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    Il CUA di Bologna: come reagire alla politica dell’odio 

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    Il 7 novembre è stato approvato il Decreto Sicurezza, un ulteriore tassello che si aggiunge al mosaico di abiezioni presentate dal governo gialloverde. Le ultime vicende che hanno coinvolto il nostro paese non hanno fatto altro che dipingere una realtà sociale in tensione, alimentata dal crescente e spaventoso consenso che le destre politiche stanno conquistando in Italia e in molti altri Paesi d’Europa. Si sfila liberamente con una raccapricciante maglia recante la scritta Auschwitzland, fuori i bambini stranieri dalle mense, arrestati i sindaci che provano a stabilire un modello di convivenza solidale. Questo è il volto di un paese guidato da un governo basato sul populismo e sull’irrobustimento dell’intolleranza.
    Come porre rimedio al caos seminato dalla classe dirigente? Scuotere le coscienze e sensibilizzare la comunità per difendere i valori di solidarietà e antirazzismo. Bandiera di una nodale presa di posizione sono le iniziative organizzate dal Collettivo Universitario Autonomo di Bologna, punto di raccolta per ragazzi e ragazze accomunati dal desiderio di agire in nome di un cambiamento nel tessuto politico e sociale, un gruppo di giovani attivisti dalla forte identità che, con iniziative sempre in prima linea per le questioni sociali, animano la zona universitaria della città.
    Pensiamo che sia arrivato il momento di prendere posizione, scegliere la parte da cui stare in questo scontro, per noi quella dei poveri, degli sfruttati e di chi soffre, indipendentemente dal colore della pelle o dal paese di provenienza! Mai come oggi non prendere posizione e rimanere indifferenti è una colpa. Chi non si schiera è complice”, scrivono sulla pagina Facebook del Collettivo.
    Il loro obiettivo è quello di smascherare il governo gialloverde mettendone in evidenza i lati più oscuri che minacciano l’equilibrio sociale e in nome di impegno, antirazzismo e antifascismo sono state organizzate le prime iniziative per riflettere sulle principali problematiche del paese e trovare insieme una soluzione.
    Ha fatto molto discutere un messaggio provocatorio lanciato il 27 settembre al Ministro dell’Interno e ai suoi seguaci: si tratta di uno striscione di 40 m recante la scritta “Salvini Bologna ti odia. No al razzismo” affiancato da un manifesto con il volto del Ministro al centro di un mirino. Sono sicuramente innumerevoli le efferatezze presentate dal governo, tuttavia il principale artefice-carnefice è senza dubbio Matteo Salvini, che con fare machiavellico sta affermando un modello politico alimentato dall’odio e dall’intolleranza sociale razzista. Il Dl è frutto di un suo progetto politico che, a distanza di soli cinque mesi, sta destando perplessità anche nell’opinione pubblica internazionale. Il New York Times con un editoriale intitolato “Un applauso al terribile governo italiano” ha espresso cinismo e preoccupazione per l’alleanza tra la Lega e il M5s, una preoccupazione condivisa anche da Le Monde, dal Financial Times, dal The Economist e fortunatamente anche da una buona parte della popolazione italiana che ha capito la gravità dell’odierna situazione e ha compreso che al crescente neofascismo bisogna contrapporre una nuova e determinata Resistenza antifascista. Tutte le mosse del Ministro fanno presagire l’affermazione di un modello di Nazione con caratteristiche antidemocratiche, fondato sull’irrobustimento dell’autorità statale a discapito dei “governati” e in cui non tutti i cittadini godono degli stessi diritti. Una politica, quella di Salvini, che alimenta l’oppressione dei più deboli, degli ultimi, e fomenta il potere delle autorità e della divisa. È ormai tristemente nota la storia di Stefano Cucchi, una “morte di stato” che il CUA ha voluto ricordare Il 22 ottobre, proiettando il film “Sulla mia pelle”. Stefano non è il solo purtroppo. Come lui, molte sono state le vittime di violenza e di abusi di potere: le storie di Sacko Soumayla, Davide Bifolco, Aldrovandi, le due studentesse americane violentate a Firenze, Diop Mor, Omar Jallow e Giorgina Masi hanno riecheggiato attraverso il racconto che ne hanno fatto i ragazzi e le ragazze del Cua tra una scena e un’altra del film.
    Un’altra tematica cruciale nell’attuale panorama socio-politico è la questione immigrazione. Il Collettivo ha espresso in modo chiaro la propria posizione a riguardo in occasione del primo “Venerdì Antirazzista” che si è svolto il 26 ottobre. Si è trattato di un incontro che aveva l’obiettivo di riflettere sulla pericolosità e sull’immoralità inaccettabile delle attuali scelte politiche. 
    “Il ministro Salvini e il governo gialloverde hanno un’idea di paese xenofobo, razzista e armato. In un clima simile, con una crescita esponenziale di provvedimenti locali e nazionali che escludono le persone in base alla propria etnia, è necessario agire. La nostra Assemblea Antirazzista punta a sensibilizzare ed agire, a costruire opposizione, ad abbattere violenza e stereotipi per respingere al mittente i numerosi tentativi di trasformare l’Italia in uno stato razzista e autoritario”, spiegano i ragazzi del Collettivo.
    Poi c’è la Notte Rossa, una serata durante la quale tra dibattiti, musica e performance artistiche, si cerca di costruire e rafforzare l’opposizione per abbattere la violenza e gli stereotipi: “Abbiamo deciso di opporci al razzismo quotidiano, di prendere posizione contro chi ci toglie tutto e ci divide, di schierarci e non essere complici di queste barbarie. Abbiamo intenzione di continuare a incontrarci, discutere e mobilitarci, crescere e sferrare attacchi sempre più forti!”.
    L’espandersi a macchia d’olio di episodi di odio e intolleranza è un’evidente eco dei valori su cui si erge il governo lega-stellato. È come se, con l’ufficializzazione della politica dell’odio, le ideologie razziste siano state sdoganate nuovamente ed i loro interpreti, incoraggiati dall’espandersi del buio e del sudiciume, si sentissero nelle condizioni di manifestare con naturalezza atteggiamenti ed opinioni irragionevoli, sentendosi addirittura protetti e giustificati dal panorama circostante. Nonostante l’evidenza dei fatti, molti continuano imperterriti a ripetete che “non c’è pericolo di fascismo” non c’è “nessuna emergenza razzismo” o “nessuna tensione sociale”. Sproloquio rassicurante ma spesso infondato. Sottovalutare l’attuale situazione politica potrebbe essere un errore fatale. L’unica soluzione è quella di reagire e controbattere.

    Viva l’antifascismo, viva la antirazzismo e il coraggio di chi lotta per la dignità umana!

    Chi non si schiera è complice.

    Ones Farhat

     

    Proiezione “Sulla mia pelle” in Piazza Scaravilli, Bologna

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