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    Ennesima violazione alla clubhouse de “I Briganti” 

    Tempo di lettura: 3 minuti

    Ieri mattina la Club House della squadra di rugby “I Briganti” di Librino ha subito una vergognosa effrazione. Dopo aver danneggiato la videosorveglianza qualcuno ha forzato la finestra e si è introdotto all’interno della struttura rubando delle casse stereo, alcuni attrezzi, del materiale elettrico e delle donazioni destinate a un progetto sportivo in Palestina. Un ennesimo attacco vigliacco e codardo nei confronti di una realtà che lotta duramente per il proprio territorio.

    La squadra dei Briganti è stata fondata nel 2006 dall’associazione “Iqbal Masih” ed è da anni impegnata per la rigenerazione sociale del quartiere catanese e per fornire, attraverso l’attività sportiva, un’alternativa ai ragazzini della zona troppo presto coinvolti nel business dello spaccio. Il “palazzo di cemento” che sorge nel quartiere è una delle principali zone di spaccio della città etnea. Proprio per fornire una prospettiva di riscatto a una delle periferie più marginali e criminalizzate di Catania i ragazzi dell’associazione “Iqbal Masih” fondarono nel 1995 l’omonimo centro sociale, accanto a quell’edificio simbolico.

    La squadra si allena inizialmente nel quartiere antistante il centro sociale visto che il campo “San Teodoro”, un residuo incompleto delle Universiadi del 1997, si trovava in un grave stato di degrado e abbandono. Un luogo normalmente usato per andare a provare “la pistola nuova”. La sana follia dei Briganti li porta nel 2012 ad occupare il campo da gioco per riqualificarlo: con questo atto nasce il Campo San Teodoro Liberato. Perché fu una liberazione dall’incuria e dall’abbandono di un bene comune. Finalmente nel 2015 il Comune concede formalmente alla squadra l’utilizzo del rettangolo da gioco e di una parte del terreno adiacente al campo: ben presto il San Teodoro Liberato non resterà soltanto un luogo di sport, ma anche di orti sociale, di doposcuola e di socializzazione. Un esempio è la “Librineria”, la biblioteca sociale messa su con le donazioni ricevute.

    Già nel gennaio 2018 la Club House era stata colpita con un incendio doloso che aveva abbattuto il morale dei Briganti e aveva completamente distrutto dieci anni di lavoro, ma non l’impegno dei volontari che hanno mantenuto invariate le loro attività e continuato a coltivare i rapporti con il quartiere. Allora si trattò di una rinascita. Un anno dopo ci dissero che in seguito a quel vile atto ricevettero un “sostegno importante e trasversale” maturato anche con l’affluenza di numerosi nuovi volontari. “Resta il timore che si stia preparando altro” dicono adesso attraverso un post su Facebook.
    Speriamo bene e, oggi come allora, rinnoviamo la nostra solidarietà ai Briganti!

    Abbiamo sentito Angelo Scrofani, capitano della squadra, che ci ha raccontato come in un primo momento (domenica mattina) abbiano sottovalutato i segnali del sistema di allarme ma in seguito ad un rapido controllo delle telecamere non hanno individuato movimenti strani: forse un uccellino che insinuandosi in qualche fessura ha fatto scattare l’allarme. Martedì pomeriggio, però, un brigante che abita nella zona del San Teodoro  passando di là casualmente si accorge di alcuni segni di forzatura. Da un controllo più accurato delle telecamere si rendono conto di una sagoma che entra intorno alle 7 di domenica mattina e manomette un apparecchio di registrazione:”Ci si spaventa che quella visita potesse essere un ‘sopralluogo’ per ritornare più organizzati’ ci dice Angelo che aggiunge “non sappiamo se questo episodio possa essere legato alla disperazione di questo periodo. Magari chi è entrato cercava solo qualcosa da mangiare, ma chiaramente la preoccupazione è stata tanta quando abbiamo realizzato che l’effrazione fosse reale, soprattutto dopo l’incendio di due anni fa”.

    Per chi volesse aiutare I Briganti di Librino:

    C/C intestato a: A.S.D. I BRIGANTI  || Iban: IT63L0538726201000035287517 – BIC: BPMOIT22XXX – BPER banca

    Leggi l’articolo di Simone Lo Presti se vuoi conoscere la loro storia.

    About the author: Massimo Occhipinti

    Nato a Ragusa nel 1989 e nomade dal 2008. Laureato in Scienze Filosofiche e in Storia del Mediterraneo. Scrivo per e grazie a Generazione Zero dal 2011.

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