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Il ricordo di Sepulveda in uno dei suoi romanzi più celebri 

Tempo di lettura: 3 minutiLo scrittore cileno Luis Sepulveda è morto all’età di 70 anni in un ospedale nel nord della Spagna, circa sei settimane dopo essere risultato positivo al coronavirus. Nato nell’ottobre del 1949 a Ovalle, a nord della capitale cilena Santiago, Sepulveda divenne un attivista politico, prima con le Gioventù Comuniste del Cile e poi con i Socialisti. Nel 1973 fu arrestato dal regime di Pinochet e incarcerato per due anni e mezzo con l’accusa di tradimento, ma fu liberato grazie all’intervento di Amnesty International e fuggì in esilio nel 1977. Negli anni successivi lavorò come membro dell’equipaggio su una nave di Greenpeace.  Autore di circa 20 romanzi, libri di poesia, racconti e libri per bambini noti per il loro umorismo semplice e le rappresentazioni della vita in America Latina.

Sepulveda ha conquistato la scena letteraria con il suo primo libro, “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore”, pubblicato per la prima volta in Spagna nel 1989. Successivamente ha pubblicato molti altri romanzi e libri di viaggio, tra i quali spicca “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”, pubblicato nel 1996. Il libro è intervallato da splendidi disegni in bianco e nero che danno vita alla trama, creati dall’illustratore giapponese Satoshi Kitamura. Durante la lettura ci si può immergere in una storia di dedizione, coraggio ed eroismo nel mantenersi forti anche quando tutte le probabilità sono contro di te. Kengah è un gabbiano che si è imbattuto in una terribile fuoriuscita di petrolio, sa che sta per morire ma utilizza tutte le sue forze per riuscire a deporre il suo uovo, nella speranza che il suo pulcino abbia una possibilità di sopravvivere. Ed è proprio in questo istante che entra nella storia Zorba, il grosso gatto nero del porto di Amburgo. Kengah supplica Zorba di prendersi cura dell’uovo e, una volta nato, di insegnare a volare al piccolo pulcino. “Allora Zorba sapeva che il povero gabbiano non era solo delirante: era totalmente pazzo”.

La storia che segue è composta da personaggi felini intelligenti e sensibili che apprendono che la vita può offrire molte sfide, soprattutto se devono prendersi cura di un gabbiano orfano. I gatti sono molto differenti tra loro, ci sono il segretario e colonnello che vivono al ristorante italiano di Cuneo, Einstein con il suo amore per i libri e l’apprendimento, Seven Seas il gatto di mare, la bellissima gatta Angelina e, naturalmente, c’è Zorba il grosso gatto nero che con sensibilità commovente si mette in viaggio con i suoi amici per insegnare al piccolo gabbiano Lucky a volare.

Durante un’intervista Sepulveda ha raccontato che la storia è nata grazie ai suoi figli che ogni sera, prima di andare a dormire, gli chiedevano di raccontare una storia ispirata ai loro due gatti, Zorba e Bouboulina. L’autore ha spiegato la scelta dei due personaggi: “La necessità era di mettere insieme due personaggi molto diversi, come un gatto e un gabbiano. Volevo mostrare alle persone che potevano scoprire che anche se sei diverso puoi ancora provare sentimenti per qualcuno che è diverso da te”.

La storia è sia una favola che una metafora dei valori umani e sociali. “Non è un modo di predicare o manipolare idee per portare le persone ad essere d’accordo con me. La mia intenzione – ha dichiarato Sepulveda – è fondamentalmente di dire che i valori umani come la solidarietà, il rispetto per coloro che sono diversi, il dovere di proteggere i più vulnerabili, sono tutte promesse alle quali bisogna attenersi”. Senza dubbio “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” è un libro che piacerà ai lettori di tutte le età, non solo ai bambini ma anche agli adulti che, tramite la lettura, vogliono fuggire al caos della loro vita rifugiandosi nel magico mondo delle storie di Luis Sepulveda.

Erica Minchillo

About the author: Erica Minchillo

Nata a Larino (CB) il 15 Ottobre 1994. Mi sono laureata in Sociologia e Criminologia e attualmente studio Relazioni Internazionali presso l’Universitá RomaTre. Mi sono sempre dedicata alla lotta per i diritti umani partendo dagli anni di volontariato presso la Casa Circondariale di Larino. Scrivere per GenerazioneZero mi permette di affrontare tematiche che spesso vengono sottovalutate.

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