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    Due anni di depistaggi e incongruenze, parla Riccardo Noury 

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    A due anni di distanza i dubbi e le incongruenze sono ancora molti: chi ha depistato le indagini riguardanti il delitto di Giulio Regeni? Chi ha torturato il giovane ricercatore italiano? Che ruolo hanno avuto le autorità egiziane nelle indagini e sulla vicenda? È stato sufficiente l’operato delle autorità italiane?
    Molte sono le domande senza risposta e, proprio per questo, il 25 gennaio  centinaia di piazze italiane si sono tinte di giallo per chiedere verità e giustizia per Giulio. Noi di Generazione Zero eravamo presenti alla manifestazione promossa Amnesty International a Roma, dove abbiamo incontrato il portavoce della nota organizzazione a difesa dei diritti umani, Riccardo Noury, a cui abbiamo rivolto alcune domande.

     

    Perché è importante essere qui oggi?
    Oggi è una giornata di tragica, ma di straordinaria importanza in Egitto, sono passati sette anni dalla rivoluzione che è stata abbondantemente tradita e due anni dalla scomparsa di Giulio. Inghiottito da quella spirale di repressione che agisce quotidianamente in Egitto attraverso sparizioni arbitrarie, torture e uccisioni. Inizia domani il terzo anno di questa campagna alla ricerca della verità per Giulio Regeni, l’anno in cui la verità giudiziaria deve finalmente arrivare a coincidere con la verità, che chi si occupa di diritti umani in Egitto conosce bene. In tanti abbiamo parlato di delitto di Stato, quella è la verità storica e, quando quella giudiziaria arriverà a coincidere con questa, allora arriveremo alla verità assoluta.

    Una fine analoga a quella di Giulio ha colpito anche tantissimi giovani egiziani: studenti universitari, oppositori politici etc. Il prossimo 26 marzo ci saranno le elezioni presidenziali in Egitto, auspica qualche cambiamento?
    Un’organizzazione per i diritti umani non prende posizioni sui cambiamenti politici desiderati o necessari. Quello che vogliamo è che ci sia da queste elezioni – che poi sono soltanto un referendum, dato che il candidato è uno solo per ora – un’ammissione di responsabilità, la fine dell’impunità, la fine delle torture e importanti cambiamenti legislativi. La sensazione è che l’Egitto non possa farlo da solo, va pungolato dall’Italia, che ha un interesse preciso. Non parlo dell’economia, non parlo del gas, ma della vita di un nostro connazionale, perché dobbiamo capire come è stato ammazzato e chi è stato ad ammazzarlo. Chi è stato ad ordinare, ad eseguire, a depistare e a condonare. Quindi spetta al Governo italiano premere su quello egiziano, come chiediamo da tempo, e deve farlo in maniera incisiva, anche internazionalizzando la questione e cioè adire alle Nazioni Unite come luogo di risoluzione delle controversie.

    L’Europa in questo caso può svolgere un ruolo primario?
    L’Europa ha rinunciato a qualunque ruolo primario. Quando si diceva che Giulio Regeni era un cittadino europeo, facevano a gara a prendere il posto dell’Italia sul piano diplomatico facendo una figura meschina. Quindi l’Europa come Governi no, i parlamentari europei e, in particolare, quelli italiani in molti casi hanno fatto cose utili, ma il loro ruolo è solo di testimonianza e di supporto.

    Cosa risponde all’ambasciatore italiano che ammette di aver avuto risultati positivi dopo la sua riammissione?
    Beh, vorremmo conoscerli questi risultati. Sicuramente va dato atto che grazie alla presenza dell’ambasciatore è stato possibile recuperare il fascicolo delle indagini della Procura egiziana, è anche vero però che ci è andata l’avvocato della famiglia a prenderlo. Non è che l’hanno consegnato i magistrati egiziani a quelli italiani.

    Youssef Hassan Holgado

    About the author: Youssef Hassan Holgado

    Nato il 2 settembre del 1995 a Salamanca, una piccola cittadina spagnola situata nella regione della Castilla y León. Laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, redattore di Generazione Zero da settembre 2016. Da gennaio 2018 occupo la posizione di Direttore Editoriale, continuando a fare del giornalismo la mia passione.

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