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Occidente, Oriente e diritti violati. La panoramica del Rapporto Amnesty 2016/2017 

Lo scorso 22 febbraio, Amnesty International ha pubblicato il nuovo Rapporto 2016-2017 sulle violazioni del diritto umanitario Internazionale. La crisi del diritto internazionale investe ogni singola parte del mondo: dallo Yemen alla Siria, dal Sud America alle Filippine, passando per l’Europa e l’Africa. Detenzioni arbitrarie e torture nelle carceri sono i fili che legano i governi dei paesi arabi a quelli occidentali. Egitto, Israele, Turchia, Siria, Russia, Bahrein sono solo alcuni dei paesi citati dal Rapporto che continuano a torturare e a detenere dissidenti politici e giornalisti.

Populismo occidentale

Odio e populismo che crescono proporzionalmente in Occidente, ma siamo sufficientemente tutelati da queste idee politiche xenofobe e aggressive che si basano in una rigida differenza tra “noi” e “loro”, tra “casa nostra” e “casa loro”?
No, non siamo sufficientemente tutelati e i dati lo dimostrano. Il consenso nei confronti della Lega e di Salvini è aumentato esponenzialmente negli ultimi 5 anni; Marine Le Pen, con le sue dichiarazioni antisemite e xenofobe combatte per la presidenza francese; Viktor Orban in Ungheria non solo ha eretto un “muro” per proteggere i suoi confini, ma il Parlamento ha introdotto la custodia cautelare per i rifugiati, in attesa che venga esaminata la loro richiesta di asilo politico. Sempre in Ungheria hanno preso vita dei veri e propri squadroni che pattugliano le frontiere per catturare, malmenare e rispedire indietro i rifugiati che tentano di entrare nel Paese.
La lista purtroppo è ancora lunga, in Austria ad esempio, la destra più conservatrice e ultra-xenofoba è arrivata al ballottaggio finale per la presidenza federale, dove fortunatamente hanno vinto i Verdi di Alexander Van Der Bellen; in Bulgaria è stata eretta una rete metallica lungo i confini per controllare e ostacolare l’arrivo dei richiedenti asilo e i casi di islamofobia in Inghilterra e negli Stati Uniti sono aumentati dopo il successo elettorale di Trump e della Brexit, quest’ultima trasformatasi sostanzialmente in un voto anti-immigrazione.
Il Rapporto Amnesty parla di una “retorica d’odio, divisiva e disumanizzante, che ha liberato gli istinti più cupi della natura umana. Addossando la responsabilità collettiva dei mali economici e sociali a particolari gruppi, spesso minoranze etniche o religiose, chi era al potere ha dato il via libera alla discriminazione e ai crimini d’odio, in particolare in Europa e negli Usa”. Proprio per questo il 2017 rischia di registrare un consistente aumento di attacchi a stampo razzista, nei confronti di tali minoranze. Ma se da una parte c’è questo rischio, dall’altra, le recenti manifestazioni contro i primi ordini esecutivi emanati da Trump fanno ben sperare in una nuova mobilitazione politica da parte dei cittadini. 

Crisi orientale

Il Rapporto Amnesty racconta una realtà che rimane spesso e volentieri impunita. Bashar Al Assad, in questo 2016 è stato l’artefice delle più gravi violazioni dei diritti umani bombardando ospedali e strutture sanitarie, torturando prigionieri e dissidenti e attaccando militarmente la popolazione civile. Nonostante ciò, Al Assad è ancora il capo di Stato siriano, questo a causa anche della paura che il terrorismo islamista dilaghi. Stando alla Turchia, se da una parte c’è stata una netta condanna delle purghe “erdoganiane” da parte dei governi europei, dall’altra, questi stessi hanno cercato di non tagliare i rapporti con la Turchia, essendo geograficamente l’ultimo baluardo contro l’immigrazione di massa e il terrorismo islamista.
Impunità anche per Israele che, nonostante sia stata condannata dall’ultima risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu n. 2334/2016, continua senza ostacoli a costruire insediamenti illegali, a demolire le case dei pochi palestinesi rimasti e a detenere arbitrariamente e torturare, nelle sue carceri, gli adolescenti arabi.
Nel Myanmar continua imperterrito il massacro a danno dei Rohynga, nelle Filippine la “guerra della droga” ha portato a oltre 6 mila vittime; il terrorismo islamista è protagonista di massacri violentissimi in Nigeria, Somalia, Siria e Libia.

Crimini e massacri di ogni tipo vengono commessi in tutti i continenti senza alcun freno inibitore. È difficile prevedere se questo 2017 appena iniziato possa presentare una rinascita contro il populismo e l’odio, oppure un semplice miglioramento nella tutela e nel rispetto dei diritti di tutti gli esseri umani; quel che è certo è che continueranno a essere commessi crimini efferati dall’uomo a danno dell’uomo stesso.

Youssef Hassan Holgado

 

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