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    Intervista a Matteo Iannitti- Prima Parte 

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    Di Giulio Pitroso

    Come nasce la tua storia politica?
    La mia storia politica nasce molto presto. Ero alle elementari e la mia maestra mi propone di vedere “Schinder’s list”. Era il periodo in cui usciva anche la “Vita è bella”, da cui rimasi molto colpito. Rimango affascinato da come quest’uomo gestiva la vita delle persone, ma soprattutto dal come si rimanesse in silenzio in quella Germania e in quell’Italia, nonostante quello che stava succedendo.
    Decido di fare qualcosa. Chiaramente alle elementari spazi per fare politica non ce n’erano. Appena entrato al Convitto Cutelli, che è stata la mia scuola superiore come Liceo Classico Europeo, fondo a tredici anni e mezzo, un collettivo con altri ragazzi più grandi. Da là inizia tutto. Nasce il Movimento Studentesco con gli studenti medi, approdo a Rifondazione, che in quel momento era il partito che più di tutti riusciva a garantire una copertura a sinistra su alcune questioni. Di là in poi gli incarichi di partito e di nuovo il Movimento Studentesco.

    Il movimento studentesco che storia ha?
    Ha una storia come quella di tanti altri movimenti che si sono creati in quel momento in Italia negli ultimi anni. Nasce il 24 ottobre del 2008. In tutta Italia c’era un casino pazzesco, perché nasceva l’Onda. Le facoltà erano già occupate a Pisa, Firenze, alla Sapienza e a Palermo.
    A Catania un po’ di compagni dai centri sociali- “Experia”, “Auro”-, da quello che rimaneva dai collettivi universitari e i giovani comunisti si incontrano proprio quel 24 ottobre. Da subito decidiamo di smarcarci dalle nostre appartenenze, che avevano significato fino a quel momento problemi. Decidiamo: troviamo un nome e lavoriamo tutti assieme. Là nasce il MSC.
    Continua la battaglia sull’Onda. Dopo un anno c’è una grande mobilitazione dei precari della scuola, che occupano il Provveditorato agli Studi, dormendo là dentro per addirittura due mesi. E noi siamo con loro come MSC.
    Arriviamo a quest’anno con la necessità di formalizzare questo MSC e riorganizzarlo meglio. Quindi la creazione del sito, riunioni che vanno avanti settimanalmente e un nucleo di tanti ragazzi provenienti da tante esperienze politiche diverse, che provano a fare un’operazione di verità sull’ateneo di Catania. Perché in questo ateneo non c’è bisogno solo di protestare contro qualcosa, ma anche di informare su quello che succede. I giornali universitari hanno un ruolo fondamentale per quanto riguarda l’informazione dentro l’ateneo. Noi cerchiamo di stare dentro le notizie e, su quella informazione che tentiamo di dare, di costruire la battaglia politica.
    Ed è proprio in questo modo che siamo diventati gli acerrimi nemici del Rettore. Una realtà come quella del movimento studentesco, che non ha nessun interesse elettorale o partitico, è scomoda; è scomoda, perché non la puoi comprare. Non la puoi comprare dando aule, non la puoi comprare organizzando seminari che danno crediti. Questa è una cosa scomoda e si arriva a quello che conosciamo, all’attenzione del Rettore verso quello che facciamo come MSC.

    Ma negli ultimi anni cosa è successo di così eclatante da farti meritare questa menzione da parte del Rettore?
    La menzione è a me, perché sono quello che appare pubblicamente un po’ più degli altri, ma la menzione è verso tutto l’MSC e a tutto il partito a cui sono iscritto.
    Nei due anni cosa è successo? Noi siamo stati l’unica forza politica ad addossare al Rettore le responsabilità dello scandalo di Farmacia. Lo ricordiamo: venivano riversati rifiuti tossici dei laboratori nei normali tubi di scarico dell’impianto idrico della Cittadella.

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