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    E’ la cannabis a essere un problema sociale o sono i soldi che girano attorno a essa? 

    Tempo di lettura: 5 minuti

    Credo sia lecita tale domanda, in primo luogo perché è innegabile dalle stime che parlano che il giro di marijuana abbia effetti devastanti, ma non esattamente sul cervello quanto, piuttosto, sulle tasche dei consumatori, e non solo!
    Facciamo un paio di calcoli, mediamente l’80 % delle persone la prova almeno una volta, e la metà di questi la utilizza abitualmente.
    Questo vuol dire che solo in Italia abbiamo non meno di 6 milioni di consumatori.
    Un grammo d’ erba costa 5 euro a Catania (a meno che non vi facciate fregare da uno spacciatore disonesto nel suo essere disonesto) ma al nord costa ancora di più, mediamente le cifre vanno dai 10 ai 20 euro, e il consumatore mediamente arriva a consumarne un grammo al giorno, (considerando che molti fumano di più e c’è chi non arriva a fumarsi un grammo al giorno, l’equivalente di due canne usando il tabacco, probabilmente
    ci arriverà col tempo, non tanto per la dipendenza, ma per gli effetti che ha sull’umore.)
    Tirando le somme in Italia, facendo una media, vengono tolte alle tasche dei consumatori non meno di 60 milioni di euro ogni giorno. Questi soldi finiranno in larga parte in mano a persone disoneste che useranno il loro ampio potere economico per comprarsi il governo e i media che non trasmetteranno mai un’informazione asservita a raccontare la pura verità oggettiva, ma quella che conviene a ”loro” (e per loro intendo la criminalità organizzata, se non si fosse capito.)
    Inoltre, sempre considerando che lo stato attualmente spende centinaia e centinaia di euro per ogni singolo detenuto in carcere, e che molti di essi sono spacciatori e considerando pure le spese processuali, e il tempo che le forze dell’ ordine devono dedicare appresso gli spacciatori e annessi, si evince che il nostro stato si ritrova con miliardi di euro in meno ogni anno.
    È stato infatti stimato che fra gli sprechi che comportano i detenuti e le spese processuali, l’ acquisto della canapa, e il danno economico che fa la mafia supportata anche dai soldi dello spaccio di cannabis, in Italia ogni anno il bilancio vada sotto di non meno di 40 miliardi di euro. Consideriamo ora quanti problemi si potrebbero risolvere con quei soldi: per far fronte al problema economico, il budget della sanità è stato ridotto di un altro miliardo di euro quest’ anno, e delle scuole pubbliche di 8 miliardi, inoltre abbiamo un debito pubblico che ogni anno aumenta, in quanto sembra proprio che il rosso del tricolore il governo italiano se lo porti nei bilanci, lasciando noi italiani al verde e le nostre facce bianche.
    Legalizzando la cannabis si potrebbe risolvere il problema economico facilmente, senza considerare che il turismo aumenterebbe a dismisura, e che si creerebbero moltissimi posti di lavoro nell’industria farmaceutica, tessile, in piantagioni, ridistributori e quant’altro.

    Ora torniamo alla domanda iniziale, ovvero se la cannabis sia un reale pericolo o meno.
    Ci sono degli studi e dei pareri discordanti, e sembra che l’ idea ”ufficialmente accettata” sia quella che essa faccia gravemente male a cervello e polmoni e che causi dipendenza, e che quindi sia pericolosa.
    Tuttavia, come ho detto prima, spesso la verità è relativa e distorta da persone che ne hanno interesse, come le case farmaceutiche che non vorrebbero il monopolio di stato su qualcosa che ha effetti rilassanti che potrebbe sostituire molte loro medicine, o la mafia ,che non vuole perdere quella fetta di mercato.
    Ma è davvero cosi pericolosa come ci vogliono far credere? La mia risposta in definitiva è ”assolutamente no”, e ora spiegherò il perché: Il principio attivo della marijuana è il tetraidrocannabinolo, meglio conosciuto come Thc. Esso è contenuto nelle foglie e nei fiori, ma sostanze simili ad esso sono contenute anche nel cervello di ognuno di noi.
    Infatti il nostro cervelletto produce naturalmente e spontaneamente una buona quantità di sostanze cannabinoidi che servono come mediatori ormonali per passare stimoli che aumentano il buon umore e hanno altri effetti benefici sul corpo.
    Quindi dire che il Thc sia una sostanza dannosa per il corpo umano è come dire che se si inietta a un paziente il suo stesso sangue, esso morirebbe, ovvero un assurdità , in quanto il corpo non riconosce il Thc come ”not self” e non reagisce dando luogo a uno shock tossicologico.
    Inoltre sono diversi i suoi benefici psicosomatici, che vanno dalla regolamentazione del metabolismo ( io stesso sono stato anoressico per anni e dopo averne fatto uso sono guarito), all’aumento del buon umore ( e qui elencare tutti i benefici che ha sul corpo tale fattore mi è impossibile in quanto sono davvero moltissimi), all’effetto antidolorifico, all’aumento della consapevolezza di sé e della propria autostima.
    Inoltre è dimostrato che fra i fumatori di cannabis l’incidenza di tumori sia più bassa, e questo per un semplice motivo : il Thc è in grado di riconoscere le cellule che si riproducono in maniera incontrollata, quelle cancerogene, insomma, e penetra attraverso il bilayer fosfolipidico delle loro membrane, e con un azione metastasizzante e apoptosizante le isola dalle altre e accelera la loro morte, prevenendo l’ insorgere di tumori.
    Data la sua natura apolare, il Thc funziona meglio in tal senso in un ambiente pieno di membrane lipidiche, quindi è particolarmente indicabile per aiutare i casi di tumore in organi quali il cervello.
    C’è da considerare, inoltre che il fumo della sola cannabis, fa molto meno male della sigaretta che contiene catrame, e benzopirene, che una volta ossidati nei polmoni sono dei potenti cancerogeni.
    Di fatto , però molti fumatori di cannabis devono usare delle sigarette per ”diluirle” visto il prezzo esorbitante rispetto al valore effettivo che tale pianta ha , e quindi danneggiano di più i loro polmoni.
    Studi dimostrano inoltre che le facoltà motorie e cognitive dei fumatori restino invariate o pressoché invariate, e che fra i fumatori vi sia una minor incidenza di infarti visto che i cannabinoidi che il nostro cervello che produce, e quindi anche, similmente il Thc della canapa hanno effetto regolatore e rilassante sugli organi ( cuore compreso).
    Inoltre il Thc viene metabolizzato velocemente dal corpo, e ridotto a metaboliti inerti, il che è un fattore positivo dal punto di vista medico, in quanto qualunque cura se prolungata troppo nel tempo tende a destabilizzare il delicato equilibrio omeostatico del corpo. I metaboliti inerti restano tranquillamente presenti senza far danno (ecco perché è possibile stabilire facilmente se un ragazzo ha fumato o meno dall’ analisi del pelo o del sangue, perché tracce di metaboliti restano comunque presenti a lungo)
    Che sostanze molto affini al Thc siano prodotte nel cervello naturalmente e che quindi il corpo non reagisca male a tale sostanza, né che essa danneggi i nostri ricettori è dimostrato anche dal semplice fatto che in tutta la storia non è mai stato riportato un singolo caso di overdose da marijuana, quindi direttamente tale pianta non ha mai ucciso nessuno.
    Uccidono molte persone invece, ogni anno, i legali tabacco e alcool, e, anche se in minor misura , i tagli ai budget sulla sanità, che potrebbero essere evitati se la cannabis venisse legalizzata.
    Ritornando un’ ultima volta alla domanda iniziale, vi invito a riflettere sulla giustizia o meno di questo proibizionismo, quando quasi tutti i politici, compresi quelli che fanno leva per far si che non venga legalizzata sono stati beccati ”con le mani nel sacco” a farne uso( si ricordi lo storico servizio delle iene sulla droga e i parlamentari che è stato censurato da mediaset, o si considerino i droga e sesso party di Berlusconi).
    Inoltre secondo la situazione attuale, circa 1 bambino di età compresa tra 12 i 15 anni su 6 l’ ha provata e tale situazione è dovuta al fatto che gli spacciatori non guardano in faccia i loro clienti, cosa che farebbe un rivenditore autorizzato o una farmacia, quindi l’ unico modo per tutelare i minori sarebbe legalizzarla.
    Concludendo il mio discorso, vi spiego che ho scelto questo titolo perché una volta ho visto un ”falco” pestare un ragazzo che ne ha faceva uso, punito per il crimine di cui si è macchiato, ovvero, il semplice essere uscito e ridere assieme ai propri amici, e divertirsi senza far male a nessuno.
    E’ stata la cannabis a farlo finire all’ ospedale o i soldi che stiamo sprecando per stipendiare tali abusatori di potere?
    È il cittadino che guida lo stato o è lo stato che guida, imponendosi sul cittadino?
    Le risposte sono ovvie.

    Gaetano Toscano

    Fonti :

    http://www.youtube.com/watch?v=R2xMrainzys
    http://www.usidellacanapa.it/faq/3.html
    http://aloearborescens.tripod.com/fumo.htm
    http://www.enjoint.info/?p=4893
    http://www.montag.it/sergio/blog/archives/001940.html

     

    3 Risposte a E’ la cannabis a essere un problema sociale o sono i soldi che girano attorno a essa?

    1. Alberto

      Ciao, ho 22 anni e sono diventato di recente un fumatore abituale di cannabis. Ho un tumore, e la chemioterapia è devastante, l’hashish e soprattutto la Marijuana sono un aiuto più che fondamentale per resistere al trattamento. Detto questo, credo che l’articolo sia abbastanza approssimativo nelle cifre e ideologicamente un po’ gonfiato, so che converrai con me che l’erba è tutt’altro che innoqua. Credo che il dialogo sulla legalizzazione (dialogo è una parola grossa forse, diciamo che monologo si avvicina di più dal momento che nessuno sembra volerci nemmeno pensare) debba abbandonare la questione “fa male o meno” . Penso sia giusto far notare alla gente che la salute non è mai stata e mai sarà al primo posto in qualsiasi decisione, politica, economica o in generale. Ogni singola persona al mondo si mette continuamente in gioco e rischia la vita in maniera più o meno evidente per i suoi obiettivi, anche attraversare la strada per andare a votare ci mette davanti alla possibilità di essere investiti e uccisi. Credo che bisognerebbe portare il ragionamento in questa direzione ed evitare di porci come i portatori di una verità assoluta. Citare studi non servirà a nulla perchè dall’altra parte fanno la stessa cosa. Spero che un giorno si arrivi davvero a un dialogo serio. Detto questo, ora ne faccio una da un grammo e mezzo, c’è un sarcoma da sconfiggere qua. Ahahaah ciao

       
    2. Generazione Zero

      La tua è una riflessione condivisibile nell’ambito della dibattuta questione della legalizzazione, che ha terreno in questo giornale. Certo, il fatto che non valga a nulla porre in analisi degli studi, perché anche i proibizionisti hanno studi in materia, non è esattamente logico. D’altro canto, si registra una certa difficoltà a raccogliere opinioni completamente contrarie all’uso delle droghe leggere.
      La tua storia meriterebbe di essere raccontata e il tuo parere di essere raccolto, così da avere una visione meno monocromatica sulla questione. Se vuoi, puoi contattarci a genzerosicilia@gmail.com

       
    3. Ramy

      Prima di tutto penso che lo stato non si sia mai interessato dei suoi cittadini, e che se la droga e’ illegale lo e’ per puro interesse. Poi sappiamo in quali mani vanno a finire quei soldi, e dire che la droga e’ illegale perche’ fa male (apparte l’ intromissione tirannica dello stato) non ha senso perche’ san o benissimo che se fosse approvata dalla legge non la taglierebbero con sostanze tossiche. Anche dire he la droga e’ vietata perche’ favorisce la criminalita’ (perche’ non farla vendere a un farmacista visto che vogliono la legalita’) e’ un controsenso, e’ un cane che si morde la coda perche’ alla fine si sa di quali reati si machia il drogato: possesso e/o spaccio di droga. Quindi e’ lo stato che ha deciso di trattare i drogati come criminali, ed e’ lo stato che li ha fatti diventare tali (mai sentito di uno che ruba per comprarsi un grammo di pomodori, che ha lo stesso prezzo che avrebbe la canapa se fosse legale). Inoltre e’ una violazione della li erta’ degli individui. La realta’ e’ che finche’ questa linea degli “aiuti forzati” secondo la quale ognuno puo’ violare la liberta’ degli altri con la scusa di tutelarlo (basta pensare agli USA che invadono gli altri paese con la scusa di “esportare la democrazia”), ci sara’ sempre la violenza e nessuno sara’ libero di decidere per se stesso. La giustizia dovrebbe mettersi in moto solo quando c’e’ una parte lesa che decide di fare causa a qualcuno, altrimenti e’ solo tirannia imposta per motivi economici.

       

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