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    Ragusa, Associazione Partecipiamo: lavoratori, bando igiene pubblica e allegato C 

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    LAVORATORI, BANDO IGIENE PUBBLICA E ALLEGATO C

    UNA RIFLESSIONE A FREDDO

    Nel mondo del lavoro la dicotomia distintiva principale riguarda il lavoro privato e il lavoro pubblico. Il primo vive maggiormente nelle difficoltà ed è estremamente sensibile ai contesti più o meno strutturali del mercato, il secondo, il lavoro pubblico, un servizio reso a tutti che diventa però un anomalo ammortizzatore sociale se manca una educazione alla responsabilità collettiva. E’ quanto accaduto in questi giorni al comune di Ragusa, nella vicenda sul bando di gara della gestione dei rifiuti e del famigerato allegato C, che vedrebbe interessati 12 lavoratori, assunti con contratto unilaterale, con decisione assunta “unilateralmente” dall’impresa che gestisce lo smaltimento dei rifiuti a Ragusa e in altri comuni. L’impresa ha, a proprio discernimento, assunto i lavoratori, fuori dall’organico previsto dal comune. Alla luce dell’espletamento della nuova gara sui rifiuti, i 12 lavoratori, appartenenti invece all’allegato C, dipendenti dell’impresa privata, che opera su diversi comuni della provincia,  recriminerebbero e rivendicherebbero un posto di diritto nell’organico riconosciuto dal Comune di Ragusa. Per quanto concerne l’allegato C, rimandiamo alle diverse pronunce dell’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici anche recentissime per casi analoghi, luglio e novembre 2013, che ritengono inammissibili, perchè in contrasto con le norme, introdurre nei bandi di gara clausole tendenti all’assorbimento di personale, oltre la dotazione organica, che  altera il corretto svolgersi delle dinamiche concorrenziali di mercato.  La legalità è anche rispetto e pratica quotidiana di norme condivise che governano qualsivoglia regola contrattuale nel perseguire il bene comune e l’interesse generale, quindi di tutti, che certamente esula da qualunque forma di ricatto e strumentalizzazione. L’Amministrazione comunale può sempre attivarsi con chi si aggiudicherà la gara per valutare la compatibilità con il loro piano industriale sull’impiego di personale già utilizzato ma è altra cosa rispetto a ciò che si vuole imporre come “dovuto” e dovuto non è. Andando oltre il fatto specifico, che in una città “normale” avrebbe avuto chiave di  lettura semplice e inequivocabile, è bene ricordare che sui rifiuti nel 2011 in piena campagna elettorale l’Amministrazione comunale deliberò maggiori costi e necessità di nuovo personale perché si raggiungesse, in 5 mesi, l’obiettivo della raccolta differenziata al 28 %. Obiettivo, ‘naturalmente’ non raggiunto né a conclusione della campagna elettorale di pochi mesi e nemmeno ad oggi a distanza di anni  e per il cui mancato raggiungimento, fatto gravissimo ed onerosissimo per la città,  nessuno, per protesta,  ha ritenuto di ‘occupare’ niente. Potremmo continuare con una sorta di ‘carta giubilare’ sulle tante promesse e tante inaugurazioni del ‘nulla’ ma al di là di fatti che si contraddistinguono per una forte e grave strumentalizzazione politica di buona parte delle forze di opposizione, cui unico obbiettivo era il ritiro del bando di gara per la gestione dei rifiuti, invitiamo l’amministrazione e il Sindaco che, tra le tante incombenze quotidiane, si è assunto anche la delega specifica,  a perseguire con determinazione all’affidamento del servizio pluriennale attraverso il bando pubblico, ponendo fine al regime di affidamento in proroga con il quale si procede da diversi anni da parte del Comune, illegittimamente,  e a procedere con la massima celerità e determinazione nell’adottare una strategia operativa per la gestione completa e sistemica del ciclo dei rifiuti. Questo è il compito dell’Amministrazione comunale senza condizionamenti di sorta.

     

    Ragusa, 5 luglio 2014

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