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L’Underground dei Kuadra 

Tempo di lettura: 4 minutiHo scoperto i Kuadra due anni fa, grazie al video del pezzo “I nostri eroi”. Un video venuto veramente una bomba. Mi innamorai subito. Sono un nostalgico del Crossover, un genere che mi ha cambiato sia musicalmente che personalmente. Un genere che oramai viene considerato poco attuale, superato, addirittura venduto. Ma a mio avviso un genere con un ampio spettro di possibilità stilistiche, che riesce a lanciare il giusto messaggio nel modo giusto, quando lo si sa sfruttare al meglio. I Kuadra lo hanno capito da subito. Nel loro ultimo lavoro, “Il bene viene per nuocere”, hanno riconfermato  questa consapevolezza, rafforzandola con un’evoluzione stilistica e una maturazione che non sono così semplici da trovare, al giorno d’oggi. Ho avuto la fortuna di contattare Van, il batterista del gruppo, per proporgli qualche domanda,  ora che il gruppo è su e giù per la Penisola (e anche al di fuori di essa) per promuovere il loro ultimo lavoro.

I Kuadra agli albori: quando e per quale motivo avete iniziato? Quali erano i vostri progetti inizialmente?
I Kuadra si sono formati alla fine del 2005. In origine eravamo solo in quattro e arrivavamo da percorsi completamente differenti, chi dal metal chi dalla musica elettronica.
Con il passare degli anni la formazione ha avuto vari cambi di line-up e dei componenti originali, del 2005, sono rimasti Yuri e Zavo.
Attualmente la formazione è composta: Y (voce dal 2005), Zavo (chitarra dal 2005), Van (Batteria dal 2009), Hyde (chitarra dal 2013) e Simo (basso dal 2014).

I Kuadra fuori dal gruppo: per sommi capi, qual è il background dei singoli elementi del gruppo, e cosa vi ha spinto ad unire questi stili diversi per finire nel Crossover?
Come dagli albori del progetto, anche attualmente ognuno di noi arriva da gusti musicali differenti; chi dal Metal estremo alla musica elettronica, sino a toccare generi come Funky il Blues e Jazz.
Non ci siamo mai messi a tavolino per creare della musica “crossover”, ma probabilmente questa miscela di idee e di percorsi differenti  portano a questo risultato.
L’unico paletto che ci imponiamo, è quello di sperimentare e cercare un sound che ci caratterizzi il più possibile.

So che siete sotto etichetta e state promuovendo il disco in giro per la penisola: come stanno andando le date? E com’è lavorare seriamente sotto un etichetta discografica?
Assolutamente non siamo sotto etichetta e neppure sotto una booking.
Dopo una prima esperienza per il nostro primo album, abbiamo capito che la maggior parte delle label e booking italiane stanno rovinando l’Underground, chiedendo alle band solo una quota per stampare le proprie copie e poi sbattersene altamente dei propri progetti.
Vi consigliamo di uscire con i vostri lavori sulla piattaforma Zimbalam che, con solo 35€, vi distribuisce in tutti i digital store del mondo. Per le copie fisiche appoggiatevi a una qualsiasi ditta specializzane nella stampa e duplicazione di CD.
Noi siamo la nostra Etichetta e la nostra Booking!!!!
Per quanto riguarda le date, stanno andando molto bene, stiamo girando l’Italia, dalla Val d’Aosta fino in Campania, e riusciamo ad avere un ottimo riscontro.
In poco meno di un anno abbiamo fatto 40 date, e il prossimo Maggio faremo un mini tour di tre date nell’est Europa (Lettonia, Lituania), per vedere che cosa accade anche al di fuori dei confini del “bel paese”.

La situazione in Italia per quanto riguarda il Crossover: altri gruppi? Altre realtà in giro per la Penisola che vale la pena di ascoltare o con le quali avete avuto il piacere di collaborare?
Ci sono tantissime realtà in giro per l’Italia. Si passa da gruppi come i Backtheory del Molise, i Selica di Pesaro, ai mitici Dismal Faith della Toscana, ai pazzi scatenati dei Dorothy di Roma, agli urlanti Moong di Milano e ai talentuosi Berith’s Legion di Vigevano.
Poi, oltre alle band, ci sono tante situazioni come il Centro Hibou di Chatillion, Cimitile Fest della provincia di Napoli che aiutano e danno spazi a tante band emergenti per i propri live.
Diciamo che se ci si impegna nella ricerca, in Italia c’è ancora del buono.

Che cosa vi spinge ad impegnarvi in ambito sociale nei vostri testi? E’ un idea esclusiva di Yuri, o collaborate tutti alla stesura di ogni testo?
Siamo spinti ad avere un’argomentazione del genere, per far risvegliare le menti delle persone e denunciare qualsiasi cosa di marcio nella società odierna. Passiamo da situazioni all’interno delle quattro mura casalinghe a questioni che possono toccare intere popolazioni.
La stesura dei testi è completamente affidata a Yuri. Come punto d’inizio di un nuovo pezzo abbiamo due “metodi”: o partiamo da una linea melodica del testo, poi costruiamo le varie parti di chitarra, basso, synth e batteria; altrimenti l’input parte da un riff di chitarra e da lì può nascere un nuovo pezzo.

Progetti per il futuro?
Attualmente siamo in tour e finiremo le date i primi di giugno, appena concluse le performance live lavoreremo subito ai nuovi pezzi.
Abbiamo già scritto 6/7 bozze, che faranno parte del nuovo lavoro dei Kuadra, l’unica cosa che dobbiamo capire è se intraprendere la strada dell’Ep, che tanto va di moda in questo momento, o rimanere nella linea del Full Leight.
Inoltre, stiamo già pensando anche alla realizzazione dei videoclip per quanto riguardano le nuove tracce.

Tracklist:

01- Il Bene
02- Crash Test
03- Lasciami Entrare
04- Lo Sciamano
05- Molotov
06- Thomas Sankara
07- Cervelli nella Vasca
08- Nuove Cure Mortali
09- La Culla
10- I Nostri Eroi
11- Correre Correre

Bruno Pellegrino

 

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