ne sono inspiegabilmente un bel po’!) in quelle completate;

    3) Accertarsi che sia a norma un servizio di ristorazione su un braccio di intersezione che porta alla rotatoria (cosa improponibile! “Ah, se qualcuno perde il controllo dell’auto…!!!”)

    4) Iniziare subito i lavori della rotatoria sita in via Siracusa – Via G. Paolo II – G. Falcone (anche quella è improponibile e siamo dell’idea che danneggi l’immagine di Avola!);

    5) Siccome nella zona pedonale e ciclabile abbiamo notato che le catene sono messe per finta (e abbiamo notato che ci entrano pure le autovetture!), segnaliamo e proponiamo di provvedere a non farci scappare un morto e a provvedere a chiudere la zona come è giusto che sia.

     

     

     

    Con affetto e disgusto,

    Collettivo Sigona Scibilia.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    2 Risposte a I faraoni e le rotatorie-piramidi ad Avola

    1. gaetano

      Punto 3 proposte:
      Accertarsi e non ACCETTARSI (che vuol dire ben altra cosa)!!!

       

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