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    Intervista all’ex assessore Roccaro 

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    Di Alessandro Massari e Simone Lo Presti

    L’unico modo di conoscere davvero i problemi è accostarsi a quanti vivono quei problemi e trarre da essi, da quello scambio, le conclusioni.

    Così scriveva Ernesto Che Guevara, quando il barlume della rivoluzione e della rivendicazione dei propri diritti era forte, a tal punto da accecare chiunque ne sentisse anche solo parlare.
    La Società malata che viviamo però, non fa altro che sminuire, quasi ci fa provare pietà per quei poveretti che hanno ancora un piccolo ideale di onestà e legalità.
    E una Società malata crea cittadini malati, cittadini vittime di compromessi, abusi, stupri psicologici i quali non fanno altro che inebriare le nostre menti di qualcosa che in realtà non esiste, utopie senza spazio né tempo, droghe dolcissime che creano una dipendenza ormai troppo radicata e difficilmente combattibile.

    Intervista a Salvo Roccaro, medico odontoiatra di noto valore, ex assessore al bilancio e alla sanità a fianco del sindaco Nello Dipasquale nell’amministrazione comunale dal 2006 al 2011.
    Partiamo dal presupposto che lei è stato assessore al bilancio e alla sanità dal 2006 al 2011: in che modo crede di poter definire al meglio questi 5 anni all’interno dell’amministrazione comunale?
    L’amministrazione sotto il profilo del bilancio, fino all’ultimo rendiconto che ho trattato, è stata positiva, con un avanzo di quasi 1 milione e 900.000 €. Non so cosa succederà nel previsionale del 2011 a causa dei tagli che ci sono stati dalla regione e dalla nazione stessa.

    Nel 2009 uno sfogo del consigliere comunale Riccardo Schininà, sollevò polveroni riguardo l’aumento delle tasse dall’ICI alla TARSU: sono solo dicerie o è la verità? Se sì, qual è il motivo di tale decisione?
    Bisogna andare un po’ indietro, perché nel 2006 quando venne il commissario Bianchi dopo la sfiducia a Tonino Solarino, fu il primo ad ammettere che per risanare il bilancio c’era bisogno di aumentare alcune aliquote in modo da chiudere un bilancio in positivo e quindi portò l’ICI dal precedente 4.25 a 5.25. Anche a causa dell’aumento dei costi in linee generali, questo tipo di tassazione c’è stata e, effettivamente, si è riuscito a risanare il bilancio e portarlo in positività.

    L’abusivismo pubblicitario è una delle piaghe che la società moderna fatica a contrastare: esistono delle leggi adatte in modo da legalizzare la propaganda politica?
    E’ stato affidato un servizio a una società privata che ha vinto il bando di gala e quindi dovrebbe andare regolarizzato, con maggiori introiti del Comune di Ragusa.

    La raccolta differenziata è una delle innovazioni portate a termine dall’amministrazione del sindaco Nello Di Pasquale: quali sono i reali risparmi che essa ha apportato al bilancio?
    E’ partita nel centro storico e piano piano è stata allargata, in primo piano nel quartiere sud in maniera notevole ma bisogna aspettare qualche mese per riuscire a percepire i reali benefici di questo allargamento.

    Di Pasquale-Lombardo: il loro rapporto non è mai stato dei migliori, soprattutto dopo le accuse del sindaco al presidente della regione, di aver cancellato la legge su ibla e di aver dormito e collaborato poco per il progetto Ibla per il comune di Ragusa: quali sono i motivi di queste incomprensioni?
    Qualche tempo fa Lombardo aveva ulteriormente prorogato questa legge per 3 anni; in realtà noi ne abbiamo usufruito lo scorso anno, ma quest’anno per un motivo o per un altro questi 5 milioni non sono stati erogati. Ho la netta sensazione, però, che ci sia una cattiva volontà non del presidente Lombardo in prima persona, ma di altre città che in qualche maniera potrebbero usufruire di una legge consimile a questa. Ecco, su questo la buona o la cattiva fede del presidente della Regione non posso metterla in discussione, quindi non posso affermare che Lombardo sia favorevole come è vero che non posso essere certo del contrario. Nutro però seri dubbi che i 5 milioni di euro siano messi nuovamente a disposizione del Comune di Ragusa, come il presidente ci aveva promesso.

    Per quale motivo il partito con cui si è candidato alle recenti elezioni comunali, FLI, ha aderito al progetto del sindaco nello di pasquale, platealmente orientato al PDL, quando in tutta Italia il partito di Gianfranco Fini si è contrapposto al popolo delle libertà?
    Bisogna partire da un concetto: a Ragusa il Sindaco Nello Di Pasquale ha avuto un assessore di Futuro e Libertà. Un anno fa il Sindaco poteva prendere questo assessore, così come hanno fatto in altre realtà e magari estrometterlo dalla giunta. Questo non è stato fatto, ma è solo uno dei motivi per cui FLI ha scelto di appoggiare Nello Di Pasquale. In realtà, quello che si è sfilato dal cosiddetto Terzo Polo e che avrebbe potuto avere un candidato da opporre all’attuale Sindaco, fu l’UDC e furono i primi a negare l’opposizione a Di Pasquale. C’è da dire anche che FLI è un partito nato da pochissimo tempo e noi, nell’arco di due mesi, abbiamo dovuto fondare un partito a Ragusa, prendere 30 candidati e presentarli, andare a cercare eventuali alleanze che poi non abbiamo avuto. Si spera comunque che al più presto, volgendo uno sguardo alle elezioni provinciali, si possa trovare un candidato a presidente della provincia del Terzo Polo che è costituito da FLI, UDC, MPA, API.

    La sanità nel meridione, e più in particolare in Sicilia, è uno dei punti deboli di una regione in lenta ma costante crescita: quali sono gli aspetti negativi e quali quelli positivi della sanità a Ragusa?
    C’è da premettere che un comune facente parte di una regione come la Sicilia, non ha molti poteri contrattuali. Addirittura le USL sono governate da manager, che a loro volta dipendono dall’assessorato regionale alla sanità. Come assessore alla sanità sono intervenuto diverse volte per cercare di scongiurare alcune problematiche come la chiusura del pronto soccorso e della guardia medica a Ibla, del 118, lo spostamento del reparto di medicina. Sono intervenuto pubblicamente, in prima persona, anche con delle interviste, anche se le risposte non sempre sono state positive. Abbiamo scongiurato inoltre un ulteriore riduzione dei posti letto, cercando sempre di fare il possibile come comune e come assessorato alla sanità.

    L’insufficienza e l’inefficienza dei servizi sanitari siciliani favoriscono quelli che spesso vengono definiti i “viaggi della speranza”: in che modo si possono evitare, facendo riacquistare fiducia ai cittadini siciliani?

    – Bisogna dire comunque che Ragusa vive una sorta di “virtuosismo” in quanto perlomeno sembra non ci siano state ruberie all’interno di coloro che si occupano dei servizi sanitari: c’è da dire però che la Sicilia è quella che ha speso di più in fatto di sanità ma i servizi non sono adeguati ai fondi ricevuti, a causa di sprechi e scippi a spese della comunità siciliana: corruzione e illegalità troppo radicati all’interno di servizi pubblici: come contrastarle?
    Innanzitutto tutte le regioni usufruiscono dello stesso denaro da investire nella sanità. Fu ai tempi del governo Prodi che cominciarono i primi tagli che comprendevano piani di rientro. La Sicilia fu forse una delle più virtuose in quanto sta cercando di fare il possibile mantenendo una sorta di equilibrio economico. Naturalmente quando parliamo di tagli, non possiamo non accorgerci delle ripercussioni che essi hanno sulla sanità.

    Ecologia:sembra che la Ditta Busso sia in debito col comune di Ragusa di un milione e 800.000 euro: bufala o verità?
    Non so sinceramente quale possa essere la motivazione per cui la Ditta Busso debba essere in debito con il nostro Comune. A me non risulta. Siamo noi che diamo denaro alla Ditta Busso; nel 2010 firmammo un contratto di circa 80 milioni e mezzo di euro. Ora con la differenziata, c’è un nuovo contratto, perché le spese naturalmente sono maggiori.

    – Concludiamo parlando del quartiere Pianetti: quali sono le motivazioni per le quali numerose strade, svincoli urbani e piazzole sono totalmente o parzialmente ricoperte di spazzatura, risultato del disinteresse per questa parte della città?
    Questa è una domanda alla quale un ex assessore al bilancio non può rispondere in modo del tutto elusivo. Presuppongo che Ragusa si va allargando sempre di più e proprio per questo non è sufficiente mettere qualche cassonetto qua e là, ma equiparare i servizi alle necessità. Questo è un qualcosa che l’amministrazione dovrà sicuramente rivedere e risolvere.

    Massari Alessandro
    Simone Lo Presti

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