Migranti, giovani, precari, ambiente|venerdì, Ottobre 22, 2021
Ti trovi qui: Home » Campagne » #Gutenber2.0 » Gutenberg 2.0 – una Generazione Libera Insieme

Gutenberg 2.0 – una Generazione Libera Insieme 

Tempo di lettura: 2 minuti“Per fare questo mestiere, diceva Kapuściński, c’è bisogno di cuore e cervello. Poi servono sempre un paio di scarpe di ricambio perché come amava dire un altro grande giornalista reporter di guerra, Egisto Corradi. E oggi, dobbiamo necessariamente aggiungere: serve una connessione veloce ad Internet”. Questa la ricetta con cui ha esordito Laura Malandrino, responsabile ufficio stampa della FOCSIV (Federazione Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario) e collaboratrice del quotidiano Avvenire, durante l’evento conclusivo del I corso per Animatori della Comunicazione Sociale “Gutenberg 2.0”.
Sabato 31 Maggio, alla vigilia della 48^ Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, gli organizzatori del corso (l’Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Ragusa, Insieme, Generazione Zero e Libera – associazioni, nomi e numeri contro le mafie) hanno voluto valorizzare l’impegno e la fatica dei 20 corsisti, insieme ai quali è stato realizzato l’evento “Gutenberg 2.0 – una Generazione Libera Insieme” presso i locali dell’Antico Convento dei Cappuccini di Ragusa Ibla.

L’incontro conclusivo

L’incontro, nonostante la concomitante festa patronale di San Giorgio, non è stato un flop. La sala piena, con una folta schiera di ragazzi liceali ed universitari, ha assistito agli interventi introduttivi di don Paolo La Terra, che ha portato i saluti del Vescovo (impegnato a Torino, ndr), di Giorgio Abate, coordinatore provinciale di Libera, che ha sottolineato con forza l’ideale portante della Rete e di Gian Piero Saladino, Direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Ragusa, che ha evidenziato i valori di una buona comunicazione sociale, riportando le parole del documento redatto da Papa Francesco.
“Oggi – scrive il Papa nel documento per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali – viviamo in un mondo che sta diventando sempre più ‘piccolo’ e dove, quindi, sembrerebbe essere facile farsi prossimi gli uni agli altri”, eppure permangono le “divisioni”, la “scandalosa distanza tra il lusso dei più ricchi e la miseria dei più poveri, […]“i media possono aiutare a farci sentire più prossimi gli uni agli altri; a farci percepire un rinnovato senso di unità della famiglia umana che spinge alla solidarietà e all’impegno serio per una vita più dignitosa […] e in particolare internet può offrire maggiori possibilità di incontro e di solidarietà tra tutti, e questa è una cosa buona, è un dono di Dio”. Una Rete di persone e non di fili a cui la Chiesa deve aprirsi, incontrando gli uomini nell’ambiente digitale perché anche lì abitano.
Ospite dell’evento è stata la giornalista Laura Malandrino, il cui intervento ha voluto evidenziare l’evoluzione e la figura dell’animatore della comunicazione sociale, da lei stessa definito un “ponte tra i fatti e le persone”. La serie degli interventi si è conclusa con le parole del tutor del corso, Simone Lo Presti, che ha raccontato il percorso affrontato nei cinque mesi precedenti, sottolineando che “si tratta solo di un primo scalino, nella speranza che continuiamo a salire questa gradinata tutti insieme”.
Si è proceduto, dunque, alla consegna degli attestati con le foto di rito e all’esposizione dei project work, ovvero i lavori che i corsisti hanno realizzato a conclusione del loro percorso: articoli di giornale, reportage, video promozionali e siti internet sono stati esposti nei corridoi e all’interno del chiostro dell’Antico Convento. La serata si è conclusa con l’AperiGuntenberg (un buffet multiculturale, con specialità culinarie dei Paesi del Mediterraneo) accompagnato da una jam session musicale con Luca Passafiume (violino) e Thomas Occhipinti (percussionista).

Simone Lo Presti

About the author: Simone Lo Presti

Ho iniziato a scrivere per Generazione Zero nell'aprile del 2011 spinto dal bisogno e dal coraggio di guardare il mio territorio con occhi curiosi mai paghi delle belle parole, ma desiderosi di osservare i fatti. Ho imparato, così, che un buon giornalista deve stare dentro la notizia e raccontare i fatti da quella prospettiva.

Aggiungi commento