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    Sicurezza nera 

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    “La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge”

    Nei giorni scorsi hanno suscitato un discreto scalpore le testimonianze diffuse sui social network, su alcuni episodi di controllo mirato, da parte delle forze dell’ordine, sui mezzi pubblici di Roma. Francesco Armenio è uno dei testimoni di questi fatti: giovane studente dell’Università la Sapienza, come molti è un assiduo frequentatore delle linee tranviarie che giungono in città universitaria situata in Piazzale Aldo Moro, un crocevia di persone di ogni genere e nazionalità che insieme lottano per accaparrarsi un piccolo spazio sui vagoni tra una parolaccia e un’imprecazione: storie di ordinaria follia targate ATAC. È proprio durante una di queste traversate che Francesco si accorge di sei poliziotti che attendono sulla banchina di una fermata. All’apertura dei vani gli agenti cominciano a perquisire i presenti, non tutti però, solamente quelli di colore. Francesco, incuriosito dalla scena, chiede informazioni su ciò che stava avvenendo, e dopo essere stato allontanato in un primo momento, insistendo, ottiene una risposta surreale: “ogni extracomunitario che transita in qualsiasi momento per Porta Maggiore, è sospetto di attività illecite”. Un’affermazione grave poiché andrebbe a minare due articoli costituzionali fondamentali, quello del principio di uguaglianza regolato dall’articolo 3 e l’articolo 13 con il quale i nostri padri costituenti hanno voluto con forza proteggere la sacralità e l’inviolabilità della libertà personale, in tutte le sue accezioni, senza distinzione alcuna, affinché la Repubblica potesse diventare un baluardo della democrazia. Se da un lato è giusto che le forze di polizia eseguano i controlli necessari a garantire la sicurezza e l’ordine pubblico, dall’altro è impensabile che queste tipologie di controlli si effettuino esclusivamente su persone di determinate nazionalità, come se il possesso di un certo passaporto comportasse esso stesso la fattispecie di un illecito. Quello che sembrerebbe un caso isolato, si è scoperto essere un fenomeno largamente diffuso. Le perquisizioni avvengono sempre nella stessa modalità: senza palesare alcun mandato e indirizzate nei confronti di persone (uomini e donne, cittadini italiani o no) riconducibili all’etnia africana.

    Questi episodi sembrano essersi intensificati in seguito all’approvazione del “Decreto Sicurezza”. Una cosa è certa, perquisizioni o no, il clima che si respira in questi ultimi mesi nella Capitale e nel resto del Paese non è dei migliori. Gli episodi d’intolleranza sono aumentati a dismisura,secondo gli ultimi dati gli episodi di violenza a stampo razzista sono triplicati. Acutizzati e infiammati dalla xenofobia dilagante, i movimenti politici appartenenti alla cosiddetta destra extraparlamentare, stanno vivendo una nuova giovinezza, riuscendosi a garantire discrete rappresentanze nei territori. Non sono molto distanti le elezioni che hanno portato alla conquista di uno scranno nel X Municipio di Roma ad un membro di Casa Pound (passati agli onori della cronaca nazionale, per i presunti rapporti con il clan Spada, e la conseguente aggressione al giornalista Daniele Piervincenzi). La tattica è quella di far leva sul disagio, sulla paura, sull’identificazione del male nel “diverso” e sull’intramontabile rivalutazione storica di personaggi quantomeno discutibili. È su questa scia che si è consumato il pestaggio da parte di alcuni attivisti dell’organizzazione studentesca nera “Blocco Studentesco” ai danni di due giovani studenti del liceo “Benedetto da Norcia” periferia est di Roma, rei di aver piegato un volantino distribuito dai membri del Blocco Studentesco, per metterselo in tasca. La sospensione dello sgombero dello stabile occupato dal gruppo di estrema destra Casapound in Via Napoleone III è la prova del menefreghismo governativo, che strizzando l’occhio a certi soggetti, aumenta i propri consensi sulla pelle di due giovani adolescenti e di molte persone perbene che prendono un autobus con un colore della pelle troppo scuro.

    Lorenzo Sagnimeni

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