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    L’impossibilità di un amore – Il “Cyrano de Bergerac” a Catania 

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    Tra incespicate giravolte e capriole vorticose, accompagnate dalla assopita disattenzione dei popoli, accadde talora che i destini delle nazioni consegnino inavvertitamente la costruzione mitologica delle proprie culture a figure simboliche che, nel tempo, ne divengono segni inalienabili. Cosi avvenne nell’ultimo ventennio del XIX sec , quando francesi e italiani affidarono a un’improbabile appendice di cartilagine il gravoso compito di rappresentare, nei secoli a venire, quello che sarebbe divenuto un immarcescibile tratto distintivo delle loro identità culturali.

    Cinzia Bigliosi Franck

    Il “Cyrano de Bergerac” rientra nella nuova produzione del Teatro Stabile di Catania. In programmazione al Musco, dal 25 febbraio al 9 marzo nell’ambito del cartellone “L’isola del Teatro”.

    Con la regia di Giuseppe Dipasquale, la commedia eroica di Edmond Rostand arriva a Catania. Qui, su un palco essenziale, volubile e senza tempo, pensato da Angela Gallaro, vanno, vengono e, spesso, sostano e schiamazzano tra il pubblico parrucche, maschere, ceroni ed eccentrici abiti degni del migliore circo itinerante.
    Ma non era una commedia eroica? Si, nel 1897. Nel 2014, invece, il Direttore del TSC, Dipasquale, ha deciso di tralasciare guasconate e duelli, costumi pomposi e pose plastiche di cui i cinque atti sono caratterizzati, per concentrarsi, non su una qualunque storia d’amore, ma sulla storia dell’impossibilità dell’amore.cyrano - tosto, coco - ph. parrinello (1)
    “Cyrano, il personaggio, come la vicenda che gli ruota intorno, – spiega il regista –  è tutto questo: l’impossibile inseguimento di un amore che mai potrà essere realizzato.  La rincorsa all’amore dell’umanità narrata da Rostand nei personaggi del Cyrano, somiglia di molto all’affannoso virtuosismo degli artisti da circo che celebrano, con il solo scopo di divertire, la malinconia di un amore non consumabile.”
    Impersonati da un affascinante e carismatico David Coco, un’avvenente Lucia Fossi e uno strabiliante Angelo Tosto, Cristiano, Rossana e Cyrano sono protagonisti assoluti, con il loro triangolo amoroso, della pièce.
    La trama è nota a tutti: intrepido e spavaldo spadaccino, appassionato ed esperto d’arte e teatro, Cyrano, che riuscirebbe ad intimorire chiunque con il suo solo eloquio, è tuttavia intimidito dalla cugina Rossana di cui è segretamente innamorato. Ella, tuttavia, ricambiata a prima vista, ama il giovane cadetto Cristiano, bellissimo ma onestamente consapevole di essere «stupido come un imbuto!». Di qui l’innescarsi di una folle giostra di cuori, in cui Cyrano deciderà di mettere al servizio del bellissimo rivale il suo nobile intelletto. Di qui l’impossibilità di trovare una soluzione all’intreccio: “Rossana li ama entrambi – afferma Dipasquale –  e non sa amarli disgiunti: se vede Cristiano, lo ama quando parla con il cuore di Cyrano. Se sente Cyrano, lo ama quando vede le fattezze di Cristiano”. Di qui l’incombere di un tragico epilogo: “Dove non arriva l’amore, la morte lo prende. L’incanto viene spezzato solo dalla morte. Tanto l’amore si fa prezioso e irraggiungibile, quanto la morte sparviera e sempre puntuale”.
    Le modalità espressive spericolate e funamboliche del testo, le battute salaci e le vibrazioni romantiche e commoventi che emozionarono lo spettatore parecchio tempo fa, continuano a far sorridere e commuovere, oggi,  il pubblico etneo: il personaggio di Cyrano, infatti, nelle sue ontologiche  dicotomie,  spadaccino ma poeta, uomo burbero e scontroso, ma generoso e pronto ad aiutare chi lo merita, in grado di sconfiggere da solo cento uomini e di far innamorare con più di cento parole una sola donna, riesce a regalare al pubblico un momento di evasione dal reale e un ritorno all’epoca delle dissertazioni amorose e dei duelli cavallereschi.
    A realizzare tutto questo hanno contribuito anche le incalzanti musiche di Germano Mazzocchetti, i dinamici e armoniosi movimenti scenici di Donatella Capraro, le luci di Franco Buzzanca.
    E, infine, il cast degli attori del calibro di Leonardo Marino nei panni di De Guiche, Giampaolo Romania Le Bret, Cosimo Coltraro Ragueneau, e ancora Sergio Seminara, Plinio Milazzo, Lucia Fossi, Luca Iacono, Marina La Placa, Liliana Lo Furno, Lucia Portale, Francesco Russo.

    Martina Toscano

     

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