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    Osservatorio Diocesano delle povertà Caritas Ragusa: volti, storie e numeri di un territorio in transizione. 

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    Giovedì 29 Marzo 2019, si è tenuta nella sala di Via Roma 109, l’appuntamento, ormai annuale, di presentazione dei dati Caritas raccolti nel territorio Diocesano.
    Alla conferenza hanno presenziato il Vescovo Cuttitta, il Direttore Domenico Leggio, l’ufficio Caritas, i volontari del Servizio Civile Nazionale e i volontari parrocchiali, oltre ovviamente a molti spettatori interessati e alla stampa. I dati sono stati presentati da Vincenzo La Monica, il responsabile immigrazione della Caritas Diocesana. All’inaugurazione dei lavori si è stati testimoni di un corale messaggio di compassione e carità da parte del Dott. Leggio, che ha narrato le vicissitudini di tre persone. Presentati con nomi di fantasia, sono state descritte le storie e le peripezie, le gioie e i dolori di itinerari di vita complessi: “Ma l’amore, lo sapete tutti voi che vi spendete ogni giorno per portare l’affetto e la vicinanza della Diocesi e del Vescovo alle tante persone in difficoltà, non può essere racchiuso in numeri e fogli excel. La ricchezza che ciascuno di voi ha vissuto e continua a vivere, insieme alle grandi sofferenze cui assistiamo ogni giorno, e alle evidenti ingiustizie cui siamo sottoposti, va oltre” incita l’uditorio.

    Storie di vita
    Le storie di Mosé, Sara e Pietro colpiscono i presenti, così come le domande lanciate provocatoriamente agli astanti: “Tanti giovani ci interpellano, ma come facciamo ad aiutarli?”, “le politiche del lavoro che si stanno sperimentando, incluso il reddito di cittadinanza, rappresentano una reale occasione di sviluppo, oppure l’ennesima forma di assistenza che illude e poi delude le persone? Sono politiche che tengono conto dell’uomo, della persona, oppure no?”. Dopo un momento di riflessione profonda, viene il momento di analizzare i dati.

    I dati

    Vincenzo La Monica presenta gli andamenti locali e i dati di un territorio contraddittorio, a tratti schizofrenico. Un grafico altalenante espone l’incespicare di un territorio sospeso tra progresso, isolamento infrastrutturale, crescita, opacità. Un’esposizione divisa in due macro-sezioni che riepiloga gli indicatori ISTAT BES. In modo conciso e dettagliato Il responsabile immigrazione chiarisce al pubblico una serie di punti. Il territorio ibleo, infatti, primeggia in alcuni indicatori di benessere, come quelli ambientali e demografici, nel raffronto con le altre province italiane, invece, sprofonda agli ultimi posti per quanto riguarda gli indicatori socio-economici, quali occupazione e welfare pubblico (“solo” 8,3 euro di interventi pubblici pro capite, in provincia, per i cittadini in difficoltà). Altro punto dolente e paradossale è l’alta presenza di medici e personale sanitario a fronte di una forte assenza di apparecchiature mediche.  Impietoso il dato sull’istruzione che ci vede tra gli ultimi per numero di laureati, in continuo drenaggio di energie intellettuali. Alla presentazione dei dati è seguito il prospetto delle attività e dell’impegno della Rete Caritas nel risolvere le criticità. Ai tanti progetti si accompagnano bei volti che hanno scelto di aiutare, di dare un segno.

    “La nostra proposta, come Diocesi di Ragusa, è semplice, ed è rivolta a tutte le istituzioni pubbliche della nostra comunità. Confrontiamoci su dati misurabili, che riguardano il benessere dei cittadini e non il mero dato quantitativo della produzione. E orientiamo gli interventi, ma anche le politiche, per raggiungere obiettivi diversi, e migliori, dello stato attuale” questa la chiamata a raccolta nei confronti delle istituzioni, assenti eccellenti. Richiesta di cambiamento che sosta sulle scelte di un territorio in transizione: frontiera, isola nell’isola, diverso rispetto a dieci anni fa ma ancora resistente e fecondo.

    Sandro Tumino

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