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    Earth Overshoot Day: l’umanità che fa Harakiri di fronte alla natura 

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    “L’uomo ha perduto la capacità di prevenire e prevedere. Andrà a finire che distruggerà la Terra.”

    Albert Schweitzer

    Deficit Ecologico

    Il Pianeta Terra è un ecosistema fragile. Questa frase l’avremo letta milioni di volte sui giornali, sui libri; sentita alla televisione e ascoltata alla radio; o urlata nelle manifestazioni e negli spot ambientalisti. Una frase, sì, che sta lì, per un attimo e poi, via, scompare nel nulla. Proprio come se non fosse mai stata pronunziata. In effetti, ben poche volte pensiamo che il nostro essere umani, in quanto esseri umani (scusate il gioco di parole), influisce sull’ambiente circostante più di quanto si possa realmente immaginare. Arriva, così, un giorno durante ogni anno nel quale, come un orologio svizzero, si presenta il conto delle nostre malefatte per nulla “sostenibili”. Quel giorno è stato simbolicamente chiamato Earth Overshoot Day, e ogni anno, sempre più implacabilmente, detta legge sul progresso/regresso dell’umanità nei confronti di Madre Natura. Perchè, per chi non lo sapesse, ogni anno il nostro pianeta, per continuare a sopravvivere, deve mantenere un certo fabbisogno di risorse. Fabbisogno di risorse che, invece, sua maestà l’uomo ha deciso di poter utilizzare a suo uso e consumo quando (e quanto) gli pare e piace.

    Le conseguenze degli errori

    Gli errori (e gli orrori), di anno in anno, si moltiplicano e si riproducono a vista d’occhio, indiscriminatamente. Ed è semplicemente così che una certa soglia di utilizzo risorse, prefissata allo scoccare della mezzanotte di ogni nuovo anno, viene per “impostata”. Quando, ci chiederemo adesso, questa soglia viene sforata? E come viene calcolata? Risponderemo, intanto, a quest’ultima domanda. Questa soglia di risorse sfruttabili senza essere in “debito” con l’ecosistema è calcolata in base ad una sorta di “impronta”, un indice che mette, in base a complicati calcoli, in relazione la richiesta umana di risorse da sfruttare con l’effettiva disponibilità di queste in natura. In un mondo perfetto, l’anno dovrebbe terminare il 31 dicembre senza che questa soglia sia nemmeno lontanamente avvicinata o, perlomeno, mantenuta a distanza di sicurezza. La realtà è ben differente. I consumi di risorse e lo sfruttamento delle stesse per soddisfarne la famelica ferocia dei medesimi rasenta la follia. Dunque, secondo un calcolo, comunque approssimativo, dell’associazione Global Footprint Network, già nel 2012 per sopperire a quest’uso sconsiderato ci sarebbe voluto almeno un altro pianeta Terra e mezzo, perfettamente identico al nostro. Ogni anno, in base a questa semplice osservazione, dunque, la fatidica data piomba su di noi sempre più in anticipo. Nel 1993 l’Earth Overshoot Day è stato il 21 Ottobre. Nel 2003 l’Over Shoot day il 22 Settembre. Quest’anno è arrivato, senza alcun impedimento, circa una settimana fa, il 19 agosto. Cosa vuol dire questo? Che di questo passo noi, inquilini ingrati di questo mondo, rimarremo senza casa. Sarebbe semplicemente grottesco pensare di poterne semplicemente cercarne un’altra: lo spazio sarà anche infinito, ma per affittuari di questo tipo, anche il corpo celeste più immenso sarebbe bastevole. Questo è il mondo, e così noi lo distruggiamo. Come direbbe il fittizzio personaggio di un celebre e fortunato paio di film, che risponde al nome di Jena Pliskeen: “Benvenuti nel regno della razza umana.”

    Simone Bellitto

    About the author: Simone Bellitto

    Simone “Bob” Bellitto. Nato a S.Agata di Militello (ME) nel 1987. Nato e cresciuto sul giornale on-line “Megaron”, ha collaborato e collabora a giornali on-line quali “Dietrolequinte”, “La Zanzara”, “Abits” e da maggio 2011 a “Generazione Zero” di cui attualmente è redattore nonché operaio in prima linea. Ha partecipato come redattore al progetto europeo “Generazione Zero Sicilia“, finanziato dal programma “Gioventù in Azione”. Scrive di storia, spazio civile, ingiustizie di vario genere e entità. Appassionato di cinema e musica, ha riversato per intero la sua passione per il sociale e per il buon giornalismo nel progetto di Generazione Zero, per una Sicilia migliore o perlomeno più informata.

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