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    Contrappunto in tempo di crisi – Inchiesta a più voci su Racket e Usura 

    Tempo di lettura: 2 minuti

    Molte voci, un unico fronte

    La scommessa che sta all’origine di questo strumento – che più che un libro è un’occasione di incontro di idee ed esperienze, anche diverse per storie e convinzioni – è semplice. Si tratta solo di un tentativo di comprendere. Comprendere la realtà, senza sottovalutazioni o negazioni di ogni tipo, oltre luoghi comuni, semplificazioni mediatiche e facili conformismi di maniera, che, tutti insieme, sono nemici, implacabili e sempre in agguato, di ogni osservazione e analisi della realtà che abbia i crismi dell’oggettività e dell’obbiettività”. Questo è lo spirito che sta alla base del volume “Contrappunto in tempo di crisi – Inchiesta a più voci su Racket e Usura” edito da Solidaria soc. coop. sociale – Onlus, curato da Giovanni Abbagnato e Salvatore Cernigliaro, con la prefazione di Giacomo Di Girolamo. Il libro si presenta come una raccolta di interviste, fatte, oltre che dagli stessi Abbagnato e Cernigliaro, anche da Francesco Appari, Gianni Barbacetto, Chiara Pracchi, Rosa Frammartino, Barbara Giangravè, Sebastiano Gulisano, Angelo Meli, Marcello Ravveduto. Come spiega Giovanni Abbagnato, nell’introduzione al testo: “Abbiamo pensato di coinvolgere studiosi, esponenti del mondo dell’associazionismo, vittime di usura e racket, con il metodo dell’interpello diretto, in cui l’intervistatore segue e propone un filo del ragionamento. Il risultato che abbiamo perseguito è un’osservazione della realtà dei fenomeni, colta e interpretata a più voci, diverse e culturalmente plurali, ma coincidenti nell’obiettivo di disvelare un mondo criminale, spesso cangiante, e quindi di difficile contrasto perchè in grado di non perdere i propri connotati ideologici, ma adattandoli alle mutazioni in corso.”

    Un’analisi lucida e d’impatto

    Il libro presenta una lettura estremamente scorrevole, anche grazie all’ottimo lavoro fatto dai giornalisti, che hanno saputo mantenere un notevole ritmo nelle interviste. Inoltre, la forma del dialogo rende più accessibile la comprensione della materia altamente complessa e articolata, che altrimenti sarebbe rimasta incomprensibile ai più. Lo scopo del libro, come affermato dallo stesso Giovanni Abbagnato, non è quello di giungere a delle conclusioni, ma di muovere partendo da nuove riflessioni, infatti, dalla lettura si evince: che l’usura, spesso svincolata rispetto fenomeno mafioso, prolifera maggiormente in tempo di crisi, nel momento in cui le banche smettono di erogare denaro; che l’estorsione, l’evasione fiscale e il riciclaggio sono fenomeni altamente connessi tra loro; che l’estorsione viene praticata dai clan, più per affermare il prestigio e la supremazia sull’ordine statale, che per il profitto economico; che l’attività criminale non deve essere intesa come antieconomica, ma parte integrante dell’attuale sistema economico ultraliberista e globalizzato, e che la legge in materia di racket e usura ha bisogno di essere innovata. Un altro punto su cui gli intervistati hanno premuto, offrendo ulteriori spunti di riflessione, è l’inefficacia di certe misure contro il racket e l’usura, vanificate dal protagonismo e dal carrierismo che pervade il mondo dell’associazionismo antimafioso: è parere di molti che l’antimafia ha bisogno di rinnovarsi, in funzione del cambiamento costante dei fenomeni mafiosi.

    Queste le riflessioni che emergono dall’analisi lucida e puntuale portata avanti all’interno del volume. Come dice Giacomo Di Girolamo nella prefazione al testo: “leggerete anche qualche parere discordante, roba che nel mondo troppo omogeneo di certa retorica antimafia proprio male non fa”.

     

    Giuseppe Cugnata

     

    About the author: Giuseppe Cugnata

    Giuseppe Cugnata, nato a Ragusa nel 1995, ma cresciuto a Chiaramonte Gulfi, studia Scienze politiche e relazioni internazionali presso l'università La Sapienza di Roma. Nell'aprile 2012 comincia la sua attività giornalistica all'interno de “Il Volantino Indipendente”, foglio d'informazione redatto nella cittadina stessa di Chiaramonte. Nell'agosto del 2012 inizia a scrivere per Generazione Zero, curando, in particolare, l'immigrazione e gli esteri. Nel 2013 inizia la sua attività da videomaker amatoriale. Il 29 aprile 2014, Rai 3 trasmette una sua clip sulle agromafie: "Agromafie: dal produttore al consumatore". Dal gennaio 2015 è direttore editoriale di Generazione Zero. I suoi articoli sono apparsi anche su I Siciliani Giovani.

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