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    Special Olympics: quando lo sport diventa inclusione 

    Tempo di lettura: 4 minuti

    Credit Photo: Mauro Nardella

    Ormai più di un mese fa si è concluso il più grande evento sportivo e umanitario del 2019: i Giochi Mondiali Estivi di Special Olympics di Abu Dhabi. L’evento ha coinvolto più di 7.000 atleti con e senza disabilità intellettiva, 2.500 coach e 20.000 volontari provenienti da oltre 170 paesi diversi. Gli atleti sono arrivati da tutto il mondo per competere in 24 diverse discipline sportive: calcio, badminton, pallacanestro, beach volley, bocce, pallamano, ping pong, tennis, pallavolo,  atletica, ciclismo, kayak, nuoto in acque libere, pattinaggio a rotelle, vela, nuoto, triathlon, equitazione, judo, ginnastica artistica e ritmica, bowling, golf e powerlifting.

    L’Italia ha preso parte ai Giochi Mondiali con una delegazione composta da 115 atleti con e senza disabilità intellettiva, 39 tecnici delle varie discipline e 3 delegati. Lo sport si è rivelato ancora una volta il mezzo perfetto per dimostrare che é possibile eliminare pregiudizi o barriere di qualsiasi tipo, specialmente quando si tratta di raggiungere traguardi importanti e infatti gli atleti italiani hanno portato a casa un totale di 107 medaglie: 45 di bronzo, 41 d’argento e 21 d’oro. 

    Special Olympics è un movimento globale che attraverso l’attività sportiva per persone con disabilità intellettiva, promuove la realizzazione di una società inclusiva, capace di valorizzare le differenze tra le persone e mettere in luce le loro abilità, anziché le loro disabilità. Attraverso lo sport, le persone con disabilità intellettiva non solo migliorano la loro condizione di salute, ma acquisiscono maggiore fiducia in se stessi, lavorano sulla loro autonomia e costruiscono relazioni interpersonali. Tutti strumenti che torneranno utili nella loro vita di tutti i giorni.

    Grande esempio di inclusione a 360 gradi è lo sport unificato caratteristico di Special Olympics. Esso consiste nello sviluppo di squadre formate da atleti con e senza disabilità intellettiva che gareggiano insieme nelle diverse discipline. Gli Atleti con disabilità intellettiva quindi scendono in campo insieme ai cosiddetti Atleti Partner, senza disabilità intellettiva, che sono a tutti gli effetti membri della squadra al pari degli Atleti. Le gare di sport unificato sono una metafora della società che Special Olympics mira a realizzare: il gioco di squadra pone veramente tutti allo stesso livello, ognuno con le proprie diversità messe in luce e valorizzate in campo, collaborando tutti per un unico obiettivo.

    Credit Photo: Mauro Nardella

    La nascita degli Special Olympics

    Special Olympics è stata fondata nel 1968 da Eunice Kennedy Shriver, sorella del Presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy. Eunice iniziò a promuovere un’idea completamente rivoluzionaria per quel tempo: sosteneva che attraverso lo sport le persone con disabilità intellettiva potessero uscire dagli istituti nei quali erano tenute rinchiuse e nascoste, per scoprire e valorizzare le loro abilità. Eunice comincia quindi ad ospitare nel suo giardino di casa prima 10, poi 20, poi 50, 100 e sempre più ragazzi con diverse disabilità, facendo praticare loro vari sport. Le persone coinvolte da Eunice sono sempre di più e grazie al suo carisma ed alla sua ostinazione riesce ad ottenere visibilità e riconoscimenti anche da enti esterni. Così nel 1968 hanno luogo a Chicago i primi Giochi Estivi Special Olympics che vedono coinvolti 1.000 atleti provenienti da Stati Uniti e Canada, i quali si sono sfidati in diverse discipline sportive. I Giochi sono un grande successo e terminano con la promessa di continuare a svolgere i Giochi Mondiali regolarmente ogni 2 anni, così come funziona per le Olimpiadi. La promessa fatta nel 1968 è stata mantenuta e da quel momento in poi si sono tenuti regolarmente in modo alternato ogni due anni i Giochi Mondiali Estivi ed Invernali, coinvolgendo un numero sempre maggiori di atleti, includendo anche gli atleti senza disabilità con lo sport unificato ed espandendo i programmi di Special Olympics ad altri Paesi nel mondo.

    Credit Photo: Mauro Nardella

    Oggi l’associazione è riconosciuta dal Comitato Olimpico Internazionale ed in Italia sia dal CONI sia dal Comitato Italiano Paralimpico come Associazione benemerita.
    I Giochi Mondiali che hanno avuto luogo ad Abu Dhabi a marzo di quest’anno sono stati un forte segnale anche politico: per la prima volta un evento di questo tipo è stato ospitato in un paese del Medio Oriente. Inoltre, è stato l’evento Special Olympics che ha coinvolto il maggior numero di nazioni e di atleti, a dimostrazione della continua espansione di questo movimento mondiale e dei suoi valori. Il Presidente Tim Kennedy Shriver durante il suo discorso, in occasione della Cerimonia di Apertura dei Giochi Mondiali, ha sottolineato infatti che gli Emirati Arabi Uniti sono stati il luogo ideale per lanciare il messaggio che ogni divisione tra persone di diverse culture e diverse abilità può essere eliminata e la rivoluzione dell’inclusione è realmente possibile.

    Sara Capone

     

    About the author: Youssef Hassan Holgado

    Nato il 2 settembre del 1995 a Salamanca, una piccola cittadina spagnola situata nella regione della Castilla y León. Laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, redattore di Generazione Zero da settembre 2016. Da gennaio 2018 occupo la posizione di Direttore Editoriale, continuando a fare del giornalismo la mia passione.

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