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    Ma il cielo è sempre più blu? 

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    Nel 1975 Rino Gaetano cantava una società piena di contraddizioni, ma, nonostante tutto, il cielo restava blu; simbolo di una speranza, di una certezza consolatoria a cui tutti potevano aspirare.
    Oggi i cinesi sembrano trovarsi nella stessa situazione di 40 anni fa, ma non possono neanche affermare di avere un cielo blu. Infatti la Cina è il Paese, dal 2005, ad inquinare più di tutti gli altri e Pechino è prigioniera di una cappa di smog: in qualsiasi orario del giorno, la città è ricoperta di nebbia che rende difficoltosa qualsiasi normale attività. Basti pensare che respirare l’aria di Pechino per un mese, equivale a fumare cinque sigarette al giorno.
    Il record è stato raggiunto nell’ottobre del 2010: a causa della maggiore produzione di CO2, la visibilità si ridusse a meno di cento metri e ci furono disastrosi incidenti automobilistici che causarono ben trentadue vittime. A gennaio 2013 un incendio ha colpito per tre ore un’azienda di mobili senza che nessuno se ne accorgesse, proprio per la scarsa visibilità. Alla Maratona di Shangai del 2014 i partecipanti hanno corso con un livello di smog quindici volte superiore a quello di prudenza, con delle mascherine antigas e con delle spugne per detergersi la pelle; dopo dieci km, un quarto dei corridori si era ritirato e i pochi che hanno concluso la gara hanno mostrato la propria mascherina nera e hanno sostenuto che non erano riusciti a sudare perché i loro pori erano completamente ostruiti dallo smog.
    La soluzione a questo drammatico problema? Nelle strade sono stati installati maxi cartelloni che immortalano il cielo sgombro dai fumi industriali, per non fare dimenticare ai cittadini il colore del cielo.
    Fortunatamente stiamo assistendo a un cambio di rotta che il presidente Xi Jinping sta cercando di attuare nel suo Paese. L’11 Novembre 2014, a Pechino, durante il vertice Apec (Cooperazione Economica Asia-Pacifico) è stato stipulato un accordo con il presidente americano Barack Obama: i due stati attualmente producono da soli il 43% dell’anidride carbonica mondiale, questa decisione potrebbe risultare determinante per l’abbattimento dell’inquinamento. La trattativa è stata mantenuta segreta per nove mesi e prevede che da un lato gli Stati Uniti riducano del 26-28% la produzione di CO2 entro il 2025, mentre dall’altro lato, la Cina produrrà il 20% di energia tramite le fonti pulite a emissioni zero, soprattutto energia eolica e solare, entro il 2030.
    Proprio durante la settimana dal 7 al 12 novembre, quando a Pechino si è svolto il vertice Apec, il presidente Xi Jinping ha cercato di ridurre la produzione di smog imponendo restrizioni al traffico, facendo circolare le auto a targhe alterne, disponendo la chiusura delle fabbriche e concedendo giorni di ferie ai lavoratori nel settore pubblico. In questo modo i valori di polveri sottili sono crollati a quattro microgrammi per metro cubo, rispetto agli oltre quattrocento, tipici della quotidianità cinese. Per molti cittadini è stato un “regalo meraviglioso” perché ha loro permesso di poter godere della propria città senza paura per la propria salute. La situazione sembra quindi ad una vera svolta, tanto che il presidente cinese ha dichiarato: “La mia speranza è che ogni giorno vedremo il cielo blu, le montagne verdi, i fiumi limpidi, non solo a Pechino, ma in tutta la Cina, in modo che i nostri figli possano vivere in un ambiente piacevole”.

    Enrico La Rosa

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