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    “Sono corso verso il Nilo”, il nuovo romanzo politico di Ala Al Aswani 

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    “Sono corso verso il Nilo”, questo il titolo dell’ultimo libro di Ala Al Aswani presentato all’Auditorium parco della musica a Roma martedì 18 settembre. Il testo, edito da Feltrinelli e in vendita dal 13 settembre in Italia, si appresta a seguire le orme di “Palazzo Yacoubian” (2006), “Cairo Automobile Club” (2014) e “La rivoluzione egiziana” (2011) diventando l’ennesimo best-seller dell’autore egiziano. La presentazione, organizzata da “Libri Come”, ha visto la partecipazione di una grande moltitudine di lettori tra cui di Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, il quale è intervenuto a margine dell’evento definendo il testo come “la migliore testimonianza della rivoluzione egiziana che sia stata scritta dal 2011 ad oggi”. “Questo libro -continua Noury- è una grande manifestazione d’amore nei confronti della rivoluzione” che si sviluppa attraverso le varie storie e testimonianze raccontate tramite i protagonisti che animano le pagine scritte da Al Aswani.

    Tra i personaggi principali troviamo una professoressa, Asma’, che non indossa il hijabe che proprio per questo intraprende una battaglia personale per farsi accettare dal personale scolastico dove lavora. Poi c’è il generale Alwani a capo dei servizi segreti egiziani, estremamente religioso e fedele ma che nel luogo di lavoro non si fa scrupoli nel torturare gli arrestati e non esita a sfruttare il suo potere per ottenere favori personali per la sua famiglia.

    Ala Al Aswani fa parlare i suoi protagonisti anche attraverso lettere e manifesti, come quello scritto da Ashraf Wissa. Un manifesto che mette in luce l’ipocrisia dell’uomo borghese egiziano e che gli offre una guida su come trattare la suo governante. Un misto di sessismo e maschilismo che evidenzia come l’Egitto pre-rivoluzione, per certi versi, sia governato ancora da una logica patriarcale e conservatrice.
    Molte sono le storie dei suoi personaggi, ognuna delle quali sottolinea le criticità di una società precaria, corrotta e malata fino a poco prima del 25 gennaio 2011, quando a piazza Tahrir si sono riuniti migliaia di giovani, decisi a cambiare il futuro del loro Paese. Secondo l’autore, l’Egitto di oggi non è uguale a quello di prima la rivoluzione: “Ci sono stati dei cambiamenti anche se molti dei quali non sono tangibili. Purtroppo si giudicano solo i cambiamenti a livello politico anche se quelli culturali sono irreversibili e più importanti” afferma Al Aswani. “È cambiata la visione nei confronti della donna, della religione, delle relazioni tra il popolo e il Governo, le persone si approcciano a queste tematiche in maniera diversa rispetto a prima” ovviamente in maniera più occidentale e meno radicale. E questo è un dato positivo per il futuro, dato che circa il 65% della popolazione egiziana ha meno di quarant’anni.

    Secondo lo scrittore, membro e fondatore del movimento egiziano per la democrazia “Kifaya” (Basta) e che ha partecipato alla Rivoluzione egiziana del 2011, il problema principale del regime odierno è “che sta cercando di applicare le vecchie formule (quelle vigenti durante la dittatura di Moubarak) a una nuova realtà e questo non funzionerà”. Tra le vecchie formule troviamo quella della censura che ha colpito anche quest’ultimo libro dato che lì, in Egitto, non verrà pubblicato. Oggi al Cairo i giovani, che sono stati il simbolo di Piazza Tahrir, si trovano davanti a un bivio: continuare il percorso intrapreso dalla Rivoluzione e trasformare i traguardi culturali in risultati politici, oppure rassegnarsi, per ora, e aspettare la democrazia. Quel che è sicuro è che censure, detenzioni illegali e violazioni dei diritti umani non potranno diventare normalità in Egitto, affinché i 1075 egiziani uccisi durante la Rivoluzione non siano morti invano.

    Youssef Hassan Holgado

    About the author: Youssef Hassan Holgado

    Nato il 2 settembre del 1995 a Salamanca, una piccola cittadina spagnola situata nella regione della Castilla y León. Laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, redattore di Generazione Zero da settembre 2016. Da gennaio 2018 occupo la posizione di Direttore Editoriale, continuando a fare del giornalismo la mia passione.

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